Shopping online via app: 5 consigli per incrementare le tue vendite

Shopping online via app: come incrementare le tue vendite

Shopping online via app: come incrementare le tue vendite

Lo shopping online, tramite pc o via app, è un tema di cui si è molto parlato, soprattutto negli ultimi tempi. Il lockdown degli scorsi mesi, infatti, ci ha lasciato in eredità un cambio importante di abitudini in termini di shopping: il 56% dei consumatori europei ha comprato online 3 o più volte al mese durante la crisi del Covid-19.

Per raggiungere i clienti ormai affezionati allo shopping online i commercianti hanno a disposizione, tra le altre, due modalità principali: un’applicazione mobile e il sito web della propria attività. Per raggiungere un pubblico più vasto, infatti, è importante dotarsi di entrambe le possibilità: in primo luogo è necessario sviluppare un sito web e, successivamente, è consigliato creare un’applicazione mobile per l’e-commerce per ottenere maggiori opportunità di guadagno.

Con l’aumento del numero di smartphone, l’economia che ruota intorno alle app potrebbe diventare la terza a livello mondiale con 6.350 miliardi di dollari, e una crescita del 385% rispetto al 2016. Le app costituiscono una grande comodità per i consumatori, perché permettono loro di fare acquisti da casa, in autobus, durante la pausa pranzo o mentre prendono un caffè in fondo alla strada, praticamente ovunque ci sia una connessione internet wi-fi o mobile. Avere un sito web, dunque, non è più sufficiente, ora bisognerebbe anche puntare sul mobile.

Una cosa però è lanciare un’applicazione di shopping online per il proprio business, un’altra è far sì che il suo scopo sia effettivamente raggiunto: aumentare le vendite. Se hai intenzione di investire nella creazione di una app per aumentare le vendite della tua attività, l’implementazione di una strategia e di una pratica corrette è assolutamente necessaria.

Ma come si possono generare ricavi attraverso le applicazioni mobili? Di seguito troverai 5 consigli per massimizzare il rendimento del tuo investimento.

1. Aumenta il tuo bacino di utenza

La tua applicazione mobile aumenterà notevolmente le possibilità dei consumatori di fare acquisti “in movimento”, il che contribuirà ad  incrementare il tuo bacino d’utenza e, di conseguenza, le tue vendite. La modalità di interazione tra clienti e aziende, infatti, non sarà più limitata geograficamente.

Inoltre, il 79% degli utenti di smartphone ha effettuato un acquisto online con il proprio dispositivo mobile negli ultimi 6 mesi.

Grazie alla facilità di effettuare acquisti ovunque, come durante gli spostamenti sui mezzi pubblici, sul divano o in coda alle Poste, la tua applicazione mobile aumenta le opportunità di shopping online per i tuoi clienti.

La rapida diffusione dei metodi di pagamento digitali, inoltre, velocizza e rende più sicuri gli acquisti online.

2. Crea un programma di fidelizzazione

Creare un programma di fidelizzazione della clientela è un grande incentivo per i clienti, in quanto li fa sentire apprezzati e dà loro la possibilità di risparmiare denaro. Questo è il motivo principale per cui l’applicazione di un programma di fidelizzazione completo e personalizzato può contribuire ad aumentare le vendite dei tuoi prodotti o servizi.

Premiare i clienti attraverso benefit basati sulla quantità di denaro speso entro un certo periodo di tempo aumenta gli sforzi dell’azienda per incrementare le vendite: incoraggia le persone ad aumentare il valore degli ordini e la frequenza degli acquisti per raggiungere il punto successivo del loro viaggio di ricompensa.

L’utilizzo del sistema di ricompensa attraverso un’applicazione mobile aumenta gli sforzi di personalizzazione e si dimostra più efficace rispetto ad altri tipi di programmi di fidelizzazione.

Qualche idea per iniziare? I clienti abituali che scaricano la app per lo shopping online, potrebbero ricevere punti bonus, sconti speciali, acquistare un determinato prodotto prima degli altri o semplicemente ricevere simpatici messaggi di incoraggiamento che li fanno sentire speciali e li spingono sempre di più verso i determinati prodotti o servizi.

3. Utilizza la tua app come strumento di marketing

Grazie alle applicazioni mobili, è possibile entrare in possesso di informazioni preziose riguardo il comportamento d’acquisto e il profilo dei clienti, sempre compiendo scrupolosamente con il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati. Ciò costituisce un enorme vantaggio commerciale per la tua attività perché i dati raccolti ti aiuteranno a tracciare le transazioni dei tuoi clienti, la cronologia di navigazione dei tuoi prodotti o servizi e le loro preferenze.

Tutto ciò ti fornisce una preziosa visione sulla vita dei tuoi clienti, come la comprensione dei loro comportamenti, interessi e desideri.

Ad esempio, un cliente con la sua cronologia di navigazione dei tuoi prodotti o servizi ti mostra ciò che cerca regolarmente.  Quale tipo di prodotto è più probabile che acquisti? Quali sono le sue preferenze?

Tutti questi dati ti aiutano a personalizzare sempre di più la tua offerta. La personalizzazione sta diventando una chiave importantissima per influenzare la probabilità del consumatore di decidere se spendere o meno in un determinato prodotto o servizio ed ha dunque un impatto rilevante sui tassi di conversione per le applicazioni mobili.

Per ottenere ciò che le persone vogliono veramente, a volte hanno bisogno di cercare attraverso lunghissimi elenchi di prodotti. Non è affatto conveniente.

I consumatori preferiscono di gran lunga ricevere un’offerta che corrisponda al loro profilo per posizione, preferenze, storico di acquisti, ecc. Alcune delle tattiche sono già utilizzate dalla maggior parte dei negozi di e-commerce, ma le app per lo shopping online migliorano l’esperienza dell’utente analizzando la sua storia di navigazione e di acquisto e fornendo i migliori consigli per ulteriori acquisti.

Le tua azienda può, ad esempio, utilizzare i dati raccolti attraverso il geo-tracking e le campagne pubblicitarie per offrire offerte just-in-time. La progettazione di offerte speciali, annunci e sconti personalizzati darà un ulteriore impulso alle tue vendite

4. Sviluppa una strategia efficace per le notifiche push

Le notifiche push possono avere un impatto considerevole nell’aumento delle entrate della tua azienda. È uno dei vantaggi di avere un’applicazione mobile, perché le notifiche push possono essere inviate attraverso una app.

Secondo il Barometro delle Notifiche Push di Accengage, l’Italia è tra i primi Paesi in Europa per opt-in (la percentuale degli utenti di una app mobile che accetta di ricevere le notifiche): il 91,1% degli utenti Android accetta di ricevere le notifiche, contro il 43,9% degli utenti iOS. Inoltre le notifiche push hanno una sempre maggiore deliverability, apertura, click e tasso di ritenzione

Ma il semplice invio delle notifiche push non è sufficiente, bisogna essere strategici. Ad esempio, realizzare esperimenti A/B di piccole dimensioni su copy, tempistica e frequenza possono portare a miglioramenti del tasso di conversione delle tue notifiche push e contribuire così ad aumentare le tue vendite.

Se fatte nel modo giusto, le notifiche push possono arrivare ad aumentare i vostri tassi di conversione fino al 50%.

Una strategia efficace include:

– Invio di offerte rilevanti come pre-vendite,  sconti, vendite flash e promozioni;

– Sfruttare i servizi basati sulla localizzazione e la tecnologia di geo-fencing. Ad esempio, l’invio di notifiche ai clienti sulle offerte relative a una particolare città o regione;

– Invio di notifiche rilevanti e tempestive ai clienti, in base alla loro posizione fisica, per annunciare una vendita agli utenti che si trovano nell’area di attività.

5. Crea la tua Mailing List

Per sviluppare un rapporto duraturo con i tuoi clienti, oltre all’opzione di notifiche push per condividere informazioni importanti, è fondamentale creare la tua mailing list.

I consumatori, infatti, raramente cambiano il loro indirizzo email e, condividendo con te questo elemento, aprono di fatto un canale di comunicazione stabile e duraturo.   Una campagna di email marketing, è il modo migliore e più semplice per assicurarsi che gli utenti vedano sempre i tuoi contenuti.

Quando si inviano regolarmente newsletter, con informazioni preziose, si tende a mantenere il proprio marchio in primo piano nella mente del cliente, rendendo più probabile che questi abbia una certa familiarità con i proprio prodotti o servizi.

Puoi ottenere gli indirizzi e-mail dei consumatori direttamente dalla app, sempre indicando in modo chiaro l’uso che farai dei dati raccolti con le nuove normative in termini di protezione dei dati.

L’inclusione di un modulo di iscrizione alla newsletter quando si scarica la app, potrebbe portare efficacemente il traffico verso i vostri siti web e blog attraverso regolari aggiornamenti via email.

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Empresas no pós-pandemia: dicas para PMEs atuarem no digital

empresas no pós pandemia

As empresas no pós-pandemia terão de se acostumar a um ambiente de negócios mais competitivo e incerto. Reunimos dicas para ajudar os pequenos empreendedores nesse momento. 

empresas no pós pandemia

Nos últimos tempos, um argumento esteve presente em diversas ocasiões: “estamos vivendo uma crise sem precedentes”. O impacto da Covid-19 pode ser visto em todos os setores e parece estar longe de acabar.

Exemplo disso é um levantamento recente realizado pelo Instituto Brasileiro de Economia da FGV. A pesquisa identificou que 42% das empresas brasileiras talvez só voltem à situação anterior à crise a partir de 2021, sendo que outras 10% nem visualizam retornar à normalidade. Não é exagero quem diz que essa é a pior crise da nossa geração.

No entanto, há alguns movimentos positivos se desenrolando. Uma pesquisa recente do Capterra mostrou que, após a explosão da pandemia no Brasil, 72% das PMEs entrevistadas passaram a oferecer produtos e serviços online. Uma transformação digital bastante rápida e promissora para um segmento em que quase metade das empresas nem sequer tinham planos de gestão de continuidade de negócios antes da COVID-19, segundo outra pesquisa.

Com o fim de uma primeira fase da crise, os empreendedores podem pensar estratégias mais claras para suas empresas no pós-pandemia. Reunimos algumas delas neste texto.

Atrair e reter clientes em um mundo em transição

“Os pequenos empreendedores terão alguns desafios para vender, como o aumento da concorrência e possíveis guerras de preços”, afirma Luis Coelho, sócio-fundador da Empreende Aí, que capacita empreendedores de territórios populares a terem seus próprios negócios. Segundo ele, há duas importantes ações a serem tomadas:

1. Manter-se muito próximo do cliente, oferecendo novidades, promoções e vantagens com parceiros (falaremos do tema adiante).

2. Buscar novos clientes, o que inclui utilizar as redes sociais e entender as dinâmicas de vender online. 

“Separe pelo menos 70% do seu tempo para vender e buscar novos clientes, afinal, é isso que mantém o seu negócio funcionando”, explica. 

Outra dica importante é observar as tendências da sua área de atuação. Se antes as empresas observavam aos poucos as mudanças de consumo do seu público, a pandemia veio para comprovar que, dependendo do contexto, os novos hábitos surgem em pouquíssimos dias. E aí não tem jeito, é preciso se adaptar e, ao mesmo tempo, ser criativo para atrair e reter clientes.

Uma maneira de acompanhar mudanças de comportamento é analisar dados gerados pela sua empresa. Desde os canais de atendimento ao consumidor até os dados de compras realizadas anteriormente: tudo pode ser insumo para você tomar decisões e pensar em novas estratégias.

Durante o período de confinamento as pessoas saíam menos de casa. Nesse contexto, uma loja de roupas pode identificar se os consumidores estão investindo mais em roupas confortáveis. Se sim, é necessário lançar mais produtos deste estilo.

Já no caso de um restaurante, as pessoas provavelmente vão deixar de consumir fora de casa, mas talvez não tenham tempo para cozinhar. Por que não pensar em kits de comida que o cliente possa congelar e usufruir ao longo da semana? Ambos são exemplos de tendências que podem ser identificadas com dados da sua própria empresa.

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Pensar em descontos como estratégia

Estratégias promocionais são importantes por vários motivos: ajudam um produto a girar, fidelizam clientes e geram uma receita extra. Para colocá-las em prática, o ideal é ter um bom conhecimento do estoque e avaliar quais mercadorias podem ser colocados à venda com uma condição especial.

No geral, um bom momento para pensar em estratégias promocionais são datas sazonais, como Black Friday, Natal, Dia das Mães, Volta às Aulas, já que são períodos que as pessoas estão mais suscetíveis a gastar, mesmo que estejam em momentos de pura economia.

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Manter as finanças em dia

Cuidar da área financeira nunca foi tão importante. Aqui surge a necessidade de fazer um bom levantamento de contas a pagar e a receber para visualizar um futuro sem sufoco. Planejar-se permitirá que você tome ações preventivas e não reativas.

Quando se trata de contas a pagar, classifique os seus fornecedores por importância e identifique aqueles que você poderá negociar um período de carência, caso necessite. Nas contas a receber, busque saber quais os procedimentos para o caso de você ter de antecipar recebíveis, o que é extremamente útil em momentos de crise.

Há ocasiões que a situação financeira desanda de vez e as empresas acabam tendo de recorrer ao crédito. Por ser um compromisso de longo prazo, antes de decidir por ele, veja se há como remodelar o negócio, enxugando custos e gerando receita extra. Se for inevitável, é importante avaliar os seguintes pontos antes de assumir um crédito: 

  • Taxa de juros
  • Quantidade de parcelas
  • Prazo de carência
  • Valor da parcela

É comum que PMEs não tenham uma movimentação financeira significativa e uma demonstração contábil que dê a garantia para o banco. Por isso, vale a pena buscar todas as opções disponíveis de crédito, tanto nos bancos privados quanto nos bancos públicos. As fintechs também são uma opção.

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Melhorar a presença online

Uma vez no digital, o primeiro passo é trabalhar informações que transmitam confiança ao usuário. Por exemplo, colocar dados de contato no topo da sua página, como e-mail ou número de WhatsApp, é obrigatório. No contexto atual, também faz diferença se você inserir informações de segurança, como “sem contato na entrega”, “produto higienizado” e “devolução em X dias”.

Outra maneira de fazer a sua empresa ser relevante no online é criar uma página dedicada exclusivamente a dúvidas frequentes, o famoso FAQ. Reúna as principais questões dos seus clientes e forneça as respostas para elas.

Além do FAQ, outra prática que aumenta a chance de conquistar a compra são as avaliações. Os consumidores levam a sério a experiência de outros e isso pode influenciar na conclusão da compra. Sempre que o cliente finalizar a jornada com a sua empresa, envie comunicados convidando-o a deixar uma resenha. Você pode inclusive utilizar softwares de gestão de reviews e avaliação online para ajudar na tarefa.

Quando se trata do digital, é importante ter em mente que as pessoas respondem mais rápido ao visual, já que não podem tocar o produto. Por isso é importante que você use imagens que mostrem a mercadoria sob diferentes perspectivas. O ideal é usar fotos em alta qualidade, utilizando um editor de imagens para melhorá-las.

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Pensar em estratégias de marketing

Estratégia de marketing no digital quer dizer que você vai ter que criar perfis em redes sociais para sua marca. No entanto, não significa que você terá de estar em todas elas. Busque aquelas em que seu público está ativo. Se você vende roupas para bebê, não faz muito sentido focar no LinkedIn.

Sempre mantenha a conta atualizada com conteúdo relevante. Uma maneira de facilitar a gestão é usar plataformas de gerenciamento de redes sociais para que você automatize a publicação de conteúdos. Se optar por manter um blog, trabalhe palavras-chave presentes no seu nicho, identificando-as através de ferramentas de SEO.

Uma das grandes dores de cabeça das empresas que estão no digital é o abandono de carrinho. É comum que os clientes desistam da compra na última etapa. O lado positivo é que é possível para reverter a situação por meio de e-mails automáticos incentivando o cliente a concretizar sua compra.

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Lidar com o capital humano da sua empresa

O cuidado com o capital humano nunca esteve tão no centro das relações corporativas, assim como a necessidade de comunicação, justamente em um momento que trabalhamos remotamente.

“Com crise ou sem crise, a comunicação continua sendo o maior desafio humano”, explica Fernanda Leite, mentora e designer organizacional. Segundo ela, os problemas na comunicação impactam nos resultados, nas relações, na imagem e no clima da empresa.

Para manter a comunicação ativa com o funcionário, mesmo que remotamente, é necessário investir em ferramentas de videoconferência que funcionem corretamente e sem limitações.

Entretanto, esta não é a única transformação digital reservada ao RH que ajuda a melhorar o trabalho remoto. Há opções de plataformas que auxiliam diferentes tarefas do setor, como seleção e recrutamento, onboarding e gestão de desempenho. São itens fundamentais para a gestão de equipes remotas.

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Virtual reality mogelijkheden in de retailsector – Meerwaarde is key

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Ons land zit alweer in de tweede golf van de coronapandemie. De retail heeft het zwaar. Webshops draaien op volle toeren, maar fysieke winkels lijden onder het opnieuw dalende aantal winkelbezoekers. Consumenten gaan alleen naar de fysieke winkel als het perse nodig is. Het is zo gauw mogelijk de winkel in en weer uit. Rustig kleding passen, rondslenteren of de aankomende kerstsfeer proeven zit er voorlopig niet in. Nu is er een technologie die juist heel geschikt is om dit soort ervaringen mee te creëren: virtual reality.

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Uit onderzoek van Getapp onder 1028 Nederlandse consumenten in de maand september 2020 blijkt dat 38% van de ondervraagde consumenten VR zou gebruiken als de winkel het zou aanbieden. De volledige onderzoeksmethodologie staat onderaan het artikel.

Virtual reality biedt mogelijkheden voor de detailhandel

  • 26% van de respondenten zegt dat ze door Covid-19 nu meer bereid zijn om VR te gebruiken.
  • 42% zou VR willen gebruiken omdat het het risico op besmetting met Covid-19 verkleint.
  • 45% vindt 360º video’s nuttig omdat ze het product beter helpen begrijpen.
  • 38% van de ondervraagde consumenten zou het in de toekomst (zeer) prettig vinden om het grootste deel van hun shopping met VR of AR te doen.

In eerder onderzoek heeft Getapp de interesse in augmented reality belicht, in dit artikel proberen we detailhandelaren een aantal handvatten te geven voor de start met virtual reality. Hiervoor bekijken we de onderzoeksresultaten en bespreken deze met VR-pionier en expert Avinash Changa, CEO van WeMakeVR, makers van high-end immersive ervaringen.

Wat is Virtual Reality?

Virtual reality bestaat al een hele tijd, maar de ontwikkeling van de technologie heeft de afgelopen jaren niet stilgestaan.

Gartner beschrijft virtual reality (VR) als volgt:

Virtual reality (VR) biedt een computergegenereerde 3D-omgeving (met zowel computergraphics als 360º video’s) die gebruikers omringt. De virtuele omgeving reageert op natuurlijke wijze op de handelingen van de gebruiker, meestal door middel van immersieve beeldschermen die je op je hoofd plaatst. Met gebarenherkenning of handbediende controllers kunnen hand- en lichaamsbewegingen worden gevolgd en kan haptische (of aanraakgevoelige) feedback worden geïntegreerd. Het systeem maakt een 3D-ervaring in grote ruimtes mogelijk waarin gebruikers zich kunnen verplaatsen. De ervaring kan door meerdere deelnemers tegelijk worden gebruikt.

Deze virtuele wereld kan de werkelijkheid uitbeelden zoals we die kennen, maar het kan ook een fictieve wereld afbeelden. Een virtuele tour in een museum of een praktijkoefening in een operatiekamer van een ziekenhuis zijn voorbeelden van realistische VR-ervaringen. Het vangen van Fantastic Beasts met een toverstokje in de VR-game van Warner Bros is een fictieve VR-ervaring. 

Wat is virtual reality shopping?

Een winkel creeëren met VR is een voorbeeld van een van de vele manieren waarop retailers VR kunnen inzetten. Kijk maar eens naar de virtuele 3D-winkel van EyeSee om VR in actie te zien: 

De virtuele winkel bootst de fysieke winkel dus na in 3D en kan zelfs een verbeterde versie van de winkel leveren door extra informatie aan producten te verbinden die je in het echt niet ziet. Alibaba, Wall Mart en eBay hebben al een hun eigen virtual reality winkels. Supermarkten experimenteren ermee. Hele winkelcentra kunnen in VR worden nagebouwd. 

12% consumenten heeft VR gebruikt om te shoppen

Tot nu toe heeft slechts 12% van de 1028 ondervraagde respondenten VR gebruikt om te winkelen. Maar meer dan een derde (37%) zegt interesse te hebben. 51% toont geen interesse. 

VR shopping

Vooral jongeren tussen de 18 en 25 jaar hebben veel interesse om VR te gebruiken (58%). Ook de groep tussen de 26 en 35 jaar scoort gemiddeld hoger (48%).  

Degenen die VR al een keer gebruikt hebben, deden dat vooral om eten en drinken te kopen (35%), kleding en accessoires (25%) en voor virtuele huisbezichtigingen (23%). 

Degenen die interesse hebben om VR te gaan gebruiken maar dat nog niet hebben gedaan, willen het vooral om kleding en accessoires (70%), meubels en decoratie (61%), eten en drinken (50%) te kopen en huisbezichtigingen te doen (46%). 

De pandemie heeft de belangstelling in VR voor de retail vergroot

Door Covid-19 willen meer mensen VR gaan gebruiken. 26% van de ondervraagde Nederlanders is van mening dat de pandemie hun perceptie van VR heeft veranderd en dat ze nu meer bereid zijn om VR te gebruiken dan vóór Covid-19.

Deze groeiende interesse komt enerzijds voort uit de angst voor besmetting. 42% van de consumenten die al een keer met VR gewinkeld heeft of interesse heeft om het te gaan gebruiken, willen met VR winkelen omdat het het risico op besmetting tijdens de pandemie verkleint. Als je thuis achter je VR-headset zit, vermijd je natuurlijk het contact met andere mensen, objecten of kledingstukken waar andere mensen aan hebben gezeten. 

Anderzijds missen mensen het om fysiek naar de winkel te gaan. Winkelen is door alle maatregelen nu niet echt plezierig. Handgel, afstand houden, looproutes en nu ook nog mondkapjes, klanten weten bijna niet hoe snel ze de winkel weer uit moeten. Kopen in een webshop is een praktisch alternatief, maar VR biedt andere mogelijkheden, omdat het gericht is op het creëren van immersieve ervaringen alsof ze echt zijn en dat is in een tijd waarin het ons aan ervaringen vanwege social distancing steeds meer ontbreekt interessant. 

Tot nu toe is het aantal retailbedrijven die VR hebben ingezet als verkoopkanaal of marketingmiddel nog zeer beperkt. Vooral grote merken experimenteren ermee. Toch is de interesse in VR onder consumenten groot en zou 60% van de klanten VR, 360º video’s ofwel AR-toepassingen wel gebruiken om te shoppen als de betreffende winkel het zou aanbieden.

virtual reality mogelijkheden gebruiken

Consumenten zouden van VR ook best een gewoonte willen maken. 38% van de ondervraagde consumenten staat positief tegenover een toekomst waarin virtual reality een gebruikelijke manier van winkelen is. 

toekomst VR shopping
Om VR te gebruiken op een computer, laptop, tablet, game console of smartphone heb je een VR-bril of headset nodig. Ook moet er meestal een VR-app gedownload worden. Bekende VR-apps zijn bijvoorbeeld YouTube 360º, Google Cardboard, Within of Netflix VR. Er bestaat ook al technologie waarmee je VR en AR in de browser kan ervaren zonder speciale app zoals WebXR

Een VR-bril voorziet de klant van de benodigde technologie om een 3D-omgeving waar te nemen. Dit werkt met het verstrekken van afzonderlijke beelden voor elk oog. Er bestaan verschillende soorten brillen.

  • VR-brillen voor smartphones (een soort houder waar je de telefoon in plaatst).
  • VR-brillen voor pc.
  • All-in-one VR-headsets die ook alle hardware (beeldscherm, processor, en mobiele accu) al in de bril zelf dragen zodat gebruikers er draadloos mee rond kunnen lopen in een virtuele omgeving. 

Bij de meeste brillen horen controllers met sensoren die je in je handen houdt en waarmee je dingen kunt laten bewegen of aanraken in de virtuele wereld. Bij volwaardige VR-brillen volgen ingebouwde sensoren ook de bewegingen van je hoofd waardoor de virtuele omgeving op dezelfde manier meebeweegt. Met bijpassend geluid, wind, geuren of beweging kunnen VR-ervaringen nog realistischer worden gemaakt.

VR-brillen voor smartphones meest gebruikt, maar niet ideaal voor retail

De meeste mensen die VR al een keer gebruikt hebben, deden dat met goedkopere mobiele-telefoon based VR-brillen zoals Samsung Gear VR. Op de tweede plaats komen de VR-brillen die aan de pc moeten worden aangesloten en als laatste de duurdere standalone VR-brillen die draadloos functioneren. 

Meest gebruikte VR-brillen*:

  1. Samsung Gear VR (mobiele VR-bril) (49%) 
  2. Oculus Rift voor pc (20%)
  3. Google Cardboard (mobiele VR-bril)(12%)
  4. Oculus Quest (standalone headset) (8%)

*n=51

Google Cardboard en Samsung Gear VR werden een paar jaar terug vooral gebruikt voor het bekijken van 360º video’s, maar VR is inmiddels een stap verder en de verkoop van deze modellen is inmiddels grotendeels gestopt. 

VR-expert Avinash Changa, CEO van WeMakeVR, vertelt dat de interactiemogelijkheden van mobiele-telefoon based VR-brillen zeer beperkt zijn. Je ziet je handen niet en je kan er niet mee rondlopen of iets pakken. 

De eerste reactie van mensen die in een virtuele omgeving stappen is instinctief dingen willen aanraken. Met mobiele-telefoon based VR-brillen kun je je handen niet zien waardoor er meteen een soort teleurstelling bij de gebruiker is.

Avinash Changa, CEO van WeMakeVR

 

Welke VR-headsets zijn het meest geschikt voor retail toepassingen?

Changa zegt dat je voor de retail juist interactie wilt hebben. Consumenten willen een product op z’n minst op kunnen pakken of van verschillende kanten kunnen bekijken of door de virtuele omgeving heen kunnen lopen. De consument zal op een bepaald moment ook de producten willen kopen, benadrukt hij. Bij gebruik van een volwaardige VR-headset, zoals de Oculus Quest 2 of een desktop VR-headset, kun je met je handen of controllers op dingen klikken en dingen in je mandje doen. 

Je wilt zo weinig mogelijk frictie hebben. Als de consument eenmaal aankoopbereid is, dan wil je meteen die conversie kunnen inzetten.

Avinash Changa

Maar hoeveel is de klant bereid om uit te geven voor een virtual reality bril?

De prijzen van VR-headsets lopen nogal uiteen. De Oculus Rift S voor pc kost €450 en de nieuwste Oculus Quest 2 standalone versie kost rond de €350 euro. De HTC Vive kost weer meer dan €1000 euro. Wat is de consument bereid te betalen voor een VR-bril?

VR headset kosten

De meeste mensen zijn bereid tussen de €50 tot €100 te betalen voor een VR-bril, 17% is bereid tot €250 te gaan, slechts 7% zou meer dan €300 euro betalen. Voor €50 tot €100 kun je voornamelijk VR-brillen krijgen die als houder functioneren voor smartphones. Kwalitatief betere VR-brillen zoals die je op de pc aansluit of draadloze VR-headsets waarmee je interactieve en shoppable VR-toepassingen kunt maken, vallen hierbuiten. 

De penetratie van VR-headsets op consumer niveau is nog vrij laag. We zijn wel voorbij de fase van de early adopters en gaan nu richting de early majority. Voor de retailer is het daarom heel belangrijk om, als je iets wilt gaan doen met VR, na te denken over welke consumenten je gaat bereiken.

Avinash Changa

Bij dit bereik spelen factoren zoals inkomensniveau en digitale vaardigheid en interesse een rol. Niet iedereen kan zich de aanschaf van een VR-bril veroorloven. Met de komst van de Oculus Quest 2 headset, voor de meer betaalbare prijs van €350, wordt de aanschaf van een volwaardige standalone VR-bril al iets toegankelijker voor een groter publiek, maar detailhandelaren moeten er rekening mee houden dat het bereik nu nog beperkt is.  24% van onderveraagde consumenten zou VR dan ook alleen gebruiken als de winkel de VR-headset ter beschikking stelt. 

5 virtual reality mogelijkheden voor detailhandelaren

Changa ziet ook veel andere mogelijkheden voor VR in de retail naast een VR shop. Hij benadrukt dat het hele praktische proces van online shoppen, het door producten browsen, het fulfilment proces al heel goed werkt in de e-commerce. Het nabootsen met VR van een winkel biedt daarom niet perse een toegevoegde waarde. 

Virtueel rondlopen door een ruimte is niet de meest aangename vorm van shopping voor de gebruiker. Met een VR-headset op kun je maar een paar stappen door de kamer lopen. Je moet je controllers gaan gebruiken om rond te gaan lopen en daar worden sommige mensen misselijk van.

Avinash Changa

Changa denkt daarom dat VR ook op andere manieren toegevoegde waarde kan bieden. Enerzijds kan VR de ervaring van de fysieke winkel verbeteren door producten in de juiste context te plaatsen en anderzijds kan het de online ervaring intensiveren door online interactiemogelijkheden toe te voegen. 

1. Emotionele belevingen creëren met de juiste context

Met 360º video’s kan er een virtuele omgeving gecreëerd worden waarmee producten in de juiste context worden geplaatst. 

“Denk bijvoorbeeld aan een fashionretailer die een 360º video maakt waarin de zomercollectie op een tropisch strand wordt getoond en waarin de consument kan zien hoe een bikini staat in de juiste context. Daarmee trigger je de bereidheid om te kopen. Het gaat om de emotionele beleving”, zegt Changa.

Uit ons onderzoek blijkt dat 32% van de respondenten al een keer een 360º video heeft bekeken en dat 22% er interesse in heeft. Vooral de entertainmentfactor maakt deze 360º video’s interessant, maar door producten in de juiste context te plaatsen, komen deze ook meer tot hun recht waardoor klanten het product beter begrijpen en een betere aankoopbeslissing kunnen nemen.

nut van 360º video's

Storytelling via 360 video’s is ook zeer geschikt om in te spelen op de behoefte van de klant naar transparantie van productieprocessen en maatschappelijke betrokkenheid. Ben je als bedrijf bijvoorbeeld actief bezig met duurzaamheid, dan biedt VR een slimme interactieve manier om dit aan je klanten te tonen. 

Zo liet Chiquita bijvoorbeeld zien welke weg een banaan aflegt in een aantal VR-video’s gemaakt door het Nederlandse Dffrnt Media. Zo konden consumenten meer te weten komen over het duurzaamheidsbeleid van het bedrijf en over wat het bedrijf doet op het gebied van onderwijs, milieu, mensen en kwaliteit.

2. Interactiemogelijkheden aan de online ervaring toevoegen

Een belangrijke reden om naar de fysieke winkel te gaan is om producten in het echt vast te houden, te bekijken of te passen. Dit zijn dingen die ook in VR gedaan kunnen worden.

“Denk bijvoorbeeld aan het maken van digitale varianten, 3D scans van decoratieve producten die je virtueel in je handen kunt houden, van alle kanten kunt bekijken en draaien en open kunt maken. Dan bied je ook een zinnige meerwaarde”, zegt Changa.  

Een virtuele paskamer waarin je kleding op maat kunt passen met behulp van een digitale kopie van je lichaam is een andere nuttige toepassing. Deze technologie kan zowel in-store als online worden ingezet. In-store zijn er VR-spiegels die klanten scannen waarna ze de kleding in de winkel virtueel kunnen passen. Voor het online kanaal zijn er al apps waarmee consumenten een avatar kunnen genereren met een paar foto’s. 

3. Een virtuele modeshow 

De 3D-catwalk is een alternatief voor de klassieke manier van collectiepresentaties. Kijk maar eens naar deze digitale fashion show van de Afrikaanse designer Hanifa Mvuemba:

“Hiermee geef je consumenten een ervaring waarvoor je ze anders niet zou kunnen uitnodigen, bovendien krijg je een beter beeld van wat de consument interessant vindt”, aldus Changa. 

4. Analyse van klantgegevens

Analyse van klantgegevens is een ander nuttige toepassing van VR. Met VR kun je namelijk relatief eenvoudig meten waar klanten naar kijken. Dit werkt via heatmaps op basis van de hoofdbeweging van gebruikers. De resultaten kunnen gebruikt worden om trends te herkennen of om persoonlijke aanbiedingen te genereren. 

5. Upselling van (virtuele) merchandising

Een van de meest innovatieve manieren waarop VR kan worden ingezet is voor upselling van merchandising. Het gaat enerzijds om het verkopen van virtuele fashion (bijvoorbeeld skins of kleding) voor avatars in games of virtuele concerten. En anderzijds om het upsellen van fysieke merchandise uit de virtuele wereld, zoals hoodies of t-shirts van Fortnite. 

Virtuele fashion is een significant groeiend marktsegment. Niet alleen voor games, maar ook voor persistent online social environments. Bijvoorbeeld voor het aankleden van je avatar voor een virtueel concert van Travis Scott in Fortnite. Concertgangers willen hun eigen identiteit ook in de virtuele omgeving kunnen weergeven.

Avinash Changa

Meerwaarde is Key

Avinash zegt dat het belangrijk is voor retailers om te bedenken dat VR en AR geen alternatief bieden voor alle productsegmenten. Denk bijvoorbeeld aan een tv. Die kun je wel met een AR-toepassing in je interieur visualiseren, maar je kunt er nog steeds de kwaliteit niet mee beoordelen. 

Er is nu een technologie, maar dat wil niet zeggen dat het zaligmakend is en alles oplost. Je wilt het niet inzetten voor de sake of technology. Je wilt het inzetten op een manier die daadwerkelijk een meerwaarde biedt voor de consument. Pas als consumenten een zinnige ervaring hebben opgedaan met VR, dan pas zullen ook meer consumenten bereid zijn om een VR-headset aan te schaffen.

Avinash Changa

 

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Onderzoeksmethodologie

Aan dit onderzoek deden 1028 Nederlandse consumenten mee boven de 18 jaar. 

  • 52% mannelijke en 48% vrouwelijke deelnemers
  • Inkomensniveau van de deelnemers:
    • 17% onder de €15.000 per jaar
    • 19% tussen de €15.000 en €25.000 duizend per jaar
    • 41% tussen de €26.000 en €50.000 duizend per jaar
    • 19% tussen de €51.000 en €100.000 duizend per jaar
    • 3% meer dan €100.000 per jaar
  • Het onderzoek vond plaats in de maand september 2020

 

 

Che cos’è e come creare un tour virtuale

Che cos'è e come creare un tour virtuale

Che cos'è e come creare un tour virtuale

Se hai già usato la funzione Street View di Google Maps, sai già cos’è e hai già vissuto l’esperienza di tour virtuale. I virtual tour e gli strumenti per crearli esistono da diversi anni, ma con la crisi sanitaria hanno fatto un notevole salto in avanti. Nonostante l’incertezza, non abbiamo smesso di acquistare appartamenti, gestire le nostre aziende, interessarci all’arte o sognare le prossime vacanze.

Indipendentemente dalla crisi, la distanza faceva probabilmente già da freno o da ostacolo a questo tipo di attività. Ti starai forse chiedendo cos’è un tour virtuale? O come potresti crearlo pur non essendo un esperto di tecnologia?  Dalle corsie di un negozio ai vialetti di un giardino, il tuo tour virtuale è a distanza di un solo semplice click!

Il tour virtuale, un’esperienza visiva ricca di vantaggi

Un software per virtual tour permette di creare la modellazione di uno spazio in 3D a partire da un’inquadratura a 360° o dall’unione di più immagini, con l’obiettivo di poterlo “visitare” comodamente dal proprio computer o dispositivo mobile. Il risultato viene quindi reso disponibile e “navigabile” online, e può essere personalizzato con funzioni interattive.

Con questa tecnologia puoi creare un video a 360°, il cui principio consiste nell’evolvere all’interno del video. Oppure, puoi spingerti oltre e creare un’esperienza immersiva grazie alla realtà virtuale.

Il virtual tour è molto più di uno dei tanti gadget tecnologici. I suoi vantaggi sono molteplici e le varie piattaforme fanno a gara a chi offre le funzionalità più creative.

Questi sono i principali vantaggi del virtual tour, al di là delle specificità di un singolo settore.

Per le aziende:

  • Richiede poca attrezzatura
  • Costi da bassi a moderati per un’elevata redditività
  • Potenzialmente virale sui social network
  • Aumenta il traffico e i click
  • Possibilità di sfruttare le statistiche
  • Migliora l’indicizzazione
  • Accesso permanente
  • Migliora l’immagine del brand

Per i clienti:

  • Accesso a luoghi remoti o chiusi al pubblico
  • Esperienza immersiva e interattiva
  • Ricchi contenuti fruibili gratuitamente
  • Fiducia nel brand (trasparenza)
  • Aiuta nel processo decisionale

I settori che beneficiano dei tour virtuali

Sono molti i settori che possono ottenere dei benefici creando un tour virtuale: negozi, atelier, agenzie, fabbriche, musei, monumenti, aree naturali, possono tutti aprire le loro porte e offrire il privilegio di una visita in qualsiasi momento.

In questo articolo ti presentiamo quattro settori in particolare che possono trarre vantaggio da un tour virtuale.

Il settore immobiliare

Più vicini alla realtà rispetto a delle semplici fotografie che appiattiscono la prospettiva, i tour virtuali permettono di apprezzare meglio i volumi e la distribuzione degli spazi. Le informazioni sui punti di interesse, sotto forma di testo, audio o video, possono essere consultate a proprio piacimento, mentre gli hotspot (punti di navigazione) indicano il percorso del tour virtuale. Alcuni software permettono anche di inserire la descrizione in diretta mediante l’integrazione di video dell’agente immobiliare.

Realizzare un virtual tour a 360º offre benefici per tutte le parti coinvolte:

  • Il proprietario di un immobile in vendita non deve più rassettare o recarsi sul posto ripetute volte: il virtual tour è disponibile 24 ore su 24.
  • Il potenziale acquirente non deve più incastrare molteplici appuntamenti e spostarsi correndo il rischio di rimanere deluso una volta sul posto.
  • Dopo il tour virtuale, gli agenti immobiliari potranno proporre la visita reale alle persone realmente interessate.

Insomma, un risparmio di tempo ed energia per tutti.

Il settore industriale

Come far visitare i propri stabilimenti ai clienti senza doversi lanciare in una complessa logistica? Semplicemente creando un tour virtuale e guidando gli ospiti a distanza. Anche nell’ambito industriale permette di risparmiare tempo, oltre ad essere un modo moderno di mostrare il proprio laboratorio o fabbrica e di rendere accessibili quei luoghi che richiedono rigorose misure di sicurezza.

Grazie al virtual tour, puoi illustrare il processo di fabbricazione di un prodotto e le diverse categorie professionali, o ancora offrire formazione sulle misure di igiene e di sicurezza ai tuoi collaboratori. Il tour virtuale è una risorsa permanente che puoi anche proiettare presso lo stand della tua azienda durante una fiera o una riunione.

Inoltre, il turismo industriale, detto anche turismo di scoperta economica, è in forte espansione. Un settore al quale la guida Routard dedica un intero dossier (in francese). Cosa aspetti allora a preparare il tuo virtual tour per soddisfare i più curiosi e dare un tocco di modernità alla tua immagine aziendale?

Il settore alberghiero

Analogamente a quanto succede per il settore immobiliare, poter visitare il luogo dove si prevede di soggiornare durante le vacanze incide sulla decisione finale.

Secondo i professionisti dell’affitto di case vacanze, il virtual tour non solo valorizza gli alloggi e li rende più invitanti, ma contribuisce inoltre alla loro visibilità: attraverso blog e social network, infatti, anche chi ha sempre sognato di visitare hotel inaccessibili o luoghi paradisiaci può finalmente realizzare questo desiderio.

Per il turista, è un modo di rassicurarsi e di ridurre al minimo le brutte sorprese che rischiano di rovinare le tanto meritate vacanze.

Turismo e cultura

Città e regioni hanno l’opportunità di valorizzare i loro paesaggi e il loro patrimonio inserendo nel tour virtuale tutte le informazioni utili ai visitatori, come luoghi d’interesse, aneddoti storici, orari di apertura e tutto ciò che può servire a creare una guida interattiva completa. Artigiani e commercianti possono inoltre realizzare una panoramica del proprio atelier e guadagnare maggiore visibilità.

Per quanto riguarda la cultura, puoi visitare musei, esposizioni presenti e passate, luoghi che non esistono più o persino antichi palazzi e castelli. I luoghi di cultura, siano essi temporalmente o permanentemente inaccessibili, offrono sempre più spesso la possibilità del tour virtuale, che può essere a 360° oppure statico con l’accesso, generalmente gratuito, alle collezioni.

Il virtual tour è quindi una forma di accesso alla conoscenza e di arricchimento culturale. E a beneficiarne non sono solo i musei nazionali, ma anche istituti culturali di ogni dimensione, che possono cogliere l’occasione per farsi conoscere a livello nazionale o mondiale, abbattendo qualsiasi barriera spazio-temporale.

A proposito di spazio, indossa la tua tuta spaziale per visitare la Stazione Spaziale Internazionale (astenersi chi soffre di claustrofobia) e goditi la vista da sogno dal modulo di osservazione Cupola.

Come creare un tour virtuale?

Se la tua passione è la fotografia, probabilmente disponi di attrezzature professionali o semi-professionali. In caso contrario, gli smartphone di oggi sono in grado di scattare foto di buona qualità. Completalo con un obiettivo grandangolare per smartphone e una base girevole per l’inquadratura a 360°.

Una volta caricato ed editato sulla piattaforma scelta, il tour virtuale viene normalmente ospitato sul Cloud della stessa. In base alle funzionalità del software usato, puoi arricchire il tuo tour panoramico con contenuti multimediali. 

A questo punto non ti resta che pubblicare il link sul tuo sito o condividerlo direttamente sui tuoi account social. Google Maps permette inoltre di incorporare il tour virtuale del proprio business alla posizione sulla mappa.

4 diversi software per virtual tour per 4 esigenze diverse

Hai un’agenzia immobiliare, un alloggio, una galleria o un laboratorio? Ti presentiamo 4 software per creare il tuo virtual tour. A fine articolo puoi consultare la metodologia di selezione. I software sono elencati in ordine alfabetico.

Concept3D

  • Valutazione complessiva: 4,8/5 (37 recensioni)
  • Versione gratuita e prova gratuita disponibili
  • Prezzo: su preventivo

Concept3D offre 3 tipi di modellazione: la mappa interattiva, il tour virtuale e il rendering 3D. La piattaforma si concentra soprattutto, ma non esclusivamente, sui complessi industriali, sui campus universitari e su strutture come gli ospedali.

L’obiettivo delle mappe e dei rendering è quello di avere una visione chiara di strutture che talvolta appaiono labirintiche e di completarle con tutte le informazioni necessarie ai visitatori. La funzionalità “wayfinding” permette di pianificare un percorso, mentre i dati in tempo reale possono fornire informazioni sullo stato degli stock in un magazzino.

Indicato per: settore industriale, strutture complesse

Funzionalità principali:

  • Tour virtuali interattivi
  • Mappe interattive
  • Rendering 3D
  • Distribuzione degli spazi
  • Integrazione file multimediali (loghi, video, audio, testo…)
  • Integrazione di dati in tempo reale

Per saperne di più

EYESPY360

  • Valutazione complessiva: 4,5/5 (103 recensioni)
  • Versione gratuita disponibile
  • Prezzo: abbonamento a partire da 19,99 € al mese per utente

EYESPY360 trasforma la planimetria in una modellazione 3D che si può osservare da tutte le angolazioni. Con un solo click ti trovi nella stanza selezionata. È possibile integrare file multimediali con i dettagli per ottenere un video di presentazione oppure per fornire informazioni tecniche. Le frecce animate mostrano il percorso come nella Street View.

Se sei un agente immobiliare, puoi optare per un tour preregistrato a cui hai aggiunto la tua descrizione in formato audio, oppure condurre una visita in diretta con una chiamata audio integrata. Per realizzare questi tour virtuali potresti aver bisogno di una fotocamera a 360°, ma la piattaforma ti permette di crearli anche a partire da foto in 2D.

Punto positivo per i tecnofobi, gli utenti di Capterra apprezzano la sua facilità d’uso, oltre alla rapidità di esecuzione.

Indicato per: settore immobiliare

Funzionalità principali:

  • Integrazione file multimediali (loghi, video, audio, testo…)
  • Planimetrie
  • Hotspot
  • Condivisione sui social network
  • Integrazione videochiamate
  • Ottimizzato per la realtà virtuale
  • Resoconti delle visite

Per saperne di più

LiveTour

  • Valutazione complessiva: 4,5/5 (115 recensioni)
  • Prova gratuita disponibile
  • Prezzo: da 4,5 € al mese per 3 LiveTour (2 € per ogni ulteriore LiveTour)

Nessun bisogno di investire in attrezzature professionali: LiveTour propone un kit a 45 €, composto da una lente grandangolare compatibile con gli smartphone e una base girevole motorizzata.

Una volta caricato il tour sulla piattaforma, non ti resta che personalizzarlo. Gli hotspot (punti interattivi) consentono di navigare da una stanza all’altra e di visualizzare la planimetria in tempo reale per orientarti. Con il pulsante di condivisione integrato, puoi inviare il tour virtuale ai tuoi contatti. Nel caso di un tour in diretta, è possibile aggiungere delle note sullo schermo per completare le informazioni visive.

Indicato per: principianti, budget limitati

Funzionalità principali:

  • Integrazione file multimediali (loghi, video, audio, testo…)
  • Planimetrie
  • Hotspot
  • Condivisione sui social network
  • Resoconti delle visite
  • Annotazioni in diretta
  • Ottimizzato per la realtà virtuale

Per saperne di più

My360

  • Valutazione complessiva: 4,8/5 (46 recensioni)
  • Versione gratuita e prova gratuita disponibili
  • Prezzo: abbonamento annuale a 35,10 € al mese e abbonamento mensile a 39 € al mese

Per utilizzare My360 hai bisogno di una fotocamera a 360° (disponibile sul sito internet del software). A questo punto ti basterà caricare le foto sulla piattaforma.

Dal menu laterale puoi entrare direttamente nella stanza desiderata e condividere il virtual tour con i tuoi contatti. Analogamente agli altri software di questo elenco, i tour virtuali possono essere personalizzati con logo, video e altre informazioni utili.

Nel caso di proprietà private, questa soluzione offre l’opzione di limitare la visita a un “frammento” e di consentire l’accesso al tour completo della proprietà dopo aver compilato un modulo integrato. In questo modo, solo le persone veramente interessate si mettono in contatto.

Indicato per: settori alberghiero e immobiliare

Funzionalità principali:

  • Integrazione file multimediali (loghi, video, audio, testo…)
  • Condivisione sui social network
  • Resoconti delle visite
  • Annotazioni in diretta
  • Ottimizzato per la realtà virtuale
  • Tour virtuali illimitati

Per saperne di più

Vuoi saperne di più? Consulta il nostro catalogo di software per virtual tour per scoprire altri prodotti.

Metodologia

I prodotti presentati in questo articolo sono stati selezionati sulla base dei seguenti criteri:

  • Software con tour virtuali a 360°
  • Valutazione complessiva minima di 4 su 5 su Capterra.it
  • Maggior numero di recensioni
  • Disponibilità di una versione gratuita o prova gratuita

Von Umfragen bis zu Social Listening: Kundendaten erfolgreich erfassen und einsetzen

Von Umfragen bis zu Social Listening

Social Listening und die Analyse von Kundendaten helfen, Kundenbedürfnisse besser nachzuvollziehen und zu erfüllen. Die folgenden einfachen Methoden machen es möglich. Dabei gilt es, auch auf den Datenschutz zu achten.

Von Umfragen bis zu Social Listening

Die Themen dieses Artikels:

  • Gründe für das Erfassen von Kundendaten
  • Herausforderungen beim Erfassen von Kundendaten
  • 9 einfache Methoden zum Erfassen von Kundendaten
  • Sichern von Kundendaten
  • Fazit: Kundendaten sinnvoll nutzen

Wer hat es nicht schon einmal erlebt: Man sucht nach etwas im Internet und kurz darauf bekommt man auf Facebook Werbeanzeigen für das gleiche Produkt angezeigt. Ein Zufall? Unwahrscheinlich. Doch woher kennen Technologieunternehmen wie Facebook und Google unseren Suchverlauf und wie gelingt es ihnen, uns passende Produkte vorzuschlagen?

Die Unternehmen sammeln die Datenhinweise, die wir auf ihrer Website, in Onlineshops und überall sonst im Internet hinterlassen. Sie fügen diese Hinweise zusammen und identifizieren so Kunden mit hoher Konversionswahrscheinlichkeit, denen sie Werbung anzeigen können. Ohne Social Listening und andere Methoden zum Erfassen von Kundendaten wäre diese gezielte Ansprache nicht möglich.

In diesem Artikel erläutern wir, warum jedes Unternehmen Kundendaten sammeln sollte und wie dies möglich ist, ohne Datenschutzprobleme zu bekommen – und das auf möglichst kostengünstige Weise.

Gründe für das Erfassen von Kundendaten

Kunden interagieren auf vielfältige Weise mit einem Unternehmen. Sie entdecken es online, besuchen das Ladengeschäft, gelangen auf das Social-Media-Profil, sprechen mit einem Außendienstmitarbeiter, telefonieren mit dem Kundensupport und mehr. Bei all diesen Interaktionen hinterlassen sie Daten, die erfasst werden können. Diese Daten können Unternehmen zu verschiedenen Zwecken nutzen:

Werbe- und Marketingstrategien optimieren

Kundendaten bilden eine solide Grundlage für das Weiterentwickeln von Marketingstrategien. Sie zeigen, welche Anzeigen die meisten Kunden interessieren, welche Marketingmethoden am besten funktionieren und woher die meisten Kunden kommen (z. B. Einzelhandel, Onlinehandel oder E-Mail-Marketing). Mit diesen Informationen lassen sich Marketingkampagnen effektiver gestalten und mit personalisierten Anzeigen und Angeboten genauer auf die Kunden ausrichten.

Kundeninteraktionsdaten zeigen außerdem, wo es aktuell Probleme und Verbesserungspotenzial gibt, Beispielsweise bei einer langsam reagierenden Website oder langen Wartezeiten bei Kundenanrufen.

Personalisierte Services anbieten

Kundendaten sind eine Fundgrube an Informationen zu den Vorlieben, Abneigungen und Verhaltensmustern der Kunden. Aus ihnen lässt sich erkennen, wonach Kunden suchen, welche Produkte sie bevorzugen, auf welchen Plattformen sie am aktivsten sind, wie sie gerne mit der Marke interagieren möchten und mehr.

Darauf basierend kann ein Unternehmen personalisierte Dienstleistungen, Angebote oder Rabatte anbieten, die die Kundenzufriedenheit und damit auch die Konversionswahrscheinlichkeit stärken.

Herausforderungen beim Erfassen von Kundendaten

Beim Sammeln von Verbraucherdaten stehen Unternehmen vor zwei zentralen Herausforderungen:

Datenschutz- und Datensicherheitsgesetze

Das Thema Datenschutz ist hochaktuell: Unternehmen und Regulierungsbehörden haben in den letzten Jahren einige zusätzliche Gesetze zum Umgang mit Daten und ihrer Speicherung erlassen. Diese unterscheiden sich teils von Land zu Land. Wichtig sind unter anderem die folgenden Gesetze und Verordnungen:

  • DSGVO: Die Datenschutz-Grundverordnung (DSGVO) der Europäischen Union reguliert die Erfassung, Speicherung und Nutzung von personenbezogenen Daten durch Unternehmen. Eine der zentralen Bestimmungen legt fest, dass für den Einsatz von Cookies die Einwilligung der Website-Nutzer*innen eingeholt werden muss und diese die Möglichkeit haben müssen, zuvor an das Unternehmen weitergegebene personenbezogene Daten einzusehen und zu löschen.
  • HIPAA: Wer Produkte außerhalb Deutschlands und Europas vertreiben möchte, muss sich zwingend mit den im jeweiligen Land geltenden Datenschutzgesetzen vertraut machen. Ein Beispiel ist der Health Insurance Portability and Accountability Act (HIPAA) in den USA, der den Umgang mit Patientendaten regelt und den Personen das Recht an ihren eigenen Gesundheitsinformationen gibt.
  • PCI DSS: PCI DSS ist ein Informationssicherheitsstandard, an den sich Unternehmen halten müssen, die Kreditkarten-Transaktionen übermitteln, speichern oder abwickeln.

Investitionen in Technologien und Tools

Kund*innen kommen an den unterschiedlichsten Punkten mit einem Unternehmen in Berührung. Wenn sämtliche Touchpoints abgedeckt werden sollen, muss in zahlreiche Datenerfassungstools investiert werden, beispielsweise für das Social Media Monitoring und das Erstellen von Formularen. Für manche Touchpoints sind möglicherweise noch nicht einmal entsprechende Tools verfügbar.

Allerdings müssen diese Tools nicht teuer sein: Im Folgenden wollen wir ein paar Tipps dafür geben, wie auch kostenlose Tools gewinnbringend eingesetzt werden können.

9 einfache Methoden zum Erfassen von Kundendaten

Die folgenden Methoden machen es möglich, kostengünstig Kundeninformationen an verschiedenen Touchpoints zu erfassen:

1. Web-Tracking-Techniken

Web-Tracking zeigt auf, wer eine Website besucht und wie er dorthin gelangt ist. Mithilfe von Cookies wird das Surfverhalten analysiert, einschließlich der besuchten Seiten, der auf jeder Seite verbrachten Zeit und mehr. Außerdem kann es Drittanbietern wie Facebook gestattet werden, ihre Cookies auf einer Website zu platzieren.

Viele Nutzer*innen betrachten Cookies allerdings als Verletzung ihrer Privatsphäre und mittlerweile ist es gesetzlich verpflichtend, ihre explizite Zustimmung vor dem Einsatz von Cookies einzuholen.

Cookie-Nutzung auf der Website der Vogue
Nutzerpräferenzen für die Cookie-Nutzung auf der Website der Vogue (Quelle)

2. Onlineformulare

Mit klassischen Onlineformularen lassen sich zentrale Informationen wie Namen, E-Mail-Adressen und Telefonnummern von Personen, die mit dem Unternehmen interagieren, ganz unkompliziert erfassen. Dies bietet sich beispielsweise an, wenn jemand sich auf der Website anmeldet, ein kostenloses E-Book herunterlädt, sich für eine Testversion registriert oder einen Rabattgutschein anfordert. Ladengeschäfte können Papierformulare nutzen.

Die erfassten Daten sollten in der CRM– oder Marketing-Software eingespeist werden, damit sie zentral zur Verfügung stehen. Sie bieten Auskunft über die Demografie der eigenen Zielgruppe, zum Beispiel ihr Alter, ihre Region oder ihre Berufe.

Auch mit kostenlosen Tools zur Formularerstellung lassen sich mühelos ansprechende Web-Formulare erstellen.

Vorlagen für Web-Formulare in Formstack
Vorlagen für Web-Formulare in Formstack (Quelle)

3. Social Listening

Heutzutage ist es für die meisten ganz alltäglich, in sozialen Medien von ihren Erfahrungen mit Dienstleistungen zu berichten oder Produktbesprechungen zu teilen. Gleichzeitig erwarten sie, dass Unternehmen dort auf ihre Anfragen reagieren. Daher gilt es, aktiv zu verfolgen, was online über die eigene Marke gesagt wird.

Mit Social Listening-Tools (hier eine kostenlose Auswahl) lassen sich Beiträge und Gespräche in sozialen Medien analysieren, um die eigene Zielgruppe besser kennenzulernen. Social Listening-Tools erfassen Markenerwähnungen, erstellen Stimmungsbilder und erkennen häufige Themen in Gesprächen rund um eine Marke oder die Konkurrenz.

Markenerwähnungen in sozialen Medien mit Brand24
Analyse von Markenerwähnungen in sozialen Medien mit Brand24 (Quelle)

4. Umfragen und Abstimmungen

Umfragen und Abstimmungen sind die einfachste Möglichkeit, direktes Feedback und Antworten von Kund*innen einzuholen und gleichzeitig grundlegende Kundendaten wie Name, E-Mail-Adresse, Alter und Region zu erfassen. In Kombination mit den Umfrageantworten können so Kunden-Cluster mit ähnlichen Vorlieben erstellt werden, an denen sich die Marketingstrategie und die Produktentwicklung orientieren.

Umfragen und Abstimmungen können auf der Website, in sozialen Medien oder auch per E-Mail durchgeführt werden. Zu diesem Zweck gibt es einige Gratistools für Online-Umfragen.

Umfrageoptionen in SoGoSurvey
Umfrageoptionen in SoGoSurvey (Quelle)

5. Treueprogramme

Wenn Kund*innen sich bei einem Treueprogramm anmelden, geben sie meist persönliche Informationen an, die für das personalisierte Marketing genutzt werden können, zum Beispiel ihre Interessen oder ihren Wohnort. Die von Software für Kundenbindungsprogramme erfassten Daten sind außerdem für Cross-Selling, Upselling und Produktentwicklung nützlich.

Es bietet sich an, Kund*innen bei einem Kauf mit ihrer Treuekarte zu fragen, ob sie für ein paar Extrapunkte an einer langfristigen Untersuchung teilnehmen möchten.  Wer noch eine Kundenbindungssoftware benötigt, findet auch hier kostenfreie Optionen.

6. CRM-Software und Serviceteams

In CRM-Software werden zahlreiche Kundeninformationen gespeichert, die nur noch eingesetzt werden müssen, beispielsweise Kontaktdaten, Interaktionsverläufe und bevorzugte Servicekanäle. Für Unternehmen, die bisher noch keine CRM-Software zum Speichern und Organisieren von Kundendaten nutzen, lohnt sich die Investition definitiv. Für den Anfang reicht auch eine kostenlose CRM-Lösung.

Wichtige Kunden-Touchpoints sind natürlich auch das Vertriebspersonal und der Außendienst. Sie kennen die Probleme und Wünsche der Kunden im Detail und sollten unbedingt regelmäßig die Gelegenheit bekommen, von ihren Erfahrungen zu berichten.

Erfassen von Kundendaten in Weclapp Cloud CRM
Erfassen von Kundendaten in Weclapp Cloud CRM (Quelle)

7. Kundendatenplattformen (CDP)

CDP-Software erfasst und verwaltet Kundeninformationen aus verschiedenen Quellen automatisch. So entsteht eine Übersicht über alle bestehenden Kunden, die mit integrierten Analysefunktionen nach Standort, Alter, Kaufpräferenzen usw. segmentiert werden können.

Anders als bei CRM-Software können mit CDP-Software auch sehr große Datenmengen gespeichert werden, darunter grundlegende Daten zur Kundenidentität, unstrukturierte Interaktionsdaten und Daten zum Kundenverhalten. Die Integration von CDP-Plattformen und bereits vorhandener Software für Kundenservice und Marketing schafft ganzheitliche Kundenprofile, die Daten aus allen Tools umfassen. Kostenlose CDP-Tools erleichtern den Einstieg.

Erfassung und Zuordnung von Kundendaten aus mehreren Quellen
Erfassung und Zuordnung von Kundendaten aus mehreren Quellen in CustomerLabs CDP (Quelle)

8. Warenkorbanalysen

Die Analyse von Warenkorb- und Point-of-Sale-Daten (POS) gibt Aufschluss über Kaufverhalten und Kaufabsichten. Wenn jemand beispielsweise Windeln in den Warenkorb legt, hat er vermutlich ein Baby und könnte an Angeboten zu anderen relevanten Produkten interessiert sein.

POS– und E-Commerce-Daten verraten außerdem die bevorzugten Zahlungsmethoden der Kund*innen, ihre Markenwahl, durchschnittliche Ausgabetrends und Einkaufshäufigkeiten.

9. Recherchedienste von Drittanbietern

Dienstleistungen von Verbraucherforschungsunternehmen können zusätzliche Einblicke in Kundenvorlieben und Kaufverhalten liefern. Die Anbieter stellen Daten aus verschiedenen Quellen zusammen, darunter Umfragen, soziale Medien, Interviews und Fokusgruppengespräche.

Sie liefern Berichte mit demografischen Daten, die Vorlieben und Muster im Kaufverhalten von breiteren Kundensegmenten aufzeigen. Zum Analysieren der Vorlieben einzelner Personen sind sie meist weniger geeignet.

Sichern von Kundendaten

Alle erfassten Kundendaten müssen zwingend gut gesichert werden, um sie vor Hackern zu schützen, das Kundenvertrauen nicht zu verspielen und nicht zuletzt gesetzliche Regelungen einzuhalten. Dazu sind unter anderem die folgenden grundlegenden Maßnahmen unverzichtbar:

  • Daten verschlüsseln: Eine gute Verschlüsselung schützt die Daten davor, ausgespäht zu werden. Selbst wenn Hacker an die Daten gelangt sind, können sie sie ohne die richtigen Verschlüsselungsschlüssel nicht auslesen. Unter anderem sollten die Daten in CRM-Systemen, Treueprogrammen und Webformularen verschlüsselt werden, genau wie an allen anderen Orten, an denen personenbezogene Daten gespeichert werden.
  • Den Zugriff auf sensible Kundendaten beschränken: Nicht alle, die in einem Unternehmen arbeiten, brauchen auch Zugriff auf sämtliche Kundendaten. Deshalb sind Zugriffskontrollen mit festgelegten Zugriffsrechten (Anzeigen, Bearbeiten oder Löschen) für vertrauliche Kundendaten unverzichtbar. Hierfür sind Zugriffsmanagement-Tools hilfreich.
  • Die Sicherheit von Datenerfassungstools prüfen: Schlecht gesicherte Umfrage-, CRM- oder Web-Builder-Software wird schnell zum Einfallstor für Hacker. Deshalb sollte man Anbieter vor dem Kauf unbedingt fragen, ob sie Sicherheitsfunktionen (wie eine Verschlüsselung) anbieten, sichere Rechenzentren nutzen und sich verpflichten, die Daten nicht an Dritte weiterzugeben.
  • Eine rechtssichere Datenschutzerklärung nutzen: Spätestens seit Einführung der DSGVO ist eine Datenschutzerklärung auf jeder Website, die Daten erhebt, unverzichtbar. Um sicherzugehen, sollte man sich beim Erstellen der Datenschutzerklärung rechtlich beraten lassen. Dies ist generell empfehlenswert, bevor Kundendaten erfasst oder entsprechende Tools genutzt werden.
  • Personalschulungen zu Datenschutz und Compliance anbieten: 50 % der Datensicherheitsverletzungen geschehen aufgrund menschlichen Versagens. Ein Teil dieser Fehler kann verhindert werden, wenn das Personal ausführliche Schulungen zur Datenklassifizierung, Verordnungen wie der DSGVO und dem sicheren Umgang mit sensiblen Daten erhält.
Nutzerrichtlinien zur Zugriffsbeschränkung in Duo Security (Quelle)
Nutzerrichtlinien zur Zugriffsbeschränkung in Duo Security (Quelle)

Fazit: Kundendaten sinnvoll nutzen

Aus professionell erfassten und sicher gespeicherten Kundendaten lässt sich eine Menge Gewinn schlagen – wenn man sie richtig nutzt. Sie ermöglichen fundierte Geschäftsentscheidungen und die Personalisierung von Marketing und Kundenservice und helfen ganz grundlegend dabei, die eigenen Kunden überhaupt richtig kennenzulernen.

Beim Umsetzen der genannten Methoden lautet der Grundsatz: Achte auf den Datenschutz, analysiere die erfassten Daten mit geeigneten Tools und ziehe daraus konkrete, handlungsrelevante Schlüsse. 

Wirf einen Blick auf unser Verzeichnis mit erstklassig bewerteten Datenanalyse– und Business Intelligence-Tools, um diesem Ziel einen Schritt näher zu kommen. Auch in den anderen Softwarekategorien zu Datenerfassung, Social Listening und Datenanalyse findest du zahlreiche relevante Tools.

Wie geht’s jetzt weiter? Wirf einen Blick auf unser Verzeichnis der besten Business Intelligence Software.

Methodik und Haftungsausschluss

Die Marketing Personalization Survey wurde von GetApp im Dezember 2019 unter 406 Verbraucher*innen durchgeführt.  Die Befragten mussten in den USA wohnhaft sein und eigenen Angaben zufolge mindestens einmal monatlich online Nachrichten verfolgen und online einkaufen.

Die GetApp Consent Management Surve wurde von GetApp im November 2019 unter 390 Verbraucher*innen durchgeführt. Die Befragten mussten in den USA wohnhaft sein und eigenen Angaben zufolge mindestens einmal monatlich online Nachrichten verfolgen und online einkaufen.

Die GetApp Data Privacy & Consent Management Survey wurde von GetApp im November 2019 unter 178 Verbraucher*innen durchgeführt. Die Befragten mussten in den USA wohnhaft sein und eigenen Angaben zufolge in Vollzeit oder selbständig im Bereich Vertrieb, Marketing, Kundenservice oder IT tätig sein.

Hinweis: Die in diesem Artikel ausgewählten Anwendungen dienen als Beispiele, um Funktionen im Kontext zu präsentieren. Dies stellt keine Empfehlung von GetApp dar. Die Informationen stammen aus Quellen, die wir als vertrauenswürdig beurteilen.

9 manieren om klantgegevens te verzamelen

klantgegevens verzamelen

Door klantgegevens te verzamelen, krijg je een beter inzicht in de behoeften van je klanten en kun je daar beter aan tegemoetkomen. Hier zijn enkele eenvoudige manieren om gegevens van klanten te verzamelen zonder hun privacy te schenden.

klantgegevens verzamelen

Het volgende komt aan bod:

  • Waarom zou je klantgegevens verzamelen?
  • Uitdagingen bij het verzamelen van klantgegevens
  • Negen eenvoudige manieren om klantgegevens te verzamelen
  • Hoe je de verzamelde klantgegevens beveiligt
  • Conclusie: profiteer van de gegevens die je hebt verzameld

Is het je wel eens opgevallen dat je op Facebook opeens een advertentie ziet voor een product dat je net online hebt gezocht? Toeval? Meestal niet. De grote vraag is dan: hoe kennen techbedrijven zoals Facebook en Google jouw zoekgeschiedenis en hoe sturen ze jou dan reclame voor producten waarin je geïnteresseerd bent?

Dat zit zo: Deze bedrijven verzamelen de data-aanwijzingen die jij achterlaat op hun website, op sites van webwinkels en op alle andere plaatsen die jij op internet bezoekt. Al deze aanwijzingen voegen ze samen en op basis van die informatie kunnen ze klanten identificeren die een grote kans op conversie bieden. En dat is dus de reden waarom het zo belangrijk is om klantdata vast te leggen.

In dit artikel bespreken we waarom jouw bedrijf, net zoals Facebook en Google, gegevens van klanten moet verzamelen en hoe je dat kunt doen zonder hun privacy te schenden. We kijken ook naar een paar eenvoudige manieren om klantgegevens te verzamelen zonder dat dat een vermogen kost.

Waarom zou je klantgegevens verzamelen?

De interactie van klanten met jouw bedrijf kan op veel verschillende manieren plaatsvinden. Mensen kunnen je online vinden, je fysieke winkel bezoeken, je social media checken, met een vertegenwoordiger praten, de klantenondersteuning bellen en ga zo maar door. Tijdens al deze interacties laten ze een dataspoor achter waarvan jij gebruik kunt maken. Je kunt op verschillende manieren van deze data profiteren.

Je reclame- en marketingstrategie verfijnen

De klantgegevens die je verzamelt, bevatten alle informatie die je nodig hebt om te bepalen hoe je jouw producten en diensten het beste aan de man kunt brengen. Je kunt hieruit afleiden welke advertenties de meeste klanten aantrekken, welke marketingmethoden beter presteren en waar de meeste klanten vandaan komen (retail-, online of e-mailmarketing). Gebruik deze data om effectievere marketingcampagnes te maken met advertenties en promoties die beter zijn afgestemd op specifieke klanten.

Klantinteractiedata laten je ook zien op welke gebieden jouw bedrijf nog achterblijft en hoe je dat kunt verbeteren. Misschien moet je je website optimaliseren om de klantervaring te verbeteren of de wachttijd aan de telefoon verkorten voor klanten die je klantenservice bellen.

Je klanten gepersonaliseerde diensten bieden

De klantdata die je verzamelt, biedt een schat aan informatie. Je kunt hier uithalen waar mensen wel en niet van houden, wat hun voorkeuren zijn en welke gedragspatronen ze vertonen. Je krijgt een beter inzicht in wat ze zoeken, welke producten favoriet zijn, op welke platforms ze vooral actief zijn, op welke manier ze met jouw bedrijf willen communiceren en nog veel meer.

Op basis daarvan kun jij dan gepersonaliseerde diensten, promoties of kortingen bieden om de klanttevredenheid en daarmee ook de kans op conversie te vergroten.

Uitdagingen bij het verzamelen van klantgegevens

Hier zijn twee belangrijke uitdagingen waarmee je als bedrijf te maken kunt krijgen bij het verzamelen van data van consumenten.

Compliance met wetgeving voor gegevensbeveiliging en privacy

Mensen worden zich steeds bewuster van het belang van dataprivacy. Er is dan ook veel nieuwe wet- en regelgeving voor het beheer en de opslag van klantgegevens waarmee je rekening moet houden. Die regels kunnen per land verschillen, maar we hebben er hier een paar belangrijke op een rijtje gezet:

  • AVG: De AVG (Algemene Verordening Gegevensbescherming) is een EU-wet voor digitale privacy. Deze reguleert het verzamelen, de opslag en het delen van klantgegevens door bedrijven. Een belangrijke bepaling van de AVG is dat gebruikers in staat moeten worden gesteld hun cookievoorkeuren voor een website te beheren en de persoonlijke gegevens die ze eerder met jouw bedrijf hebben gedeeld, in te zien of te verwijderen. Lees hier meer over de AVG.
  • UAVG: Medische gegevens zijn volgens de AVG bijzondere gegevens en organisaties mogen deze gegevens alleen gebruiken als aan bijzondere voorwaarden wordt voldaan. Deze voorwaarden zijn verder uitgewerkt in de Uitvoeringswet AVG (UAVG).
  • PSD2-richtlijn: Betaaldienstverleners hebben toegang tot betaalgegevens van consumenten. Dit zijn vaak gevoelige persoonsgegevens, zoals gegevens over het inkomen en het koopgedrag. Daarom moeten betaaldienstverleners uitdrukkelijk toestemming vragen aan consumenten. Dit is vastgelegd in de tweede Payment Service Directive (PSD2).

Investeren in technologie en tools

Je bedrijf heeft meerdere contactpunten met klanten en om data van al die contactpunten te verzamelen, moet je investeren in uiteenlopende tools voor dataverzameling, zoals social media monitoring en formuliersoftware. In bepaalde gevallen zijn er zelfs nog geen tools om gegevens te verzamelen van een contactpunt dat voor jou relevant is.

De aanschaf van deze tools hoeft niet veel geld te kosten. In het volgende gedeelte vind je verschillende apps, waaronder ook gratis apps, die je kunt gebruiken om klantgegevens vast te leggen.

Negen eenvoudige manieren om klantgegevens te verzamelen

Hier is een lijst met veelgebruikte en kosteneffectieve manieren om klantgegevens van diverse contactpunten vast te leggen.

1. Gebruik technieken voor web tracking

Met web tracking kun je erachter komen wie je website heeft bezocht en hoe ze daar gekomen zijn. Met cookies wordt bijgehouden wat de surfpatronen van bezoekers zijn, welke pagina’s ze hebben bezocht, hoe lang ze op een pagina zijn gebleven enzovoort. Je kunt ook apps van derden, zoals Facebook, toestemming geven om hun cookies op jouw website te plaatsen.

Omdat veel gebruikers web tracking als een inbreuk op hun privacy zien, is het wettelijk vastgelegd dat je gebruikers expliciet om toestemming moet vragen voordat je cookies gebruikt om je bezoekers bij te houden.

klantgegevens voorkeuren beheren
Cookievoorkeuren van gebruikers op de website van de NDC mediagroep (bron)

2. Gebruik het oude vertrouwde leadformulier

Met online leadformulieren, ook wel webformulieren genoemd, kun je basisgegevens van klanten verzamelen tijdens hun interactie met jouw bedrijf. Dat zijn dan gegevens zoals naam, e-mailadres, telefoonnummer en bedrijf. Mensen voeren deze gegevens in wanneer ze zich aanmelden op je website, een gratis document downloaden, zich registreren voor een gratis proefversie of een kortingsbon downloaden. Als je een fysieke winkel hebt, gebruik je papieren leadformulieren.

webformulier verzamelen klantdata
Sjablonen voor webformulieren die beschikbaar zijn op Formstack (bron)

De data die je met deze formulieren verzamelt, voer je in je CRM– of marketingsoftware in, zodat je een centrale opslagplaats hebt voor al je klantgegevens. Door deze data te analyseren, krijg je een beter demografisch inzicht in je doelgroep: leeftijdsgroep, religie, beroep enzovoort.

Bekijk deze (gratis) formuliersoftware om aantrekkelijke webformulieren te maken voor jouw bedrijf.

3. Luister naar wat klanten op social media zeggen

Consumenten vinden het tegenwoordig heel normaal om productreviews of service-ervaringen op social media te delen. Ze verwachten bovendien dat je op hun vragen op social media reageert. Dat betekent dat je actief moet luisteren naar wat klanten online zeggen.

social-media listening om cusotmer data te verkrijgen
Merkvermeldingen op social media bijhouden met Brand24 (bron)

Met social listening apps kun je de berichten van klanten op social media analyseren en meer inzicht krijgen in de kenmerken van je doelgroep. Met deze apps kun je merkvermeldingen bijhouden om het klantsentiment te peilen en algemene thema’s ontdekken in de gesprekken over jouw merk of je concurrenten.

Gebruik deze (gratis) social listening apps om je merkvermeldingen bij te houden.

4. Vergeet de enquêtes en peilingen niet

Enquêtes en peilingen zijn de eenvoudigste manier om rechtstreeks antwoorden of feedback te krijgen van je klanten. Ook hiermee kun je elementaire klantgegevens vastleggen, zoals naam, e-mail-ID, leeftijd en geloof. Gebruik deze informatie samen met de antwoorden van de enquête/peiling om clusters te maken van klanten met vergelijkbare voorkeuren. Stem dan je product- of marketingstrategie hierop af.

customer data via enquête tool
Publicatieopties voor enquêtes in SoGoSurvey (bron)

Je kunt enquêtes en peilingen op je website houden, maar ook op sociale media of via e-mail.

Hier zijn enkele (gratis) apps voor online enquêtes waarmee je klantgegevens kunt verzamelen door middel van enquêtes en peilingen.

5. Maak gebruik van je loyaliteitsprogramma

Van klanten die zich aanmelden voor je loyaliteitsprogramma, krijg je veel persoonlijke informatie, zoals interesses, locatie en demografische gegevens. Deze kun je gebruiken om je targeting en personalisatie te verbeteren. Bovendien kun je de data die door je customer loyalty software wordt vastgelegd, gebruiken voor cross-selling, upselling en het optimaliseren van je plannen voor productontwikkeling en je marketingcampagne.

Vraag klanten die hun klantenkaart gebruiken of ze willen deelnemen aan een enquête in ruil voor extra punten. Zo heeft iedereen er voordeel van.

Bekijk deze gratis opties als je nog geen customer loyalty tool hebt.

6. Kijk in je CRM-programma en praat met je serviceteams

CRM-software bevat uiteenlopende klantgegevens, zoals contactgegevens, een interactiegeschiedenis en de servicekanalen waaraan klanten de voorkeur geven. Dat is een schat aan waardevolle data waaruit je profijt kunt halen.

En ga dan meteen ook even praten met je sales- en buitendienstmedewerkers. Dit zijn belangrijke contactpunten met klanten en zij kunnen je meer vertellen over de specifieke pijnpunten en wensen van klanten.

vastelggen klantdetail in crm systeem
Klantdetails vastleggen in Weclapp Cloud CRM (bron)
Als je nog geen CRM-software gebruikt om klantgegevens vast te leggen en te organiseren, zijn hier enkele gratis apps om mee te beginnen.

7. Voeg een customer data platform (CDP) toe aan je tech stack

CDP-software is een tool voor het beheer van klantgegevens. Hiermee wordt automatisch data uit meerdere bronnen verzamelt, zodat je een 360-gradenbeeld krijgt van je bestaande klanten. Met de ingebouwde analysefunctionaliteit kun je klanten segmenteren op basis van locatie, leeftijd, shoppingvoorkeuren enzovoort.

In tegenstelling tot CRM-software kun je met een CDP grote hoeveelheden data verwerken en opslaan, niet alleen elementaire identiteitsgegevens van klanten, maar ook ongestructureerde interactiedata en gegevens over het gedrag van klanten. Deze platforms kun je ook met je bestaande klantenservice- en marketingsoftware integreren om holistische klantprofielen te maken met data van alle tools.

klantgegevens vanuit meerdere bronnen
Klantdata vanuit meerdere bronnen verzamelen en toewijzen in CustomerLabs CDP (bron)
Bekijk hier CDP-apps om een uniforme klantendatabase te maken.

8. Analyseer de winkelmandjes van je klanten

Analyseer het winkelmandje en de POS-data (Point of Sale) van je klanten om inzicht te krijgen in hun koopgedrag en aankoopintentie. Een winkelmandje met luiers wijst er bijvoorbeeld op dat de klant een baby heeft. Die klant kun je dan targeten met andere relevante producten en aanbiedingen.

Door POS-data en gegevens van eCommerce-winkelmandjes te analyseren, krijg je bovendien inzicht in de betaalmethoden waaraan je klanten de voorkeur geven, hun favoriete merken, gemiddelde uitgaven en hoe vaak ze shoppen.

9. Huur een extern onderzoeksbureau in

Maak gebruik van de diensten van externe onderzoeksbureaus om inzichten te krijgen in de voorkeuren en het koopgedrag van consumenten. Deze bureaus compileren data uit verschillende bronnen, zoals enquêtes, social media, interviews en focusgroepgesprekken.

De demografische datarapporten die je vervolgens ontvangt, geven je meer inzicht in de kooppatronen en voorkeuren van brede klantsegmenten. Je kunt er echter niet altijd individuele klantvoorkeuren uithalen.

Hoe je de verzamelde klantgegevens beveiligt

De data die je hebt verzameld, moet je goed beveiligen om hackers geen kans te geven, het vertrouwen van klanten in jouw merk te behouden en te voldoen aan de wet- en regelgeving op dit gebied. Hier zijn een paar manieren om dit te doen.

  • Gebruik encryptiemethoden om je data te versleutelen: Met encryptie maak je data ontoegankelijk voor nieuwsgierige ogen. Zonder de juiste encryptiesleutels kunnen hackers je data niet lezen, ook niet als ze deze hebben gestolen. Gebruik encryptie voor de data in je CRM-systeem, loyaliteitsprogramma’s, webformulieren en dergelijke. Hier is een handige gids als je meer wilt weten over encryptie.
  • Beperk de toegang tot gevoelige klantgegevens: Niet iedereen in jouw bedrijf heeft toegang nodig tot alle klantgegevens. Stel specifieke toegangsrechten (lezen, bewerken of verwijderen) in voor vertrouwelijke klantdata. Er bestaan apps voor toegangsbeheerdie je hierbij kunnen helpen.
  • Controleer hoe veilig je data capture apps zijn: Vraag bij leveranciers na of ze beveiligingsfunctionaliteit bieden (zoals encryptie), beveiligde datacenters hebben en jouw data niet met derden delen.
  • Publiceer je privacybeleid op je website:Laat bezoekers van je website weten dat je hun gegevens verzamelt. Publiceer een document met je privacybeleid waarin de servicevoorwaarden duidelijk worden uitgelegd. Verzamel geen data als gebruikers je voorwaarden niet accepteren.
  • Geef je medewerkers training over dataprivacy en compliance:Laat je medewerkers cursussen volgen over de verschillende niveaus van dataclassificatie, wetgeving zoals de AVG en hoe ze met gevoelige klantgegevens moeten omgaan.

    toegang tot data beperken met gebruikersrechten
    Gebruikersbeleid om de toegang tot data te beperken in Duo Security (bron)

Conclusie: profiteer van de gegevens die je hebt verzameld

We hebben gezien hoe je klantgegevens kunt vastleggen en beveiligen. Dan kunnen we nu gaan kijken hoe je die data kunt inzetten om je winst te verhogen. De data die je hebt verzameld, krijgen pas waarde als je er inzichten uithaalt. Op basis van inzichten uit klantdata kun je geïnformeerde zakelijke beslissingen nemen, je marketing en klantenservice personaliseren en gewoon je klanten beter leren kennen.

Als je deze methoden voor het vastleggen van data wilt gaan implementeren, moet je onthouden dat het uiteindelijk hierom gaat: de juiste tools gebruiken om de verzamelde data te analyseren en hier bruikbare inzichten uit te halen. 

En nu? Bekijk onze catalogus met data-analyse software om de juiste tool te vinden

Coronavírus evidencia importância de uma estratégia de marketing de conteúdo

estratégia de marketing de conteúdo

Na terceira parte da série de três textos sobre como as pessoas estão consumindo os materiais online produzidos por marcas, o Capterra analisa  estratégias de marketing de conteúdo para empresas de diferentes áreas.

estratégia de marketing de conteúdo

Produzir conteúdo na internet que engaje seus clientes em potencial é vital em um panorama em que a presença digital ganha cada vez mais força, impulsionada pela crise do coronavírus.  

A conclusão é de um estudo do Capterra sobre o comportamento dos brasileiros em relação ao chamado marketing de conteúdo.

O que é marketing de conteúdo

Marketing de conteúdo é a estratégia que consiste em empresas produzirem informação, por meio de diferentes formatos (vídeos, textos, podcasts, etc.) e plataformas (site da empresa, redes sociais ou e-mail), sobre temas relacionados à sua área de atuação sem promover diretamente seu produto ou serviço.

Segundo o estudo, que ouviu 1.021 consumidores de todas as regiões do Brasil entre os dias 20 e 25 de agosto (veja a metodologia completa no final do texto), 92% dos que consomem conteúdos online produzidos por marcas afirmam que tais informações influenciam suas decisões de compra (veja gráfico abaixo).

estratégia de marketing de conteúdo influência

O conteúdo produzido por marcas nas redes sociais e nas próprias páginas das empresas também funciona como uma ótima vitrine: segundo o estudo, 78% dos entrevistados que consomem marketing de conteúdo afirmam já terem descoberto alguma nova marca ou produto graças aos materiais online produzido por ela. 

estratégia de marketing de conteúdo novas marcas

Como mostrou o Capterra na primeira parte desta série de artigos, a quarentena do coronavírus fez com que a maioria dos brasileiros passasse mais horas na frente do computador e de outros dispositivos consumindo conteúdos produzidos por marcas, como mostra o gráfico abaixo:

estratégia de marketing de conteúdo aumento

O que buscam os consumidores: tecnologia ganha destaque

Os conteúdos sobre tecnologia são os mais consumidos (67%), seguidos por aqueles ligados à educação (54%), lazer e entretenimento (53%), bem-estar e saúde (52%) e finanças (48%). 

A primeira posição para a tecnologia não surpreende, levando em conta que, com a quarentena, um número considerável de brasileiros teve de migrar muitas de suas atividades, tanto de trabalho como pessoais, para o ambiente online. 

Tais mudanças pegaram a maioria das pessoas de surpresa (em abril, no início da crise, 55% dos trabalhadores de pequenos negócios em regime de home office afirmavam que não costumavam trabalhar em casa antes do surto de coronavírus) e obrigaram muitas delas a correrem atrás de informações para se adaptaram a uma realidade em que a tecnologia está ainda mais presente.  

A busca por informação de educação também é compreensível dentro de um panorama de crise, em que muitos dos que perdem seus empregos, por exemplo, precisam aprender novas habilidades para sua reinserção laboral.

Vale lembrar que 84% dos entrevistados que acessam cursos e webinários online afirmam ter aumentado o consumo desses tipos de materiais depois da crise do coronavírus.

estratégia de marketing de conteúdo segmentos

Como pensar conteúdos que engajem o público

Agora que já sabemos quais as áreas mais buscadas por aqueles que buscam conteúdo produzido por marcas, analisaremos algumas estratégias para as principais delas, especialmente para esse momento de crise. 

Confira:

Tecnologia

Você não precisa oferecer um serviço ou ter um negócio diretamente ligado à tecnologia para falar sobre ela. A tecnologia, afinal, está presente em praticamente todas as áreas hoje em dia. Certifique-se, no entanto, de falar sobre os assuntos que interessam ao seu público, não aborde um tema somente por ele “estar na moda”.

Não deixe de conferir o artigo abaixo: 

Educação

Cursos online e webinários são os tipos de conteúdo em que os entrevistados pelo Capterra mais confiam. Ao promover materiais do tipo, pense em uma estratégia sólida que coloque a sua marca como uma formadora de opinião em sua área de atuação e transforme a sua página em um lugar em que usuários podem buscar as informações mais completas sobre determinado tema.

Não deixe de conferir o artigo abaixo:

Lazer e entretenimento

Os negócios de lazer e entretenimento foram duramente afetados pela crise do coronavírus e, ainda que as atividades ao ar livre pouco a pouco voltem a ser mais comuns, o brasileiro está passando mais horas em casa e evitando o contato com desconhecidos. As marcas que se dedicam a essas atividades precisam, mais do que nunca, investir forte em uma estratégia de conteúdo que ajude os consumidores a passarem por esse momento tão difícil de maneira mais leve. Pense nos formatos que mais combinem com as plataformas preferidas dos seus consumidores (WhatsApp, Facebook, Youtube, etc.).

Não deixe de conferir o artigo abaixo: 

Bem-estar e saúde

Mesmo com o isolamento, os consumidores seguem muito interessados em buscar informações sobre bem-estar e saúde, como mostram os dados do Capterra. Já que muitos ainda seguem tendo pouco contato com outras pessoas, pense em conteúdos que promovam a interação com os usuários (se você organiza lives, por exemplo, faça perguntas aos assistentes para que eles se sintam como em um evento presencial).

Não deixe de conferir o artigo abaixo: 

Finanças

Em momentos de crise, cresce a preocupação com as finanças. Se você lida com esse tipo de conteúdo, pense em uma estratégia com enfoque na educação financeira do consumidor, problema que acompanha a maioria dos brasileiros desde os seus primeiros anos. Pesquisa recente do Ibope mostra que somente 21% dos internautas brasileiros tiveram educação financeira até os 12 anos, por exemplo.

Não deixe de conferir o artigo abaixo: 

A hora é de investir em conteúdos

Os dados do Capterra mostram que, com a crise do coronavírus, os consumidores aumentaram o consumo online de conteúdos de maneira geral nas plataformas mais utilizadas, não apenas daqueles produzidos por marcas, como destacado abaixo:

  • 71% passaram a consumir mais conteúdo no Youtube
  • 62% passaram a consumir mais conteúdo no Instagram
  • 59% passaram a consumir mais conteúdo no WhatsApp
  • 57% passaram a consumir mais conteúdo no Facebook

Como mostramos nesta série, o mais importante para as empresas é entender o seu público, suas necessidades e os meios que ele utiliza para se informar e criar uma estratégia de conteúdo consistente e que se concentre naquilo que o seu negócio pode oferecer de único.

Busca sistemas de gestão de conteúdo? Confira nosso catálogo!
Confira os outros dois artigos da série:

Metodologia

Para reunir os dados presentes neste estudo, o Capterra realizou um levantamento online entre os dias 20 e 25 de agosto em que ouviu 1.021 consumidores com mais de 18 anos, de diferentes faixas de renda (até 1 salário mínimo, de 1 a 3, de 3 a 7, de 7 a 15, de 15 a 20 e mais de 20) e de todas as regiões do país. Os entrevistados deveriam ser trabalhadores em tempo integral ou parcial, freelancers/autônomos, estudantes em tempo integral, aposentados ou terem perdido o emprego durante a crise. O painel contou com 46% dos entrevistados do sexo feminino e 54% do sexo masculino. Os resultados são representativos da pesquisa, mas não necessariamente da população como um todo.

5 ferramentas de vendas e marketing com lead scoring

lead scoring

Você tem leads demais e não sabe como priorizá-los? Selecionamos diversas ferramentas que incorporam o lead scoring para ajudar você a identificar a quais leads dar atenção primeiro.

lead scoring

Converter um lead em um cliente é um processo longo e demorado. Exige um contato sistemático e persistente em várias plataformas, como telefone, e-mail e redes sociais. O processo também envolve o envio do conteúdo certo na hora certa, a personalização de todas as comunicações e um seguimento sempre dentro do prazo.

Apesar de existirem ferramentas de vendas e de marketing que auxiliam nessas tarefas, duas questões-chave estão sempre na cabeça de qualquer especialista em vendas: “Quais leads precisam ser priorizados e como fazer essa priorização?”

O lead scoring ajuda a resolver essas questões, ao permitir que as empresas avaliem os leads com base na sua importância para o negócio e na probabilidade de se converterem em clientes.

O que é lead scoring

O lead scoring leva em consideração características como o setor, o orçamento do lead e comportamentos como as visitas ao site ou a abertura e cliques em newsletters. Hoje em dia, essa funcionalidade está incorporada em várias ferramentas de vendas e marketing.

Este artigo reúne cinco ferramentas que incluem lead scoring para você levar em consideração para o seu negócio.

A lista inclui softwares com uma presença consistente em nossa relação de melhores ferramentas e com uma avaliação geral do usuário de mais de 4,5 em 5 no ano passado (saiba mais sobre a metodologia de seleção no final do texto). São eles: 

1. ActiveCampaign

O ActiveCampaign é uma ferramenta de automação que reúne tanto recursos de e-mail marketing como de software de gestão de relacionamento com o cliente (CRM). Ele divide a intenção de alcance de uma empresa em quatro categorias, com funcionalidades específicas para cada uma delas:

  • Conscientização e intenção (formulários de inscrição e rastreamento do site para visitantes).
  • Nutrir e educar (conteúdo de e-mail dinâmico e segmentação de público).
  • Converter e fechar (lead scoring e probabilidade de venda).
  • Suporte e crescimento (conversas com clientes/leads e comércio eletrônico).

A ferramenta rastreia os dados pessoais e comportamentais de clientes e leads, bem como monitora certas ações, como aberturas de e-mail e cliques em páginas específicas do site do produto.

Quando um evento predeterminado ocorre, a ferramenta coloca o lead em um caminho pré-criado de nutrição. Daí em diante, ela rastreia os dados em tempo real, ajustando a posição do lead nesse caminho de acordo com o aumento ou a diminuição do interesse dele.

regras lead scoring rules activecampaign
Tela da área de lead scoring do ActiveCampaign, que combina várias funções (Fonte)

Principais destaques de lead scoring:

  • Configuração de regras de pontuação para diferentes ações, como visitar um site, abrir um e-mail e iniciar um teste, por exemplo. Sempre que um contato executa qualquer uma dessas ações, sua pontuação é atualizada automaticamente.
  • Início automático de campanhas de incentivo sempre que um contato atingir uma determinada pontuação. Isso permite que você enfoque em usuários interessados sem necessariamente rastrear cada contato manualmente.
  • Disparo de e-mails para membros da equipe sempre que houver mudança na pontuação de um lead. Isso mantém os membros notificados sobre o status de todos os leads e permite que eles priorizem aqueles com as pontuações desejadas.
  • Pontuação de negociações e não apenas de leads e contatos. Isso permite ter uma imagem holística quando mais de um contato ou lead está envolvido em uma negociação.

Preço: começa em US$ 9 (cerca de R$ 50) por mês para até três usuários. Entretanto, o lead scoring está incluído nos planos a partir de US$ 49 (cerca de R$ 275) por mês.

Suporte: chat, e-mail, telefone e centro de treinamento.

Saiba mais

2. HubSpot Marketing Hub

O HubSpot Marketing Hub é uma ferramenta de automação com foco em inbound marketing. Seus recursos são direcionados a:

  • Atrair mais visitantes (redes sociais, SEO, blog e anúncios).
  • Converter mais leads (landing pages, gestão de leads, criação de formulários, call to action (CTA) e analítica).
  • Fechar mais negócios (CRM, chat ao vivo, sincronização com Salesforce e marketing baseado em contas).
  • Agradar mais clientes (e-mail marketing e CRM).

A ferramenta também oferece um lead scoring preditivo, que basicamente ignora a configuração manual de regras de pontuação, usando o aprendizado automático para analisar milhares de dados para identificar os melhores leads e pontuá-los com base em seu comportamento e características demográficas.

lead scoring preditivo hubspot marketing hub
Lead scoring preditivo do HubSpot Marketing Hub, focado em inbound marketing (Fonte)

Principais destaques de lead scoring:

  • Busca de dados do Salesforce para alimentar o modelo de lead scoring. Isso permite que a ferramenta qualifique leads rastreando métricas como abertura de e-mails, cliques de CTA e envio de formulários.
  • Definição do processo de pontuação por meio de configuração manual de regras de pontuação ou usando lead scoring preditivo baseado em aprendizado de máquina.
  • Criação de até 25 planilhas de pontuação diferentes para produtos ou linhas de negócios distintos. Isso permite que você defina parâmetros específicos para leads qualificados para diferentes ofertas.

Preço: começa em US$ 50 (cerca de R$ 280) por mês. Porém, o lead scoring preditivo é oferecido no plano que custa US$ 3.200 (cerca de R$ 18.000) por mês.

Suporte: telefone, e-mail, base de conhecimento, centro de treinamento e fórum da comunidade.

Saiba mais

3. Pipeliner CRM

O Pipeliner CRM é uma ferramenta que ajuda as empresas no processo de engajamento de seus clientes e leads. O software oferece recursos como gestão de contas, gerenciamento de contatos, integração de e-mail, gestão de leads, relatórios de vendas e rastreamento de oportunidades.

A ferramenta permite configurar processos de vendas e qualificar leads com base em fatores como demografia e localização. Depois que um lead passa de ser apenas um contato no banco de dados para uma oportunidade de negócio, ele é classificado com base em suas características e comportamento.

ranking lead pipeliner crm
Revisão do ranking de um lead no Pipeliner CRM, com preços a partir de R$ 140 (Fonte)

Principais destaques de lead scoring:

  • Classificação de leads com base em características como tamanho da empresa, setor, metas de negócios, eventos específicos (por exemplo, lançamento de um novo produto) ou orçamento do projeto.
  • Customização do processo de lead scoring por meio da definição de pontuações para diferentes características e comportamentos dos leads. Isso pode ser configurado pelo administrador da ferramenta.
  • Depois de pontuados, a ferramenta faz a classificação dos leads, permitindo que você se concentre naqueles que reúnem as características desejadas e têm maior probabilidade de fechar negócios.

Preço: a partir de US$ 25 (cerca de R$ 140) por usuário por mês.

Suporte: tutoriais internos e ajuda dentro do programa, base de conhecimento com opção de busca, vídeos do YouTube, chat online, suporte por e-mail, suporte técnico priorizado e gerente de conta dedicado.

Saiba mais

4. Platformly

O Platformly é uma plataforma integrada que combina funcionalidades de ferramentas de marketing e vendas. O software oferece recursos como painel de negócios, rastreamento de links, CRM, captura de leads, e-mail marketing, integrações e relatórios.

A ferramenta fornece um sistema integrado de lead scoring para pontuar contatos com base em suas atividades e características. Essa pontuação é exibida sempre que você abre o perfil de um contato, ajudando a priorizar leads importantes.

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Lead scoring de um contato no Platformly, que combina marketing e vendas (Fonte)

Principais destaques de lead scoring:

  • Personalização das regras de lead scoring, permitindo definir pontuações diferentes para características e comportamentos distintos.
  • Extração de dados automatizada de dezenas de fontes de terceiros, como Twitter, Facebook, Google e Foursquare, inserindo-os nos processos de classificação e pontuação de leads.
  • Acionamento automático de campanhas sempre que um contato atingir uma pontuação definida.

Preço: a partir de US$ 19 (cerca de R$ 105) por mês para 1.000 contatos.

Suporte: base de conhecimento, chat ao vivo e e-mail.

Saiba mais

5. Sendinblue

O Sendinblue é uma ferramenta que agrega recursos de vendas, CRM, marketing digital, e-mail marketing e de publicidade. Suas funcionalidades estão focadas nas seguintes aplicações:

  • Comunicação (marketing por e-mail e SMS e chat ao vivo com leads/clientes);
  • Customização (CRM, automação de marketing, e-mails transacionais e segmentação de público);
  • Conversão (landing pages, formulários de inscrição, anúncios do Facebook e retargeting);
  • Aprimoramento (relatórios, mapas de calor e testes A/B de e-mails).

A ferramenta oferece um sistema de pontuação integrado que ajuda os usuários a distinguir leads qualificados de contatos. As pontuações geradas podem ser usadas para o disparo automático de campanhas.

setting up sendinblue
Configurando o lead scoring no Sendinblue, que possui diversas integrações (Fonte)

Principais destaques de lead scoring:

  • Configuração de regras de lead scoring personalizadas com base nas características e comportamentos desejados, como cliques em e-mail, orçamento e interesses;
  • Integração com aplicativos de terceiros, incluindo SugarCRM, Pipedrive, Microsoft Dynamics 365, WooCommerce, Shopify e BigCommerce, para alimentar dados característicos e comportamentais no processo de pontuação.
  • Segmentação automática dos leads com base em suas pontuações. Tanto a pontuação quanto a segmentação são dinâmicas, o que permite que os leads mudem de uma lista para outra de acordo com seu comportamento em tempo real.

Preço: a partir de US$ 25 (cerca de R$ 140) por mês.

Suporte: base de conhecimento, e-mail, telefone e gerente de conta dedicado.

Saiba mais

Fatores importantes ao escolher uma ferramenta de lead scoring

Mesmo com todas essas informações, selecionar uma ferramentas de vendas e marketing com lead scoring pode ser difícil. Para tornar o processo um pouco mais fácil, considere avaliar os pontos a seguir:

  • Lead scoring preditivo ou tradicional: o lead scoring preditivo automatiza a entrada de atributos de pontuação e pontua cada lead sem intervenção manual. Por outro lado, com o método tradicional, você deve definir regras de pontuação e atualizar os atributos no sistema para ele pontuar um lead. Se o volume de leads a serem qualificados for muito grande, o lead scoring preditivo pode economizar muito tempo.
  • Importar dados de outras ferramentas ou começar do zero: é provável que sua empresa já utilize algum tipo de ferramenta de vendas ou marketing. No mínimo, sua equipe deve ter algumas planilhas de Excel com informações sobre leads e clientes. Qualquer que seja a ferramenta selecionada, poder importar essas informações é bastante recomendável. Portanto, certifique-se de que a ferramenta escolhida possa se integrar às existentes para importar dados. Entretanto, se você estiver começando do zero, é melhor procurar um software abrangente que permita realizar todas as funções de marketing e vendas sem ter que migrar dados entre duas ferramentas.

Para obter mais informações sobre como gerenciar seus leads, confira o artigo a seguir:

Busca softwares de automação de marketing? Confira nosso catálogo!

Metodologia

Para selecionar os produtos mencionados neste artigo, identificamos os principais produtos para comercialização e vendas na lista dos Top 20 do Capterra. Cada um desses produtos deveria ter:

  • Funcionalidade de lead scoring embutida.
  • Classificação geral de 4,5/5,0 entre 29 de junho de 2019 e 29 de junho de 2020 no catálogo do Capterra
  • Mais de 10 avaliações de usuários entre 29 de junho de 2019 e 29 de junho de 2020 no catálogo da Capterra.
  • Ter seus pacotes de preços disponíveis em seus sites oficiais, não apenas sob consulta.

As ferramentas que preenchiam todos os critérios acima foram selecionadas para o artigo.

10 SEO tips to avoid common mistakes on your website

ten SEO tips to avoid making mistakes

While some sectors have internalised entire teams of SEO experts and software to deal with fierce competition in their market, others are still wondering whether it makes sense to keep a budget for SEO. The direct consequence? SEO errors are frequent on websites and it is sometimes simple to improve your natural SEO by correcting a few things.  Here’s a round-up of the most frequent errors and some SEO tips to solve them: technical errors, content errors and errors relating to popularity.

ten SEO tip to avoid making mistakes

Major technical errors that hamper natural referencing

At the crossroads between the user experience and natural referencing, the technical criteria of your website are crucial elements to take into account. Increasingly put forward by search engines, with Google in the lead, you can no longer afford to ignore them. 

These are the three pillars to check your website.

SEO Tips: #1 Optimise the loading time of your pages

Lately, page loading time has become the spearhead of technical SEO. Put forward by Google, which wishes above all to offer a good user experience, the search engine now integrates it into its algorithm. You will therefore need to regularly check your site and your pages individually.

Three crucial elements are to be taken into account for an optimal natural referencing :

  1. The weight of the images: this is a major issue for the speed of a site. The weight of the images can represent up to 50% of the weight of your site: it is necessary to optimise them. To do this, you can use a graphic design software to rework your images for the web. Otherwise, Photoshop is an efficient solution but it requires certain notions to be able to use it.
  2. The cache policy: the cache is a temporary memory system. When a user comes to your site, a version of the page is saved to present it more quickly on the following visits. This technical aspect can be complex to set up yourself. But if your site is under WordPress, you will be lucky enough to be able to use the heavyweight of this category, namely the WP Rocket plugin.
  3. Hosting performance: quality hosting with good technical performance is one of the keys to a high-performance site. It allows to limit server response times and thus to save loading time. Some specialised hosting companies even offer a package that takes into account image optimisation and cache management. We can notably mention the WP Server host specially designed for WordPress.
Tip: Make sure you regularly audit the loading time of your site’s pages (not just the home page). To do this, refer to your Google Analytics account or Google’s PageSpeed Insights online tool.

SEO Tips: #2 Redirect all 404 pages and don’t leave broken links

Pages 404 and broken links go hand in hand. When you change the URL or delete a page, this creates a 404 error. Why does this happen? Because the page was indexed in search engines and will always be indexed after you delete it. In fact, a surfer who clicks on the ad in the search engine will arrive on your 404 page. Of course, there is a good chance that he will leave your site and return to his Google search. This is why it is necessary to perform a redirection every time you change a URL or delete a page. When redesigning a website, you will need to go even further by creating a redirection table so that you don’t lose the history of your pages.

The other disruptive element is the broken link. These are simply links (internal or external) in your content that now lead nowhere. Page deleted, site no longer existing… The reasons can be numerous. You must be careful because links are gateways for Google robots. If these are broken, the robots can no longer navigate correctly from link to link and this penalises your site.

Tip: Google offers a tool for webmasters, Google Search Console, which gives many indications and will allow you to analyse your pages and thus set up your redirections.

SEO Tips: #3 Avoid having a high volume of duplicate content

Google favours relevance in your content and therefore the presence of new elements. However, a site can have a large volume of duplicate content.

This content comes in two forms:

  • Duplicated content coming from another site: for example, you have copied and pasted the description of a product that you sell.
  • Duplicated content between your own pages: you offer similar pages with a product attribute that changes. For example, a polo shirt with 10 different colours. Apart from the colour, the entire description will be identical on each page.

The first case is to be avoided at all costs. It is strongly penalised by Google. The logic is quite simple, if you offer content already present on the web without adding value, then your page has no major interest for users and Google will not put it forward.

The second is sometimes unavoidable to a lesser extent but must remain moderate. On a page, you must have a high proportion of unique content. For good reason, your pages are not supposed to talk about the same thing. In the case of e-commerce product pages, you can define canonical URLs. This is a method of presenting search engines with a “mother” URL so that they can understand that it is not duplicate content.

Tip: When you create a new page, you create new content. This should become a reflex.

SEO Tips:  #4 Confusing SEO architecture and website tree structure

Between technique and semantics, here is one of the most complex errors of natural referencing and also one of the most important: the SEO architecture error. It is defined by the structure of the URLs of your website, from the home page to your deep pages. The objective of working on it is to allow you to create semantic cocoons around a part of your site.

Where the logic becomes more complex is when you have hundreds or even thousands of URLs to process. You will then have to make sometimes difficult choices. To top it all off, you should not confuse SEO architecture (search engine oriented) and site tree structure (navigation menu). For example, you can find elements in the tree structure that are totally different in the architecture. 

Tip: beware, this logic is complex to set up and requires an important semantic analysis as well as the computer skills necessary to set up a 301 redirection plan. It is not advisable to implement your SEO architecture without the assistance of an agency or SEO expert.

SEO Tips:  #5 Respond to user issues

The content of your site should answer the questions of your potential customers and not just explain what your products or services are. This is a tip that helps improve the user experience and also applies to SEO. Not dealing with the problems of your targets means not positioning yourself on queries and therefore not being present on the Google searches of your prospects. What’s more, this can lead to a feeling of frustration for a web user who arrives on your page but does not find the answers to his questions.

Tip: develop marketing personas, interview your customers and salespeople, build the content of your site based on their feedback. For each of your pages, put yourself in the position of the Internet user in order to meet all their needs.

SEO Tips: #6 Add more content on your pages 

Google has always recommended a minimum content of 300 words for each page. This is the minimum content it needs to assess whether they are indeed of interest to users and therefore of interest to be positioned.

While this minimum value is already very low and will only very rarely allow you to be positioned in the first pages of the search engine, some sites sometimes offer pages that do not even contain a hundred words! This is very often the result of a desire to focus the content of sites on image and minimalism. It is then necessary to find the right balance that will allow you to have both an aesthetic and SEO-friendly website.

Tip: keep in mind that for competitive queries, your pages will need to offer a lot of content. In addition to the notion of volume, there is also a notion of quality to be respected. You can’t treat a subject properly without offering a minimum of content.

SEO Tips: #7 Optimise your title tag

An essential element of your natural referencing, the title tag simply corresponds to the title of your page on the search engine. It is one of the most important elements for natural referencing since it has a double use:

  • To place the keywords or the expression on which you wish to position yourself.
  • To encourage web surfers who see your page in the search results to click on it.

Many sites have title tags that do not correspond to either of these two criteria. However, optimising these tags can have a major impact. 

Tip: in SEO, optimising your title and meta description tags is one of the first efforts to be made to attract qualified traffic. You will therefore need to check your title tags regularly.

Popularity, a major impact

Search engines, with Google at the forefront, have built themselves up by offering the most relevant content to their Internet users. To find out which content is the most suitable for a given request, Google uses the notion of popularity. A “popular” site (or page) that is highly cited and highlighted is naturally more advanced than a site that is never mentioned. It is, therefore, necessary in an SEO strategy to take popularity into account, maintain it and grow it as much as possible.

SEO Tips:  #8 Work on your website authority

Although we often focus on content to work on its natural referencing, authority is not a point to be neglected. Indeed, SEO is based on three main axes: content, technique and authority.

The latter corresponds to the number and quality of links pointing to your site. Each site has a more or less strong authority according to these criteria:

  • the number of referring domains (i.e. sites) it has,
  • the authority of its reference areas,
  • the themes in which these areas are credible.
  • We talk about Trust Flow and Citation Flow.

Software such as SEMRush or Majestic SEO allows you to know the metrics of each site to know which sites are relevant or not to look for links.

Tip: to develop the authority of your site, strategies are numerous. For example, you can write very qualitative blog content to encourage websites to quote your articles. Others may prefer to search for links on authoritative sites with similar themes to yours by proposing content.

SEO Tips:  #9 Have a relevant internal linking

The internal linking of your website is a very important element for your SEO. Specifically, it will help you to create bridges between your pages and transfer the authority of the latter within your site. A page should never be a dead-end and it is, therefore, relevant to refer to additional services, sub-pages of details, articles dealing with content-related themes for example.

It is necessary to create logical links between your pages and refer to those that may be of SEO interest. The classic error is to link to the “contact” page, which generally does not present any direct added value or real semantic link.

Tip: link your pages according to your related themes and try not to create dead ends.

SEO Tips:  #10 Don’t think that SEO has no future!

Last but not least, since it is a strategic and not a purely operational question. With Google’s constant evolution, we may be led to think that it is no longer as interesting as before to bet on a natural SEO strategy.

Indeed, the search engine is increasingly becoming a response engine and, with the help of enriched results, it extracts relevant content directly from sites, thus potentially generating a loss of traffic. Worse: Google Ads ads take up more and more space over the years and it is therefore only a matter of time before natural results become a distant memory.

However, this theory is actually nothing new. SEO has been around as long as web marketing agencies have been around, or almost as long as web marketing agencies have been around. This is the subject of many articles, such as SEO: natural SEO is not dead. Research intentions are changing and so is the way of doing SEO. So we should not think about the future of SEO on the standards of the past.

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About the author

Maxime Ben Bouaziz is an inbound marketing and growth hacking specialist. He assists companies, start-ups, SMEs and major accounts in defining their digital strategies. Founder of the media La Pousse Digitale, his ambition is to offer the keys to effective web marketing through articles and fund files.

Podcasts e lives: coronavírus impulsiona novos tipos de conteúdo

tipos de conteúdo

Na segunda parte da série de três textos sobre como as pessoas estão consumindo os materiais online produzidos por marcas, o Capterra analisa o comportamento de diferentes públicos-alvo com respeito a podcasts, lives e cursos e webinários.

tipos de conteúdo

A crise do coronavírus fez com que os internautas aumentassem o consumo de conteúdos produzidos por marcas, o conhecido marketing de conteúdo, e diversificassem na escolha dos formatos. 

É o que mostra pesquisa do Capterra sobre o comportamento dos brasileiros em relação a essa estratégia de atração de clientes e posicionamento de marca, em que foram ouvidos 1.021 consumidores de todas as regiões do Brasil entre os dias 20 e 25 de agosto (veja a metodologia completa no final do texto).

Um terço dos entrevistados afirmam acessar os seis tipos de conteúdo analisados na pesquisa (vídeos, posts de texto, newsletters, podcasts, lives e cursos e/ou webinários). Destes, 78% aumentaram o consumo de todos eles após o início da pandemia. 

O crescimento menos significativo ocorreu entre os assinantes de newsletters: 75% dos que acessam esse tipo de conteúdo estão lendo mais newsletters agora do que no período pré-coronavírus. 

Para todos os outros formatos analisados, a quantidade dos entrevistados que afirmam ter aumentado o seu consumo supera os 80%. 

tipos de conteúdo aumento

Como mostra o gráfico acima, os aumentos mais significativos são entre os ouvintes de podcasts e os espectadores de lives.

Trata-se de dois formatos que estão no radar dos produtores de conteúdo há algum tempo, mas que ganharam mais atenção do público com a crise da Covid-19. Em março, no início do confinamento, o número de lives no Instagram aumentou 70%, por exemplo. Já pesquisa da plataforma Deezer aponta que 43% dos brasileiros ouviram um podcast pela primeira vez durante a quarentena. 

Os consumidores e os novos tipos de conteúdos 

Sua empresa cria esses tipos de conteúdos ou está estudando começar a desenvolvê-los? Abaixo, selecionamos alguns dos principais dados da pesquisa sobre a audiência desses formatos para que você conheça o seu público potencial e reunimos dicas de como trabalhar com eles de forma mais efetiva.  

Além dos podcasts e das lives, também trataremos da produção de cursos online e webinários. Estes formatos foram outros dos que ganharam destaque entre os consumidores após a crise, impulsionados pelas mudanças bruscas provocadas pelo confinamento, que exigiram o desenvolvimento de novas habilidades tanto na vida pessoal como na profissional.

1. Podcasts

O certo desconhecimento dos consumidores em relação ao podcast apontado pela plataforma Deezer é confirmado pelos dados do Capterra. Do total de entrevistados, pouco mais da metade (54%) afirma acessar esse tipo de conteúdo, somente à frente das newsletters (51%). 

tipos de conteúdo porcentagem

O que são podcasts? 

Podcasts são programas de áudio produzidos para plataformas digitais, como Deezer e Spotify, e que podem ser ouvidos em diferentes dispositivos, como celulares, tablets ou computadores. São como programas de rádio, mas que podem ser baixados e/ou ouvidos a qualquer momento. Muitos programas de rádio disponibilizam suas produções nesse formato para os ouvintes que perderam as emissões.

Os podcasts não estão igualmente entre os formatos que os usuários passam mais horas consumindo: 42% dos entrevistados afirmam gastar mais de duas horas por semana com esse tipo de conteúdo, contra 51% entre os que assistem vídeos. 

Vale destacar, no entanto, o seu potencial de crescimento quando comparado com outros meios mais consolidados, como o texto. Segundo o estudo, a porcentagem dos que gastam mais de duas horas na semana ouvindo podcasts é praticamente igual aos que dedicam o mesmo tempo lendo posts de texto em blogs ou redes sociais (43%).

tipos de conteúdo tempo semana

Os diferenciais deste canal

O podcast está entre os formatos que concentram o maior número de consumidores com rendas médias e altas: 42% dos que ouvem podcasts recebem três salários mínimos ou mais. Perde apenas para as newsletters, com 44% com ingressos nessa faixa.

Prós

  • Tem potencial de crescimento. Como vimos, apenas metade dos entrevistados afirmam ouvir podcasts. Há espaço, portanto, para conquistar uma grande parcela de público que não tem contato com esse formato, combinando-o com as outras formas de conteúdo que você já adota. 
  • Efeito novidade. Como o podcast começou a ganhar mais atenção recentemente, você pode usá-lo como um diferencial da sua estratégia de conteúdo e atrair consumidores por isso.
  • Mobilidade. O podcast é como o rádio, você pode escutar de qualquer lugar e enquanto faz outras atividades. Use isso a seu favor. 

Desafios

  • Produzir podcasts de qualidade requer mais investimento de tempo e recursos em comparação com outros formatos. Lembre-se que é preciso pensar na parte técnica (microfones, softwares para editar o áudio e local de gravação) e na distribuição (onde quero divulgar meu podcast?). 
  • É bom ter em mente que não há nada além do áudio em um podcast. Sem fotos, imagens ou gráficos, é preciso pensar em roteiros interessantes e em convidados que saibam falar bem ao microfone para que o conteúdo tenha chance de conquistar o público. 
  • No início, você precisará trabalhar para que os consumidores conheçam o seu podcast, o que exigirá um trabalho extra de divulgação. Não é porque as pessoas leem o seu blog, por exemplo, que automaticamente escutarão o seu podcast. 

2. Lives

Ao lado dos podcasts, o consumo de lives é um dos grandes destaques do marketing de conteúdo após o início da crise do coronavírus.

O que são lives? 

Live em inglês significa ao vivo. As lives são transmissões online ao vivo disponibilizadas através de plataformas como Youtube ou Instagram.

Os dados falam por si mesmos: 

  • As lives são o terceiro tipo de conteúdo mais consumido entre todos os entrevistados, somente atrás dos vídeos e posts de texto.
  • São, ao lado dos podcasts, o formato que mais cresceu nos últimos meses: 88% dos que afirmam assistir lives aumentaram o seu consumo depois da crise.
  • 48% passam mais de duas horas por semana consumindo lives, perdendo apenas para o vídeo.

O canal preferido dos que assistem lives é o Youtube (86%), seguido de Instagram (68%) e Facebook (57%). 

Confira este post com os principais programas para fazer lives gratuitos.

Os diferenciais deste canal

Ao contrário dos podcasts, as lives não perdem força entre os mais velhos, mantendo uma taxa constante de penetração nas faixas etárias de 26 a 65 anos, onde se concentram a maioria dos consumidores online brasileiros, como ilustram os gráficos abaixo:

tipos de conteúdo lives idade
tipos de conteúdo podcast idade

Prós

  • As lives são mais fáceis de produzir do que os vídeos. Ainda que para emitir um evento com mais qualidade sejam necessários softwares e bons equipamentos de áudio e vídeo, é possível chegar a bons resultados apenas com um celular ou tablet. Além disso, toda a parte posterior da edição fica descartada. 
  • Com as lives, você tem uma interação direta e instantânea com seu público-alvo, pode responder a perguntas e criar um ambiente de conversa que outros formatos não proporcionam. Além disso, o efeito ao vivo atrai o público: as pessoas gostam de saber que estão acompanhando algo novo e que está passando naquele momento 
  • As lives ficam gravadas e podem ser disponibilizadas na sua página ou em suas redes sociais, ganhando audiência com o tempo. Se o conteúdo da live for de qualidade, as pessoas poderão seguir vendo o material e tendo contato com a sua marca.

Desafios

  • Para investir em uma live, é preciso ter uma audiência minimamente consolidada. É como organizar uma festa de aniversário: você convida um grupo de pessoas, sabe que nem todos virão, mas não quer apagar as velinhas sozinho. Se você já trabalha com um blog ou com uma estratégia nas redes sociais, pense em como divulgará seus eventos online para que o público compareça. 
  • O aumento do número de lives gera competição. Analise o seu mercado e veja se seus competidores estão produzindo o mesmo tipo de conteúdo que você e quais são os seus resultados. Tente, com suas lives, trazer algo novo.
  • Cuidado com o efeito moda. Não invista em lives somente porque outros estão fazendo. Pense no que você pode oferecer de diferente e se tem sentido para sua marca promover esse tipo de conteúdo. Suas estratégias precisam ser sólidas para trazerem resultados. 

3. Cursos online e webinários

Entre todos os tipos de conteúdo analisados pelo Capterra, os cursos online e webinários são provavelmente os que mais exigem esforço das empresas. 

O que são cursos online e webinários?

Cursos online são oferecidos em um ambiente 100% digital, sem a presença física do aluno na sala de aula. Eles podem ser disponibilizados através de plataformas de ensino a distância ou por outros meios, como o Youtube. Já um webinário é um seminário online, também disponibilizado em diferentes plataformas.

Igualmente, estão entre os formatos que exigem mais responsabilidade das empresas, já que o público os buscará para aprender mais profundamente sobre um assunto. 

Épocas de crise são propícias para isso, já que muitos dos que perdem seus empregos, por exemplo, precisam aprender novas habilidades para sua reinserção laboral. Como muitos buscam opções grátis, a internet é uma das primeiras paradas. 

Quase 60% dos entrevistados pelo Capterra afirmam já terem acompanhado algum curso ou webinário promovido por alguma marca e 46% dos que consomem esses formatos afirmam gastar mais de duas horas por semana com eles, somente atrás das lives e vídeos. Além disso, 84% dos que acessam esses materiais online afirmam ter aumentado o consumo depois de crise do coronavírus.

Os diferenciais deste canal

Os cursos e webinários são vistos como o tipo de conteúdo em que mais se pode confiar: 47% consomem esses formatos porque os consideram entre os que trazem as informações mais completas. Entre os que consomem vídeos, por exemplo, o número cai para 34% dos consultados.  

Prós

  • Para materiais de download, funcionam como uma boa estratégia para a obtenção de leads, já que os usuários precisam deixar seus e-mails na hora da inscrição. 
  • São uma maneira de se aproximar de formadores de opinião ou especialistas  e de conectar sua marca a esses nomes. 
  • Mostram o comprometimento da sua marca com sua área de atuação e a vontade de compartilhar conhecimento, valores cada vez mais valorizados pelos consumidores. 

Desafios

  • Eventos ao vivo, por exemplo, requerem uma equipe capacitada tecnicamente e boas ferramentas, o que pode representar mais gastos.
  • Exigem um cuidado redobrado com a qualidade: se uma pessoa que busca aprender novas habilidades ou saber sobre um assunto em profundidade encontrar erros no seu material, isso pode se virar contra a sua marca.
  • Podem envolver o trabalho de pessoas externas à empresa (professores para os cursos ou convidados para os webinários, por exemplo), o que exige um bom planejamento de tempo e recursos.  

Precisa investir em ferramentas para produzir conteúdo? 

Confira as seguintes ferramentas para produção de conteúdo que podem ajudar sua empresa a construir suas estratégias.

Softwares de streaming

Ferramentas para webinar

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Metodologia

Para reunir os dados presentes neste estudo, o Capterra realizou um levantamento online entre os dias 20 e 25 de agosto em que ouviu 1.021 consumidores com mais de 18 anos, de diferentes faixas de renda (até 1 salário mínimo, de 1 a 3, de 3 a 7, de 7 a 15, de 15 a 20 e mais de 20) e de todas as regiões do país. Os entrevistados deveriam ser trabalhadores em tempo integral ou parcial, freelancers/autônomos, estudantes em tempo integral, aposentados ou terem perdido o emprego durante a crise. O painel contou com 46% dos entrevistados do sexo feminino e 54% do sexo masculino. Os resultados são representativos da pesquisa, mas não necessariamente da população como um todo.