Migliora la presenza digitale della tua attività con queste strategie di marketing B2B

Migliora la presenza digitale della tua attività con queste strategie di marketing B2B

Migliora la presenza digitale della tua attività con queste strategie di marketing B2B

Si parla spesso dell’importanza della presenza digitale e delle strategie di marketing B2C e B2B per le aziende. Da quando il COVID-19 e le restrizioni ad esso associate hanno fatto irruzione nelle nostre vite, la società e l’economia sono diventate sempre più dipendenti dall’infrastruttura digitale e da Internet.

Sia i consumatori che le aziende si sono infatti dovuti adattare alle relazioni commerciali e alla comunicazione da remoto. Questa trasformazione ha conseguentemente comportato una maggiore digitalizzazione della società e l’aumento della quantità di tempo trascorsa dagli utenti su Internet, dove è avvenuto lo spostamento di varie attività di consumo. Uno studio condotto da Capterra sugli acquisti online ha infatti rilevato un incremento della frequenza di acquisto su Internet durante la pandemia.

Nella situazione attuale, prima di procedere all’acquisto di un prodotto o di un servizio, gli acquirenti tendono ad effettuare delle ricerche su Internet servendosi di opinioni online, blog di specialisti, video di YouTube, etc. Ad esempio, in base a un recente studio pubblicato da Capterra sulle recensioni online, le opinioni pubblicate su Internet incidono profondamente sulle decisioni di acquisto, in quanto creano un senso di fiducia tra gli utenti. Basti pensare che il 90% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato di affidarsi alle recensioni online prima di effettuare qualsiasi tipo di acquisto.

Le campagne di marketing e la presenza digitale su motori di ricerca, social network e piattaforme di e-commerce costituiscono fattori chiave per promuovere la presenza di un’azienda sul web e ne determinano la sopravvivenza nel contesto del mercato attuale.

Essere competitivi e mantenere un’ottima presenza digitale, infatti, non equivale soltanto ad essere attivi sui canali digitali. Significa anche saper attrarre i clienti potenziali quando visitano la tua pagina web o le tue schede di prodotto contenute in pagine di terzi, in modo che il tuo prodotto si presenti come la soluzione ideale per la loro attività. Si tratta di un fattore fondamentale sia per le aziende B2C (“Business to Consumer”, ovvero aziende che intrattengono rapporti commerciali con i consumatori finali) che per le aziende B2B (“Business to Business”, ovvero aziende che intrattengono relazioni commerciali con altre aziende).

A continuazione vengono descritte quattro strategie di marketing B2B volte a promuovere la presenza digitale della tua azienda.

4 strategie di marketing B2B per migliorare la presenza digitale della tua azienda

Le strategie per attirare i clienti potenziali e convertirli in clienti fidelizzati sono molteplici. Non esiste tuttavia una formula unica, pertanto le aziende dovranno agire in base al proprio mercato di riferimento e sfruttare il posizionamento di cui già godono. Ad ogni modo, alcuni fattori quali una corretta comunicazione e un linguaggio adeguato fanno da comune denominatore ad ogni strategia di base di marketing B2B.

Tali strategie sono descritte in un articolo di Gartner (disponibile in inglese) rivolto alle aziende che vendono software basato sul modello SaaS (Software as a Service). Si tratta tuttavia di strategie utili per qualsiasi tipologia di azienda, in quanto l’obiettivo finale rimane lo stesso: attirare i clienti potenziali interessati a un prodotto o a un servizio e, successivamente, fidelizzarli.

Strategia 1: Delinea una proposta di valore chiara nella home page del tuo sito web

Nella home page del tuo sito web dovrà essere delineata una chiara proposta di valore in grado di definire le funzionalità del prodotto o del servizio in questione, nonché il pubblico di riferimento e le caratteristiche che lo differenziano dalle altre proposte disponibili sul mercato. Sarà fondamentale creare una pagina web in grado di soddisfare questo requisito, poiché si tratta della prima impressione del visitatore sul tuo prodotto o servizio.

Suggerimenti per ottimizzare la tua home page e promuovere il tuo piano di marketing B2B

  • Una strategia di content marketing include testo, immagini, video, interazioni o qualsiasi altro mezzo in grado di attirare l’attenzione dell’utente che visita una pagina. È possibile servirsi di strumenti o formati diversi per evidenziare le caratteristiche salienti dei prodotti in evidenza.
  • Includi un pulsante CTA (dall’inglese Call to Action) principale nella tua home page, nonché altri pulsanti CTA secondari in altri punti della stessa pagina. In questo modo, gli utenti verranno indirizzati a pagine di contenuto specifico, permettendo di generare un maggior numero di lead potenziali.
  • Fornisci esempi concreti di come il tuo prodotto o servizio è stato in grado di incidere positivamente sull’attività economica di altri utenti, come ad esempio casi di successo, testimonianze positive, buone valutazioni su piattaforme affidabili, riconoscimenti e premi del settore.

Strategia 2: Serviti delle pagine di prodotto esistenti per mettere in evidenza le testimonianze degli utenti e individuare gli acquirenti ideali

Dovrai indicare l’ambito di specializzazione del tuo prodotto o servizio, nonché evidenziare se è in grado di risolvere un problema comune a diversi settori o se invece è stato progettato per risolvere un problema specifico associato a un settore determinato. A tale scopo potrai servirti di pagine di prodotto indicanti casi di utilizzo specifici del tuo prodotto o servizio, nonché il modo in cui essi sono in grado di risolvere in concreto alcune problematiche.

Queste informazioni ti permetteranno di filtrare i visitatori che non soddisfano i tuoi requisiti e, al contempo, di stabilire dei vincoli sia con il tuo pubblico target che con la buyer persona, ovvero il profilo del tuo acquirente tipo. In questo modo sarà possibile ridurre il numero di recensioni negative pubblicate da acquirenti che hanno effettuato l’acquisto pensando che il tuo prodotto avrebbe risolto determinate problematiche per le quali esso non è invece stato progettato.

Suggerimenti per ottimizzare la tua pagina di prodotto e promuovere il tuo piano di marketing B2B

  • Fornisci informazioni chiaramente gerarchizzate, come ad esempio la descrizione di prodotti o servizi, le caratteristiche ad essi associate e, infine, le testimonianze degli utenti.
  • Metti in evidenza le esperienze positive degli utenti che hanno registrato un netto miglioramento della propria attività grazie all’acquisizione del tuo prodotto o servizio, accertandoti di aggiungere sempre le immagini o i video corrispondenti nel formato più adatto al tuo pubblico target.

Strategia 3: Ottimizza le landing page per attirare i clienti potenziali

Le landing page sono pagine web generalmente create per i visitatori provenienti direttamente da campagne di e-mail marketing o dai social network. Pertanto, alcune informazioni relative a un prodotto o a un servizio potrebbero essere già state fornite precedentemente.

Le landing page permettono di aumentare le conversioni grazie a contenuto più dettagliato e rilevante rispetto alle informazioni fornite nella fase precedente. Offrono inoltre un importante supporto agli esperti di marketing per quanto riguarda l’identificazione delle esigenze specifiche dei visitatori mediante formulari appositi, i quali permettono di qualificare i lead potenziali.

Suggerimenti per ottimizzare la tua landing page e promuovere il tuo piano di marketing B2B

  • Crea una buyer persona di riferimento da tenere presente per adattare il contenuto della tua pagina. I visitatori delle landing page provengono dalle campagne di e-mail marketing, pertanto è fondamentale sfruttare il loro interesse iniziale per dimostrare che il prodotto o il servizio in questione è in grado di soddisfare le loro necessità.
  • I moduli contenenti le informazioni relative ai visitatori dovranno essere brevi e scorrevoli. Se si prevede un numero di domande superiore a cinque, il formulario dovrà essere suddiviso in due o tre fasi.

Strategia 4: Crea contenuto specifico rivolto ai tuoi acquirenti per il marketing sui social network

Uno studio condotto da Gartner sul marketing nei social network (contenuto disponibile soltanto in inglese per i clienti di Gartner) ha evidenziato che circa il 46% degli acquirenti si serve dei social network per le fasi iniziali della customer experience, ovvero per la creazione di liste di prodotti/aziende relative al tipo di prodotto/servizio oggetto di interesse. Il 40% utilizza invece i social network nelle fasi intermedie per ottenere informazioni dalle recensioni degli utenti sul prodotto in questione e sui piani tariffari corrispondenti.

Questi fattori evidenziano l’importanza dei social network in qualsiasi strategia di marketing B2B. È fondamentale servirsi dei canali impiegati dal pubblico target per generare credibilità e, successivamente, fiducia, così come presentare contenuto rilevante rivolto a specifiche esigenze di business e in grado di risolvere i problemi in forma immediata.

Suggerimenti per promuovere le tue strategie sui social network e potenziarne le prestazioni

  • Accertati che i profili della tua azienda sui social network (come ad esempio le descrizioni e le immagini) siano conformi ai requisiti tecnici della piattaforma in questione, in modo da poter essere visualizzati correttamente su smartphone e PC.
  • Effettua un’analisi degli indicatori chiave delle prestazioni (KPI, Key Performance Indicator), come ad esempio le metriche di partecipazione e di pubblicazione, i dati demografici relativi al pubblico, il traffico di riferimento e le metriche specifiche del canale. Analizza quindi tutti questi fattori per poter individuare le due o tre piattaforme su cui concentrare i tuoi sforzi.
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58 % de Français estiment n’avoir jamais partagé de données biométriques

La biométrie a pour définition littérale la “mesure du vivant”. Elle incarne dans nos sociétés une méthode permettant d’identifier un individu sur la base de caractéristiques qui lui sont propres : les données biométriques.

empreinte biométrique

Les moyens d’authentification ne se limitent plus aujourd’hui aux simples mots de passe : les données biométriques sont les nouveaux laissez-passer pour déverrouiller son smartphone, franchir les contrôles de sécurité ou encore accéder à un lieu de travail. De l’empreinte digitale à l’iris, en passant par la gestuelle, ce sont autant de caractéristiques uniques, propres à une personne, qui permettent d’identifier un individu ou d’en vérifier l’identité.

Mais est-on bien conscient, aujourd’hui en France, des données biométriques que l’on partage et de celles que l’on a déjà partagées ? GetApp a interrogé 1 009 Français sur ces points précis et sur leur volonté ou réticence à les voir entre les mains d’entreprises privées. Vous trouverez la méthodologie en fin d’article. 

Qu’est-ce que la reconnaissance biométrique ?

La reconnaissance des données biométriques a longtemps été l’apanage des scénarios d’espionnage et de science-fiction et, dans la vie réelle, celui des lieux hautement sécurisés. 

Elle se voit aujourd’hui de plus en plus utilisée dans des situations du quotidien. Outre le contrôle de passeport biométrique, elle permet par exemple d’accéder à un lieu ou de déverrouiller un appareil comme un smartphone.

Contrairement à l’authentification qui requiert un mot ou un objet (comme un mot de passe ou un badge électronique), le concept de reconnaissance de donnée biométrique consiste à vérifier une caractéristique inhérente à un individu à l’aide d’un appareil (caméra ou scanner). 

Il existe deux méthodes : la vérification qui va comparer deux données précises pour voir si elles correspondent, et l’identification qui va chercher s’il existe une correspondance entre une caractéristique et une base de données élargie.

Seule ou en complément d’une autre étape de vérification, comme lors d’une authentification multifacteur, cette reconnaissance biométrique peut être active, c’est-à-dire qu’elle requiert une action de la part de l’individu : le positionnement de son doigt sur un lecteur d’empreinte digitale, par exemple. Windows Hello utilise la reconnaissance digitale, faciale et de l’iris pour permettre l’accès à des appareils Windows. Elle peut également être passive : une caméra pourra par exemple reconnaître un individu à sa démarche, par le biais de la télésurveillance. Certains appareils sont aujourd’hui également capables de reconnaître la démarche de leur porteur.

Cette caractéristique personnelle peut être morphologique, c’est-à-dire physique et tangible, ou bien comportementale, comme l’est un mouvement, une façon de se mouvoir. À noter que la reconnaissance comportementale tend à combiner divers facteurs pour établir l’identification : en effet, les caractéristiques comportementales sont plus instables et peuvent évoluer avec le temps.

Concrètement, on peut citer par exemple le dispositif de sas PARAFE dans les aéroports qui effectue une vérification entre le visage du passager et son passeport biométrique à l’aide d’une caméra ou la carte de paiement de la BNP Paribas avec laquelle on “paye” via son empreinte digitale.

La reconnaissance biométrique, qui a pour but initial de renforcer la sécurité d’un lieu ou d’un appareil, participe désormais à offrir un certain confort à l’utilisateur en proposant des processus plus rapides et sans contact.

L’illustration ci-dessous illustre les différents aspects de la reconnaissance biométrique (étude complète disponible en anglais pour les clients Gartner).

Quels sont les différents types de données biométriques ?

Les données biométriques ne se limitent pas à l’empreinte digitale, bien que celle-ci soit la donnée la plus plus couramment partagée car la plus intégrée dans nos mœurs. Certaines peuvent paraître étonnantes et la technologie est toujours plus apte à reconnaître des caractéristiques plus ou moins tangibles.

On peut par exemple identifier une personne en scannant son réseau veineux (en général d’une partie de la main), en analysant les intonations de sa voix (méthode à ne pas confondre avec la reconnaissance vocale) mais aussi sa manière de taper au clavier, de manipuler une souris d’ordinateur et la pression du stylo lors d’une signature. Seule ou combinée à d’autres, chaque caractéristique dessine le portrait d’un individu unique.

La reconnaissance faciale fait bien évidemment partie des nouvelles applications. Nous nous pencherons plus précisément sur ce sujet dans notre prochain article.

58 % de répondants estiment n’avoir jamais fourni de données biométriques

Pourtant, la simple obtention d’un passeport requiert désormais des données biométriques et ce depuis 2009. Il y a donc fort à parier que le concept même de donnée biométrique n’a tout simplement pas intégré les esprits, peut-être par manque de communication sur le sujet.

Parmi les répondants reconnaissant avoir soumis au moins une donnée biométrique (33 % des personnes interrogées), passeport mis à part et dans un contexte autre que médical (c’est-à-dire à l’exclusion du sang, de la salive, etc.), 66 % déclarent avoir effectué cette démarche pour l’authentification biométrique sur mobile et 34 % pour réaliser un paiement ou une opération en ligne.

Dans une moindre mesure, les répondants à notre enquête ont partagé de telles données pour la reconnaissance faciale sur certains réseaux sociaux (28 % des répondants), l’utilisation d’un assistant personnel intelligent (27 %) ou encore pour payer en magasin (23 %). 

Les moyens de reconnaissance biométriques les plus cités par les répondants à notre enquête sont l’empreinte digitale (81 % des répondants), la reconnaissance faciale (52 %) et la reconnaissance vocale (30 %).

Mais comment le grand public réagit-il à ce concept ? Les sentiments dépendent du contexte et de l’utilité finale, mais aussi de la caractéristique personnelle qu’on leur demande de partager. Si l’empreinte digitale est globalement acceptée, voire banale, la capture du schéma de l’iris ou des veines peut sembler intrusif aux yeux de l’utilisateur. 

38 % déclarent qu’ils ne souhaiteraient partager aucune donnée biométrique avec une entreprise 

Il sera difficile à l’avenir d’échapper à l’identification biométrique. Celle-ci a l’avantage de permettre à l’utilisateur de n’avoir pas à retenir un mot de passe, améliorant l’expérience utilisateur, mais peut également être risquée en cas de piratage. La sécurité et la confidentialité de ces données est donc un enjeu majeur pour les entreprises qui souhaitent y avoir recours.

Les caractéristiques que les répondants seraient favorables à partager sont l’empreinte digitale (42 %), leur visage (31 %) et leur voix (27 %).

biometrie iris

Seuls 9 % seraient d’accord pour partager une caractéristique comportementale. Cependant, 38 % affirment toutefois être réticents à partager quelque donnée biométrique que ce soit.

Le traitement des données biométriques par des entreprises n’inspire que moyennement confiance

L’employeur est l’entité qui inspire le plus confiance aux répondants, avec 20 % lui accordant une confiance élevée dans le traitement des données biométriques qu’il aurait pu solliciter pour accéder à des bureaux ou à un ordinateur. Cela reste un pourcentage relativement bas et l’ensemble des répondants ne se fie guère aux institutions et entreprises lorsqu’il s’agit d’évaluer la capacité à stocker et sécuriser les données fournies.

Apple, Microsoft, Google, Facebook et Amazon (dont quatre d’entre eux ont donné l’acronyme GAFA) travaillent ardemment au déploiement de la reconnaissance faciale et au développement des technologies biométriques.

Voyons quelle confiance les répondants  accordent à ces acteurs de notre quotidien :

Si l’on a tendance à partager notre vie privée de manière insouciante sur les réseaux sociaux, le partage de données biométriques est une démarche que la majorité des répondants voient d’un œil circonspect. La confiance (ou l’absence de confiance) que l’on porte à certaines plateformes est le reflet de leur fiabilité dans l’œil du public. Facebook, par exemple, est l’entreprise qui inspire le moins confiance : 48 % évaluent leur niveau de confiance comme “nul”. Les diverses fuites de données qui émaillent l’actualité ou simplement sa gestion des données personnelles n’y sont sûrement pas pour rien.

En revanche, une entreprise comme Microsoft, inscrite dans le paysage technologique depuis plusieurs décennies, est davantage prise au sérieux, avec seulement 25 % de répondants ne lui accordant aucune confiance et 47 % lui accordant une confiance relative (“moyenne”).

Somme toute, aucun de ces GAFA n’est réellement perçu comme une entité garantissant l’intégrité des données biométriques que les utilisateurs pourraient leur soumettre.

Sur ce point, le verdict est sans appel : 64 % des répondants pensent que les entreprises privées ne se gênent pas pour partager ces données sans le consentement de l’utilisateur, et ce à son insu. C’est donc sans surprise que 85 % estiment qu’ils devraient obligatoirement être mis au courant si une entreprise détenait leurs données.

Enfin, ils sont 68 % de répondants à affirmer qu’ils souhaiteraient demander la suppression de leurs données s’ils étaient mis au courant d’un tel fait, mais 21 % admettent toutefois qu’ils ne sont pas sûrs d’effectuer concrètement une telle démarche.

Le vol d’identité est la principale crainte du partage de donnée biométrique

Que craignent concrètement les utilisateurs qui fourniraient une donnée biométrique ? 

Principalement, la fraude et le vol de leur identité (63 % des répondants), mais aussi une exploitation marketing qui pourrait conduire à un ciblage publicitaire intempestif voire excessif (54 %).

60 % des personnes interrogées craignent une atteinte à leur vie privée : il faut rappeler que les données personnelles sont protégées en Europe par le Règlement général sur la protection des données (RGPD). Les utilisateurs pourraient craindre que ces données soient utilisées à d’autres fins que celles stipulées. La Commission nationale de l’informatique et des libertés (CNIL) met également à disposition sur son site de nombreuses informations relatives aux bonnes pratiques de la biométrie

Aux fuites potentielles de données (craintes par 57 % des répondants) s’ajoutent l’ingéniosité des esprits mal intentionnés. Deux chercheurs ont réussi à prouver la faillibilité d’un capteur de reconnaissance veineuse en le trompant à l’aide de la copie en cire d’une main. Les exemples se multiplient et les risques de piratage ne sont pas nuls.

L’adoption de la biométrie par les entreprises

Si elles remplacent les mots de passe, ou s’y associent pour une meilleure sécurité et protection des accès, de telles données représentent un enjeu différent et plus intrusif qu’un mot de passe lorsqu’il s’agit de risques de piratage.

Une certaine “paresse” des entreprises à communiquer clairement les conditions d’utilisation et de stockage de données aux utilisateurs peut être un frein à l’acceptation de ces méthodes par les utilisateurs. Aux entreprises qui souhaitent renforcer l’expérience utilisateur en proposant une technologie biométrique, ou aux employeurs qui souhaitent sécuriser les appareils pour les employés, il est primordial de rappeler l’importance de la communication sur les données personnelles et d’investir dans la sécurité de ses réseaux et appareils.

Enfin, l’adoption d’une telle méthode ne se fait pas à la légère : l’utilisateur et les entreprises doivent la penser au regard de son utilisation, surtout si elle est choisie au détriment de méthodes plus traditionnelles.

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Méthodologie

Pour recueillir ces données, GetApp a interrogé un total de 1 009 répondants sur le territoire français. Le nombre de répondants peut varier d’une question à l’autre, selon la logique du sondage. Celui-ci a été mené du 14 au 19 avril 2021. Les répondants devaient être âgés de plus de 18 ans et résider en France. 

Cómo crear una empresa digital

como crear una empresa digital

Crear una empresa digital no es tarea fácil. Es necesario reflexionar y planificarlo detenidamente. A continuación veremos qué es lo que se necesita para crear una empresa digital.

como crear una empresa digital

Ya seas un aspirante a emprendedor que está planificando el lanzamiento de un negocio digital y no tengas muy claro por dónde debes empezar o bien el propietario de una empresa que ha decidido poner en marcha el negocio en línea, “digital” es la palabra clave y, de hecho, se ha convertido en una cuestión de necesidad.

Actualmente no es posible perdurar sin tener presencia online, ya sea a través de un sitio web, una cuenta en redes sociales o una aplicación de comercio electrónico. Pero el espacio digital es demasiado amplio y a menudo confuso, por lo que es normal no saber bien por dónde empezar. ¿Hay que crear un sitio web primero o desarrollar una aplicación para móviles? ¿Qué canal es más adecuado para llegar a los clientes, YouTube o Twitter? Se plantean un millón de dudas.

En este artículo se tratan seis pasos para crear una empresa digital. También se ofrecen recursos que pueden contribuir a la planificación de la estrategia de marketing digital y se mencionan aspectos que hay que evitar cuando hay que pasar al entorno online.

¿Qué es un negocio digital?

Un negocio digital es una empresa que, mediante la tecnología, vende a sus clientes y lleva a cabo operaciones rutinarias. Las empresas digitales emplean la tecnología no solo para automatizar los procesos rutinarios, sino también para crear un valor añadido a los modelos de negocio, a la experiencia del cliente y a las capacidades internas. 

Entre otros, es posible ofrecer servicios de telemedicina, facilitar a los clientes una experiencia de compra virtual en los puntos de venta o poner en marcha una plantilla que trabaje a distancia. Amazon, Netflix o Uber son ejemplos de empresas digitales.

Cómo crear un negocio digital

Emprender un negocio digital exige menos tiempo y no requiere una inversión tan elevada en activos físicos, como un espacio de oficina o inventario. Gracias a la disponibilidad de un gran abanico de herramientas SaaS, la creación de un negocio digital se ha simplificado mucho.

Pero para contar con una base digital ágil, es necesario reflexionar detenidamente sobre los aspectos esenciales a la hora de crear el modelo de negocio digital. A continuación se enumeran seis pasos clave para poner en marcha un negocio digital con éxito.

como crear una empresa digital passo passo

1. Prepara un plan de negocio detallado

Un plan de negocio integral es importante para poner en marcha cualquier empresa. En el plan de negocio deberían destacarse información detallada sobre el negocio, quién lo va a dirigir, los objetivos y la visión, así como el planteamiento sobre cómo conseguirlos. 

Incorpora detalles sobre la planificación financiera, las estrategias de marketing, los clientes objetivo y la propuesta única de valor. Además, menciona qué iniciativas digitales te planteas implementar para conseguir tus objetivos. Por ejemplo, si tienes pensado crear una empresa de tecnología educativa, cita las tecnologías que se van a utilizar, como la inteligencia artificial (IA), para crear la plataforma digital y ofrecer los cursos adecuados a los alumnos. 

En este enlace ofrecemos una plantilla que se puede descargar de forma gratuita de un plan de negocio digital, para que puedas rellenarla con tu visión, tu misión y tus objetivos. No tengas ningún problema en personalizarla con los colores, la temática o las ideas de la marca.

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Haz clic aquí para descargar nuestra plantilla de plan de negocio digital de muestra

2. Crea una estrategia digital para la nueva empresa

La estrategia es un documento que explica el “porqué” de los objetivos y el “cómo” llevarlos a cabo. Si se quiere crear una estrategia digital son muy útiles ciertos pasos, como la elaboración de la historia de la marca (un pequeño relato que explique por qué debe existir la empresa), el desarrollo de perfiles de comprador y el diseño de mapas de recorrido de cliente. 

El documento con la estrategia también debería aclarar de qué forma se va a emplear la tecnología como medio para llegar a los clientes potenciales y gestionar las operaciones. Armoniza la estrategia con los objetivos de la empresa para sacarles el máximo partido y evalúalos de forma periódica para garantizar que se reflejen las tendencias y predicciones de mercado más recientes.

Componentes clave de una estrategia de negocio digital

A continuación se enumeran los componentes clave de una estrategia digital:

  • Presencia digital o en línea: ¿En qué canales digitales quieres estar presente? Puede ser un sitio web, una plataforma de redes sociales, anuncios en línea o sitios web con listados de productos. 
  • Comercio electrónico: ¿Tienes pensado vender a través de Internet? Si así es, ¿qué canales quieres utilizar? Puede tratarse de un sitio web de comercio electrónico, una aplicación para móviles o una plataforma de redes sociales.
  • Productos o servicios electrónicos: ¿Te planteas lanzar un producto completamente online, como una solución de software, una aplicación de juegos o una plataforma de tecnología educativa? No olvides destacar las funcionalidades y la audiencia objetivo.
  • Marketing digital: ¿Cómo piensas promocionar tus productos en Internet? Decide en qué canales quieres estar presente y el presupuesto. Comprueba también si vas a necesitar ayuda externa al respecto.
  • Flujos de trabajo digitales: El flujo de trabajo digital se refiere a la automatización de todos los procesos internos de la empresa. Planifica los flujos de trabajo que quieres automatizar y las herramientas que vas a emplear para hacerlo.
  • Comunicación digital: ¿Qué canal prefieres para comunicarte con tus clientes y proveedores? ¿Qué herramientas de comunicación vas a emplear a nivel interno?
  • Capacidades móviles: ¿Qué importancia tienen las capacidades móviles para tu empresa? ¿Quieres desarrollar versiones compatibles con móviles del sitio web de la empresa o del producto (si corresponde)?

3. Elabora una base digital firme con las herramientas tecnológicas adecuadas

Las empresas digitales que tienen éxito invierten en soluciones tecnológicas que sean escalables, flexibles y que contribuyan a adaptarse al entorno de TI, que evoluciona constantemente. Todo ello ayuda a crear una base digital firme, en la que figura una infraestructura de TI que pueda posicionar el negocio de cara a su objetivo de crecimiento a largo plazo. Por lo tanto, invierte en la tecnología y en las herramientas adecuadas para crear una empresa online que tenga éxito. 

Estas son las herramientas principales que necesitas para crear tu empresa digital:

  • Sitio web de la empresa: el sitio web es, con toda probabilidad, el primer lugar al que acudirán los clientes cuando busquen más información sobre la empresa.
  • Redes sociales: actualmente no es posible subsistir sin presencia en las redes sociales. Los clientes y clientes potenciales consultarán las plataformas de redes sociales, como Facebook e Instagram, para compartir su experiencia con la marca y conectar con la empresa para hacer sus reclamaciones y aportar sugerencias, entre otros aspectos.
  • Sitio web de comercio electrónico: si vas a vender productos, es necesario que cuentes con un sitio web de comercio electrónico. Asegúrate de que el sitio web de comercio electrónico es compatible con un amplio abanico de métodos de pago electrónico.
  • Capacidades móviles: si el sitio web está optimizado para móviles o cuentas con una aplicación para móviles, será más sencillo para los clientes poder contactar contigo.
  • Tecnologías emergentes: la adopción de tecnologías emergentes, como el Internet de las Cosas, la inteligencia artificial, el blockchain y la realidad virtual o aumentada, contribuirá a que tu empresa digital se diferencie de las demás y esté más preparada para atender las necesidades futuras del cliente y las tendencias del mercado.

Consejo avanzado:

La inversión en aplicaciones de empresa basadas en la nube puede ser realmente útil a largo plazo. Las herramientas SaaS no requieren una inversión inicial elevada y su capacidad de ampliación es mayor. Además, la mayor parte de las tecnologías digitales, como la IA, el aprendizaje automático (ML, por sus siglas en inglés) o el Internet de las cosas (IoT) funcionan mejor en un entorno que se basa en la nube. Por tanto, cuando te plantees crear una base digital, invierte en arquitectura en la nube para sacar el máximo partido a las herramientas de software.

4. Contrata talento digital, fórmalo y céntrate en retenerlo

No es fácil contratar talentos con competencias digitales de base, como la computación en la nube, el aprendizaje automático, el análisis de datos o la automatización. Según un estudio realizado por la Fundación Vass y la Universidad Autónoma de Madrid, hay un gran número de empresas que necesita contratar a trabajadores que cuenten con competencias TIC, y sin embargo, existe una escasez de perfiles digitales. La contratación de trabajadores con las competencias digitales que necesitas para dirigir tu empresa y que funcione debería convertirse en una de tus prioridades más importantes.

Las competencias más buscadas

Según el informe de Gartner Digital Skills With High Growth in Demand for Accelerated Digital Transformation (Competencias digitales con mayor crecimiento de demanda en el ámbito de la aceleración de la transformación digital, informe completo disponible en inglés únicamente para los clientes de Gartner), las competencias clave que buscan las empresas unicornio (startups con un valor superior a mil millones de dólares) tienen que ver con los ámbitos de realidad aumentada, sistemas backend, operaciones en la nube, visión informática, contenedorización, sistemas integrados, redes neuronales, plataforma como servicio, competencias en tensor flow y en trabajo en equipo virtual.

Además de en la contratación de nuevos empleados, debes centrarte en formar continuamente a la plantilla que ya tienes para ayudarles a ponerse al día con las tecnologías digitales. Puedes consultar a profesionales autónomos para que te ayuden con conjuntos concretos de capacidades, como el desarrollo de sitios web o aplicaciones móviles. También puedes plantearte una asociación con universidades para identificar a los candidatos potenciales, que pueden trabajar como alumnos en prácticas, trabajadores a jornada completa o en proyectos independientes.

5. Identifica posibles socios y objetivos de fusiones y adquisiciones para llevar a cabo el crecimiento digital

Otra forma de aumentar la firmeza de tu entorno digital es trabajar con colaboradores que estén especializados en el ámbito. Existe la posibilidad de subcontratar la tarea de crear una base digital a quienes tengan experiencia en hacerlo en lugar de tratar de hacerlo por ti mismo, ya que te expones a cometer errores que retrasen la entrada en el mercado. 

Busca proveedores que ofrezcan servicios de asesoría digital. Pueden ayudarte a planificar las iniciativas de crecimiento digital aportando la experiencia y el conocimiento necesario en el entorno digital.

Si la empresa ya existe y tienes capital para invertir, las fusiones y adquisiciones pueden ser una buena opción para generar capacidades digitales. Identifica a las empresas potenciales que se pueden adquirir, ya sea por sus productos digitales, sus ofertas de servicios o su talento.

La adquisición de empresas más pequeñas pero con tecnología más avanzada puede impulsar la transformación de negocio digital de una empresa con mayor velocidad que la creación de unas capacidades similares de forma interna.

—Informe Gartner, Successful ‘Techquisitions’ Can Accelerate Digital Transformation* (Las adquisiciones tecnológicas de éxito pueden acelerar la transformación digital)

 

* El informe completo “Successful ‘Techquisitions’ Can Accelerate Digital Transformation” está disponible en inglés únicamente para los clientes de Gartner.

6. Cuantifica el éxito de tu modelo digital y busca la innovación constante

El espacio digital es muy dinámico. Si no te adaptas con rapidez a sus cambios, te quedarás atrás. Para estar siempre al día de su evolución, consulta blogs tecnológicos, acude a eventos y conferencias y conecta con compañeros. 

Además, no dejes de evaluar periódicamente tu modelo de negocio digital y compararlo con los cambios del mercado y del sector. Adapta tu estrategia y la forma de funcionar en consecuencia para poder sacar el máximo partido a las tendencias del mercado y crecer más rápido.

Obstáculos que debes evitar al crear una empresa digital

Cuando te planteas emprender un negocio digital, hay muchos aspectos que pueden salir mal. Vamos a ver los inconvenientes más habituales y cómo evitarlos.

Un plan o estrategia de negocio digital poco claro o impreciso 

Si no tienes la certeza de lo que quieres conseguir con la estrategia de transformación digital, la empresa puede terminar quedándose a medias o encaminarse en la dirección incorrecta. Crea objetivos digitales SMART (por las siglas en inglés de específicos, cuantificables, alcanzables, realistas y con plazos) y menciónalos de forma clara en tu plan de negocio digital. 

Líderes de empresa que no tienen conocimientos digitales 

La visión del crecimiento digital debe ser vertical desde el nivel más alto. Si la dirección no está al día de los últimos avances tecnológicos, probablemente las iniciativas de transformación digital no darán sus frutos. Incorpora líderes que tengan conocimientos y experiencia sobre gestión del cambio, tecnología digital y gestión empresarial.

Inversiones en las tecnologías y las herramientas incorrectas 

Para crear una empresa digital es necesario invertir en varias herramientas de software y tecnologías. La elección de las herramientas incorrectas puede costarte tanto dinero como tiempo, reduciendo cualquier tipo de ventaja competitiva que tuvieras. Por tanto, estudia a fondo la tecnología y consulta las opiniones de los usuarios para tomar decisiones de compra fundamentadas.

Incumplimiento de las normativas de protección de datos 

Los gobiernos de todo el mundo están tratando de regular el espacio digital y de proteger la privacidad de los consumidores. Debes garantizar que se cumplen todas las normativas locales y globales en materia de protección de datos, como por ejemplo el RGPD (Reglamento General de Protección de Datos) o la CCPA (California Consumer Privacy Act).

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Che cosa significa “migliori”? Per ognuno dei 10 strumenti elencati di seguito, la valutazione complessiva ricevuta dagli utenti di Capterra è superiore alla media rispetto ad altri prodotti della stessa categoria. Consulta la metodologia completa alla fine dell’articolo.

Gestione dei progetti vs. gestione del lavoro: qual è la soluzione migliore per te?

Il termine “software di project management (PM)” comprende una varietà di soluzioni che vanno dagli strumenti di management collaborativi più semplici a programmi più avanzati di gestione del portafoglio progetti.

Per poter scegliere lo strumento più adatto alle tue esigenze è fondamentale capire in cosa si differenziano questi due tipi di software:

  • I software di gestione del lavoro, o di work management, consentono ai team di gestire i flussi di lavoro, organizzare task e attività (progetti e processi) e collaborare in un ambiente di lavoro condiviso. Strumenti di questo tipo permettono di avere il controllo sull’esecuzione dei lavori, fornendo in tempo reale specifiche panoramiche e notifiche alle diverse parti interessate. Il target di utente è costituito da professionisti non tecnici.
  • I veri e propri software di project management consentono ai project manager e alle organizzazioni di mettere in atto i progetti partendo da iniziative uniche con determinati obiettivi (deliverable), tabelle di marcia e budget (risorse). Grazie a questi programmi è possibile pianificare, monitorare e controllare i costi, le tabelle di marcia e le risorse, creando così un valore aggiunto e soddisfacendo i criteri per la buona riuscita dei progetti. Il target di utente è costituito da professionisti tecnici, come i project manager. Molti di questi strumenti software offrono anche un’applicazione che permette di controllare gli aggiornamenti di stato e gestire i messaggi il tempo reale.

Conoscere le diverse funzionalità che contraddistinguono i software di project management da quelli di work management può essere utile per capire qual è lo strumento più adatto al tuo business.

I 10 migliori tool gratuiti per la gestione dei progetti

1. Airtable

Airtable è una soluzione di gestione del lavoro collaborativo basata sul cloud, con la quale i team possono visualizzare le attività su una griglia (simile a un foglio di calcolo), un calendario, una bacheca Kanban o una galleria. Le sue principali funzionalità includono task management, collaborazione, monitoraggio di report/progetti e monitoraggio dei tempi.

Airtable presenta una struttura formata da database che contengono tutti i dati necessari per gestire un progetto. I database sono costituiti da una serie di tabelle, ognuna dedicata a un determinato aspetto del progetto, nelle quali è possibile inserire campi diversi (allegati, checklist, ecc.) e record (importanti data point che si stanno monitorando).

  • Versione gratuita: permette di creare database illimitati e offre 1200 record per database, 2 GB di spazio per gli allegati per ogni database e due settimane di cronologia delle revisioni e degli snapshot, nonché la possibilità di collaborare e commentare in tempo reale.
  • Piani a pagamento: includono record aggiuntivi per ogni database, maggiore spazio per gli allegati, una cronologia delle revisioni più lunga, l’assistenza prioritaria e l’accesso ai “blocchi” (applicazioni modulari che ampliano la funzionalità dei database). I piani a pagamento sono disponibili a partire da 10 $ (circa 8 €) per utente, al mese.

Accesso a Airtable da più dispositivi

Accesso a Airtable da più dispositivi (fonte)

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2. Asana

Asana è una soluzione cloud-based di project e task management che aiuta le aziende a gestire e organizzare attività e progetti, comunicare e collaborare. Si tratta di uno strumento utile per i team e le aziende che gestiscono più progetti alla volta, indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda.

Tra le principali caratteristiche figurano la gestione delle attività, il reporting, le notifiche automatiche, un portale clienti, strumenti di collaborazione, dashboard, un’app mobile, la gestione di documenti e l’assegnazione delle attività. Asana include anche una funzione che raccoglie tutti gli aggiornamenti generati automaticamente dal software.

Permette l’accesso attraverso dispositivi mobile come computer portatili, tablet e smartphone (sia Android che iOS).

Asana offre l’integrazione con varie applicazioni quali Dropbox, Slack, Gmail e Zapier, con un limite di 100 MB per ogni singolo allegato.

  • Versione gratuita: include fino a 15 utenti, la visualizzazione come elenco, bacheca e calendario, il monitoraggio dei tempi, attività e progetti illimitati, il registro delle attività e più di 100 integrazioni gratuite.
  • Piani a pagamento: sono disponibili a partire da 13,49 $ (circa 11 €) per utente, al mese e includono caratteristiche come integrazioni avanzate, dashboard e branding personalizzato.

Elenco delle attività in Asana

Elenco delle attività in Asana (fonte)

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3. Basecamp

Basecamp è uno strumento di comunicazione in tempo reale con to-do list, calendari, scadenze e condivisione di file, che permette ai team di tenere traccia delle priorità e degli elementi processabili.

Con Basecamp, gli utenti possono creare progetti, documentare i progressi fatti e gestire le attività. Questo software web-based consente inoltre di accedere tramite un browser web o un’applicazione mobile.

Basecamp può essere utilizzato da qualsiasi organizzazione che ha bisogno di gestire gruppi, comprese le organizzazioni non profit, le start-up e le imprese di servizio al cliente, ma anche i liberi professionisti. Gli abbonamenti sono scalabili e prevedono livelli con svariati spazi di archiviazione e numeri di utenti.

  • Versione gratuita: ideale per liberi professionisti, uso personale, famiglie e usi non intensi, comprende 1 GB di spazio di archiviazione, fino a tre progetti e 20 utenti.
  • Piani a pagamento: tariffa fissa mensile di 99 $  (circa 82 €) con progetti e utenti illimitati e 500 GB di spazio di archiviazione.

Strumenti di project management: assegnazione date di scadenza alle attività con Basecamp

Assegnazione date di scadenza alle attività con Basecamp (fonte)

4. ClickUp

ClickUp è una soluzione per la gestione del lavoro basata sul cloud che si definisce come un “software di produttività” e aiuta singoli lavoratori e team a stabilire obiettivi, gestire le attività e organizzare il lavoro in “aree progetti”. Le sue principali funzionalità includono task management, collaborazione, monitoraggio di report/progetti, monitoraggio dei tempi e diagrammi di Gantt.

Tra gli elementi essenziali di ClickUp troviamo task, campi personalizzabili, obiettivi (che vengono scomposti in obiettivi quantificabili e assegnati) e portafogli (panoramica di alto livello del lavoro, simile a una dashboard).

  • Versione gratuita: include utenti, attività e aree di lavoro illimitati, 100 MB di spazio di archiviazione, assistenza 24/7 (chat, telefono, e-mail e help center online), 100 usi di campi personalizzabili, 100 usi di obiettivi, 100 usi di portafoglio e reporting limitato.
  • Piani a pagamento: offrono spazio di archiviazione illimitato, integrazioni, opzioni di reporting complete e funzionalità aggiuntive come i diagrammi di Gantt.

Vista bacheca di ClickUp

Vista bacheca di ClickUp (fonte)

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5. Jira

Jira è uno strumento di gestione del flusso di lavoro che i team Agile utilizzano per pianificare, monitorare e rilasciare prodotti software. Ideale per team che usano Scrum, Kanban, un modello ibrido o altri flussi di lavoro unici.

Jira permette agli utenti di creare roadmap di progetto per mappare tutti i progetti in corso. La bacheca del progetto presenta un’interfaccia drag-and-drop che consente ai team di gestire ogni dettaglio del progetto. È inoltre possibile creare storie degli utenti e aprire ticket di supporto, pianificare gli sprint e distribuire le attività tra i membri del team. Gli utenti hanno anche accesso a informazioni provenienti da migliaia di applicazioni aziendali, da strumenti di design e monitoraggio, fino al codice sorgente e applicazioni per la produttività.

Jira offre un’app mobile per dispositivi Android e iOS. Il supporto è disponibile attraverso un portale di assistenza online, documentazione online e video tutorial.

  • Versione gratuita: include bacheche Scrum e Kanban, reporting Agile, flussi di lavoro personalizzabili, 2 GB di spazio di archiviazione e una community di supporto.
  • Piani a pagamento: il prezzo si intende per utente, al mese, e varia in base al numero di utenti. Per 10 utenti, il prezzo parte da una media di 7 $ (circa 6 €) per utente, al mese, per un totale di circa 70 $ (circa 58 €) al mese. Include un minimo di 250 GB di spazio di archiviazione (che aumenta nei livelli superiori) e funzionalità aggiuntive come un registro di controllo.

Vista bacheca di Jira

Vista bacheca di Jira (fonte)

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6. MeisterTask

MeisterTask è uno strumento di visual work management che aiuta i team a gestire i flussi di lavoro e organizzare le attività su una bacheca condivisa in stile Kanban. Può essere implementata nel cloud o installata su sistema operativo Mac o Windows. Le sue principali funzionalità includono task management, collaborazione, monitoraggio di report/progetti e monitoraggio dei tempi.

  • Versione gratuita: prevede utenti, attività, bacheche Kanban e spazio di archiviazione illimitati, oltre alla possibilità di allegare file delle dimensioni massime di 20 MB.
  • Piani a pagamento: offrono l’assistenza prioritaria e funzionalità aggiuntive come attività ricorrenti, reporting e campi personalizzabili. L’aggiornamento al primo livello di abbonamento costa 8,25 $ (circa 7 €) per utente, al mese (pagamento annuale).

Vista bacheca di MeisterTask

Vista bacheca di MeisterTask (fonte)

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7. Podio

Citrix Podio è uno strumento di project management e social collaboration che consente alle aziende di creare flussi di lavoro preferiti e applicazioni personalizzate per soddisfare esigenze specifiche. Non sono necessarie competenze tecniche per utilizzare il software, il che permette di risparmiare risorse per lo sviluppo.

Gli utenti possono accedere a centinaia di applicazioni gratuite attraverso il Podio App Market, tra cui app per la gestione delle attività, del portafoglio progetti e dei problemi. Altre applicazioni disponibili includono quelle per la gestione delle relazioni con i clienti (CRM) e la gestione delle candidature.

Tutte le applicazioni del Podio App Market sono complete di una serie di funzionalità di social collaboration, tra cui i “like” tipo Facebook, la condivisione di file ovunque nel sistema, la messaggistica interna istantanea e le video chat.

La capacità di Podio di sviluppare applicazioni proprie lo rende il programma ideale per organizzazioni di piccole dimensioni che necessitano di un alto grado di personalizzazione, in particolar modo per quelle che gestiscono più processi aziendali in un unico sistema.

  • Versione gratuita: fino a cinque dipendenti autorizzati, comprende inoltre applicazioni, aree di lavoro e funzioni di task management.
  • Piani a pagamento: a partire da 9 $ (circa 7,50 €) per utente, al mese, con item illimitati, gestione degli utenti e utenti esterni illimitati. Scegliendo il pagamento annuale è possibile usufruire di uno sconto sul prezzo per utente.

Strumenti di project management: schermata iniziale di Podio

Schermata iniziale di Podio (fonte)

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8. Quire

Quire è una soluzione di project management basata sul cloud che aiuta le piccole e medie imprese a gestire to-do list e attività per permettere la collaborazione tra i team. Le principali funzionalità di Quire includono gestione dei documenti, modifiche in tempo reale, strumenti di comunicazione, forum di discussione, condivisione di file, monitoraggio dei traguardi e pianificazione dei progetti.

Quire permette ai team di organizzare e assegnare priorità alle attività tramite una bacheca Kanban, in modo tale che i membri possano visualizzare i flussi di lavoro. I manager possono assegnare attività ai membri del team, ordinare le task in base alla priorità, filtrare le attività e visualizzare le date di inizio/scadenza dei progetti mediante i diagrammi di Gantt. Inoltre, gli utenti possono seguire le attività per ricevere i promemoria delle scadenze imminenti sui loro dispositivi registrati.

Quire è dotato di un’interfaccia di programmazione delle applicazioni (API), che consente l’integrazione con varie applicazioni di terze parti, come Slack, Calendario di Outlook, iCal e altri. Gli utenti possono gestire da remoto le attività attraverso applicazioni mobile per dispositivi Android e iOS. Quire fornisce anche il supporto via e-mail e FAQ.

  • Versione gratuita: attualmente Quire offre solo un piano gratuito. Stando a quanto si legge sul sito web del software, in futuro verranno lanciate anche delle versioni a pagamento, ma tutte le funzionalità che ora sono gratuite continueranno ad esserle anche dopo l’uscita delle versioni a pagamento.
  • Piani a pagamento: al momento non disponibili.

Bacheca Kanban di Quire

Bacheca Kanban di Quire (fonte)

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9. Teamwork

Teamwork è una soluzione di gestione del lavoro basata sul cloud che aiuta i team a collaborare, organizzare le attività e rispettare le scadenze. Le sue principali funzionalità includono diagrammi di Gantt, bacheche Kanban, task management, collaborazione, monitoraggio di report/progetti, gestione delle risorse e monitoraggio dei tempi.

  • Versione gratuita: include l’accesso per cinque utenti, due progetti attivi, 100 MB di spazio di archiviazione e molteplici opzioni di supporto (e-mail, live chat, telefono, knowledge base online e manuali d’uso).
  • Piani a pagamento: offrono un maggior numero di progetti, più spazio di archiviazione, assistenza prioritaria e un sistema di monitoraggio più affidabile, come la vista del portafoglio e il registro dei rischi. L’aggiornamento a un piano a pagamento costa 12,50 $ (circa 10 €)  per utente, al mese (è previsto un piccolo sconto con il pagamento annuale).

Esempio di dashboard di Teamwork

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10. Wrike

Wrike è una piattaforma di gestione dei progetti basata sul cloud e pensata per i team con più di 20 persone di aziende piccole e medie. Include funzionalità come diagrammi di Gantt, calendari, una vista del carico di lavoro per la gestione delle risorse, dashboard personalizzate e aggiornamenti in tempo reale. Permette di strutturare il lavoro in cartelle, progetti e attività, nonché di assegnare queste in maniera automatica in base agli stati di ognuna. Wrike è una soluzione ideale per diverse tipologie di team, dall’ambito finanziario e tecnologico fino alle professioni creative e alla pubblicità.Wrike for Marketers è un prodotto separato con template su misura, strumenti di revisione e un’estensione Adobe.Wrike integra una varietà di strumenti, tra cui Salesforce, Dropbox e Slack. Offre inoltre un’API.

  • Versione gratuita: fino a 5 licenze che includono vista bacheca, task management, condivisione di file, flusso di attività in tempo reale, integrazioni di base e 2 GB di spazio di archiviazione.
  • Piani a pagamento: il primo livello costa 9,80 $ (circa 8 €) per utente, al mese, e include diagrammi di Gantt, gestione di attività principali e secondarie, integrazioni avanzate, dashboard condivise e 5 GB di spazio di archiviazione (i livelli più avanzati offrono uno spazio di archiviazione superiore).
Strumenti di project management: funzione tabella di marcia in WrikeFunzione tabella di marcia in Wrike (fonte)

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Funzionalità chiave e caratteristiche degli strumenti di project management

Di seguito trovi le descrizioni delle funzionalità software citate nelle analisi dei prodotti presentati:

Task management

Permette di creare attività (task), aggiungere descrizioni, impostare date di inizio e scadenza, definire una priorità, stimare il livello di impegno (es.: ore, punti, ecc.) e assegnare attività agli utenti. Questi possono caricare allegati, lasciare commenti e aggiornare lo stato della task man mano che il lavoro sull’item avanza oppure spostare le task all’interno di un flusso di lavoro su una bacheca (Kanban o Scrum). Funzionalità aggiuntive comprendono: convertire e-mail in task, impostare dipendenze, creare attività secondarie, creare attività ricorrenti, creare checklist di attività.

Collaborazione

Fornisce un ambiente di lavoro centralizzato che permette a diversi utenti di comunicare tra loro, riunirsi e coordinarsi per agevolare il lavoro di squadra. Consente di creare team condivisi e/o bacheche con le attività del progetto, calendari, wiki, dashboard, ecc.; rimanere aggiornati riguardo all’operato di altri utenti attraverso il feed attività; coinvolgere nel progetto i membri del team mediante menzioni (con il simbolo @); condividere file; usare chat; partecipare a video conferenze e invitare ospiti a partecipare.

Monitoraggio di report/progetti

I report e le dashboard consentono agli utenti di vedere in modo rapido e visivo lo stato di un progetto, i suoi costi o altre informazioni essenziali. È possibile visualizzare l’avanzamento del progetto rispetto alla sua pianificazione, monitorare gli obiettivi, monitorare le task attive, visualizzare l’elenco delle task completate, confrontare il tempo stimato vs il tempo effettivo trascorso e monitorare le performance del team.

Pianificazione dei progetti

Permette di definire la portata del progetto, la tabella di marcia e le risorse/budget; scomporre i progetti complessi in obiettivi, individuare i deliverable e prevedere il cash flow; creare la struttura analitica di progetto, delineare il percorso critico, individuare dipendenze e limitazioni, e pianificare le risorse essenziali.

Monitoraggio dei tempi

Permette di monitorare il tempo dedicato alle varie task, creare report sul tempo stimato vs tempo effettivo dedicato alle task, registrare le ore fatturabili vs ore non fatturabili, estrarre il tempo registrato nel timesheet per emettere le fatture.

Gestione delle risorse

Permette di creare un record/grafico delle risorse con informazioni di contatto, tariffa, ruolo e livello di abilità, e di destinare il personale ai progetti e monitorare i carichi di lavoro. Le funzionalità possono includere la pianificazione della capacità delle risorse e la definizione delle priorità del progetto in base alla domanda di risorse essenziali.

Condivisione file

Condivisione digitale di svariati tipi di file.

Diagramma di Gantt

Grafico a cascata a barre orizzontali con date che indicano l’inizio e la fine delle parti interdipendenti di un progetto. Le attività sono disposte in base al momento in cui devono essere completate. Usato spesso per creare una struttura analitica di progetto e delineare il percorso critico durante la pianificazione del progetto e per confrontare, in seguito, durante lo svolgimento, lo stato dello stesso rispetto alle pianificazioni iniziali.

Bacheca Kanban

Le bacheche Kanban sono l’equivalente digitale dei post-it su lavagna magnetica e forniscono una rappresentazione visiva di un workflow o di un processo. La bacheca è suddivisa in colonne che rispecchiano le fasi di un flusso di lavoro (es.: “backlog”, “sviluppo” e “test”) oppure uno stato (es.: “to-do”, “in corso” e “done”). Le task sono raffigurate come “schede” che possono essere espanse per mostrare gli assegnatari, i dettagli delle task e i commenti. Le metriche Kanban includono i diagrammi di flusso cumulativo e i diagrammi dei tempi di ciclo e tempi di consegna.


Metodologia

Il presente articolo è stato aggiornato in data 15 dicembre 2020. I prodotti analizzati soddisfano i seguenti criteri:

  • Offrono una versione gratuita e stand-alone del software (non si tratta di una versione di prova del software per la quale è richiesto l’acquisto di una versione a pagamento in seguito alla scadenza di un determinato periodo di tempo).
  • Soddisfano la nostra definizione di mercato di project management.

Tale definizione include l’evoluzione dei software di project management per abbracciare una varietà di soluzioni che vanno dagli strumenti di task/work management più semplici a robusti programmi di gestione del portafoglio:

  • I software di gestione del lavoro consentono ai team di pianificare e gestire i flussi di lavoro, organizzare mansioni e attività e collaborare in un ambiente di lavoro condiviso. Strumenti di questo tipo permettono di avere il controllo sull’esecuzione dei lavori, fornendo in tempo reale specifiche panoramiche e notifiche alle diverse parti interessate.
  • I software di project management (PM) consentono ai manager e alle organizzazioni di eseguire i progetti: iniziative con una determinata data di inizio e fine, un ambito specifico e budget/risorse prestabiliti. Con le soluzioni di project management è possibile pianificare, monitorare e controllare i costi e le tabelle di marcia dei progetti, in modo da apportare un valore aggiunto e soddisfare i criteri per la buona riuscita degli stessi (es.: puntuale, nei limiti del budget, nell’ambito di applicazione e nel rispetto degli obiettivi aziendali).

I software che soddisfano la definizione di mercato necessitano inoltre di almeno 10 recensioni pubblicate dagli utenti tra il 30 novembre 2019 e il 30 novembre 2020, e vantano una valutazione complessiva degli utenti superiore alla media rispetto ad altri prodotti della stessa categoria.

Nachhaltigkeit in Unternehmen umsetzen: Definition, Maßnahmen und Tools

Nachhaltigkeit in Unternehmen umsetzen

Dass Nachhaltigkeit entscheidend ist bezweifelt heute keiner mehr. Wir brauchen nur einen Blick in die Medien zu werfen, um zu sehen, warum das Thema so wichtig ist. Nachhaltigkeit wird immer mehr von der Bevölkerung verlangt und ist von der Nische längst zum Mainstream übergegangen. 

Nachhaltigkeit in Unternehmen umsetzen

Wenn sich Unternehmen ihrer sozialen Verantwortung stellen, können sie bei ihren Kunden, Angestellten und der Öffentlichkeit allgemein Vertrauen aufbauen. In einem Vertrauensumfeld können Unternehmen innovativ arbeiten und wachsen. 

Eine frühe Hürde auf dem Weg zur Nachhaltigkeit in Unternehmen ist es, ein gemeinsames Verständnis dafür zu entwickeln, was Nachhaltigkeit umfasst und für das jeweilige Unternehmen und dessen Stakeholder bedeutet.

In diesem Artikel erklären wir euch daher: 

  • Warum Nachhaltigkeit wichtig ist und was es umfasst, 
  • Was der Unterschied von Nachhaltigkeit und CSR (Corporate Social Responsibility) ist und
  • Mit welchen Maßnahmen und Tools Nachhaltigkeit in Unternehmen umgesetzt werden kann.

Warum Nachhaltigkeit in Unternehmen wichtig ist 

Bei den Anforderungen an Produkten und Unternehmen ist ein deutlicher Bewusstseinswandel eingetreten. Laut einer Studie des LBBW Research gaben 2018 etwa 50 % der Verbraucher an, beim Kauf darauf zu achten, dass der Anbieter sozial und ökologisch verantwortlich handelt. Diese Zahl wird mittlerweile mit großer Wahrscheinlichkeit noch weiter gestiegen sein. 

Der Bewusstseinswandel gilt nicht nur für Konsumenten. Nachhaltigkeit in Unternehmen wird von verschiedensten Stakeholder wie der Öffentlichkeit, Investoren, Regulatoren, Jobsuchenden und vielen mehr nachgefragt. 

Unternehmen, die eine Transformation in Richtung Sustainability starten, können ihre Marke stärken, Kundenzufriedenheit steigern, Produktvielfalt verbessern, Kosten senken, intangible Risiken vermindern und die Attraktivität als Arbeitgeber erhöhen. Nachhaltige Ansätze können die Erschließung neuer Märkte vorantreiben und Wachstumsmöglichkeiten für Unternehmen eröffnen.  

Was Nachhaltigkeit in Unternehmen umfasst

Nachhaltigkeit berührt jeden Aspekt der Aktivitäten eines Unternehmens: von der Strategie und dem Geschäftsmodell über das Produktdesign, die Lieferkette und der Entsorgung am Ende des Lebenszyklus. 

So wie sich nachhaltiges Wirtschaften entwickelt hat, so hat sich auch die Terminologie entwickelt. Es gibt keine einheitliche, verbindliche Quelle für Definitionen und Stakeholder interpretieren Schlüsselbegriffe oft unterschiedlich:

  • Für die Geschäftsleitung ist Nachhaltigkeit meist mit Berichterstattung und Compliance verbunden. Werden Regulierungen und Vorschriften eingeführt oder verschärft, ist Compliance unabdingbar.
  • Die PR-Abteilung versteht Nachhaltigkeit dagegen meist als Engagement für die Gemeinschaft.
  • Die Immobilienverwaltung sieht Nachhaltigkeit zum Beispiel als Wassereinsparung, Energieeffizienz oder Nutzung erneuerbarer Energien.
  • Die Personalabteilung versteht unter dem Begriff Vielfalt, Gleichberechtigung, Integration, Mitarbeiterengagement und flexibles Arbeiten.
  • Das Marketing kann Nachhaltigkeit als strategisches Unterscheidungsmerkmal für den Markt sehen.
  • Die Forschung-und-Entwicklung könnte den Ansatz als eine Herausforderung für die CO2-Bilanz sehen. 
  • Die Beschaffungskette stellt eine verantwortungsvolle Materialbeschaffung in den Vordergrund der Nachhaltigkeit. 
  • Die IT-Abteilung könnte sich dagegen auf energieeffiziente Rechenzentren oder auf die Bereitstellung virtueller Arbeitsplätze konzentrieren.

Sie alle haben recht, denn Nachhaltigkeit kann all diese Dinge und noch viel mehr sein. 

Sustainability ist ein Thema für das gesamte Unternehmen, quer durch die verschiedenen Bereiche. Ein gemeinsames Verständnis darüber, was Nachhaltigkeit für das Unternehmen bedeutet und was für das Unternehmen wesentlich ist, ist die Basis für einen strategischen Ansatz.

Schaffe eine gemeinsame Definition für Nachhaltigkeit

Bei der Entwicklung eines Nachhaltigkeitskonzeptes in Unternehmen, ist häufig von dem Drei-Säulen-Prinzip die Rede. Demnach ist eine nachhaltige Entwicklung nur möglich, wenn wirtschaftliches Wachstum, ökologische Verträglichkeit und soziale Sicherheit gleichrangig und gleichgewichtig berücksichtigt werden. Die Säulen stehen also in Wechselwirkung zueinander und sind voneinander abhängig. 

3 Säulen der Nachhaltigkeit
Modell der Nachhaltigkeit des Institut Bauen und Umwelt e.V. (Quelle)

Das Ziel von Nachhaltigkeit in Unternehmen ist also strategische und operative Entscheidungen unter Berücksichtigung der sozialen, wirtschaftlichen und ökologischen Auswirkungen dieser Entscheidungen zu treffen.  

Nicht alle Nachhaltigkeitsthemen sind für ein Unternehmen und seine Stakeholder gleich wichtig. Daher wählt die Unternehmensleitung aus, welche Bereiche sie als wesentlich und damit als berücksichtigungswürdig für das Unternehmen erachten. 

Für die meisten Unternehmen steht der Klimawandel heute ganz oben auf der Liste der Prioritäten. Es gibt jedoch in der Regel eine lange Liste weiterer Nachhaltigkeitsthemen wie Menschenrechte, Diversität, soziale und wirtschaftliche Inklusion usw.

Die Einbeziehung von Nachhaltigkeit in die Entscheidungskriterien erfordert die Berücksichtigung eines breiten Spektrums langfristiger Auswirkungen auf das Unternehmen und seine Leistung, anstatt sich nur auf unmittelbare oder kurzfristige Vorteile zu konzentrieren.

Die soziale Verantwortung von Unternehmen: Corporate Social Responsibility 

CSR (Corporate Social Responsibility) steht für die Bemühungen eines Unternehmens, einen positiven Einfluss auf die Gesellschaft zu haben. Es ist ein Managementansatz zur Integration und Anwendung von Nachhaltigkeitsprinzipien und -zielen auf Geschäftsentscheidungen, -abläufe und -interaktionen. Das Ziel des Ansatzes ist, den sozialen Beitrag und die Verantwortlichkeit des Unternehmens in Bereichen zu verbessern, die für das Unternehmen selbst, seine Stakeholder und die Gesellschaft im weiteren Sinne wichtig sind.

Die Europäische Kommission definiert CSR „als ein Konzept, das den Unternehmen als Grundlage dient, auf freiwilliger Basis soziale Belange und Umweltbelange in ihre Unternehmenstätigkeit und in die Wechselbeziehungen mit den Stakeholdern zu integrieren“. 

Die soziale Verantwortung der Unternehmen betrifft Maßnahmen, die die Unternehmen über ihre rechtlichen Verpflichtungen gegenüber Gesellschaft und Umwelt hinaus ergreifen. 

CSR und Nachhaltigkeit: wo liegt der Unterschied? 

Immer häufiger wird der Begriff CSR im Zusammenhang mit Nachhaltigkeit verwendet. CSR kann als Teilbereich der Nachhaltigkeit gesehen werden. CSR fokussiert sich dabei auf das Unternehmen selbst, während Nachhaltigkeit sich auf das große Ganze fokussiert und das Unternehmen als Teilbereich ansieht. 

Unternehmen sehen CSR eher als engen und/oder taktischen Ansatz für ihre Nachhaltigkeits-bezogenen Maßnahmen. CSR-Maßnahmen können eine sparsame Stromnutzung oder Müllreduzierung im Büro sein. 

Effektive Nachhaltigkeitsprogramme befassen sich dagegen mit der Maximierung positiver ökologischer und sozialer Vorteile entlang der gesamten Wertschöpfungskette: das heißt, dass die gesamte Strategie, das Geschäftsmodells, die Lieferkette und das Marktangebot berücksichtigt werden. 

Im Folgenden schauen wir uns Maßnahmen und passende Tools an, um Nachhaltigkeit bzw. CSR im Unternehmen umzusetzen. 

Nachhaltigkeit in Unternehmen umsetzen: Maßnahmen und Tools

1. Eine nachhaltige Lieferkette: Die Königsdisziplin

Jede Phase im Lebenszyklus eines Produktes geht mit Auswirkungen auf Umwelt, Gesellschaft und Wirtschaft einher. Nachhaltige Unternehmen tragen über den gesamten Lebenszyklus ihrer Produkte und Dienstleistungen Verantwortung. Die nachhaltige Lieferkette konzentriert sich also auf das Management aller Lieferanten und am Produkt mitwirkenden Akteure. Die Grundprinzipien richten sich hierbei an Menschenrechte, Arbeitsnormen, Umweltschutz und Korruptionsbekämpfung. 

Beispiel: Die nachhaltige Lieferkette von L’Oréal 

L’Oréal hat Schritte unternommen, um eine nachhaltige Lieferkette und verantwortungsvolle und ethische Einkaufsstandards zu etablieren. Zu den Prinzipien des Unternehmens gehören beispielsweise: 

  • Sicherstellung der Rückverfolgbarkeit aller Rohstoffe erneuerbaren Ursprungs
  • Überwachung der Umwelt- und Sozialaspekte in den einzelnen Lieferbereichen
  • Gleichberechtigung am Arbeitsplatz und Förderung von Chancen für Frauen
  • Die Erhaltung der Artenvielfalt und der Wälder

Um sicherzustellen, dass diese Prinzipien eingehalten werden, führt das Unternehmen in der gesamten Lieferkette Audits zu Sozial- und Sicherheits-, Hygiene- und Umweltstandards durch, die jeden einzelnen Lieferanten weltweit erfassen. 

Die nachhaltige Lieferkette von L'Oréal 
Nachhaltige Lieferkette von L’Oréal (Quelle)

Software

Es gibt verschiedene Systeme, die genutzt werden können, um eine nachhaltige Lieferkette im Unternehmen einzuführen. In den Systemen können Lieferanten überprüft und überwacht, Audits geplant, Sustainability-Prinzipien an Lieferanten verschickt und die Einhaltung getrackt sowie Lieferketten visualisiert und zurückverfolgt werden. Einige Tools bieten auch eine Echtzeit-Überwachung von Social Media, in der Lieferanten auf Compliance-Verstöße und Reputationsrisiken gescannt werden. Beispiele für Tools in diesem Bereich sind Integrity Next, mit dem Unternehmen die Einhaltung von Nachhaltigkeitsbestimmungen wie etwa dem neuen Lieferkettengesetz überwachen können, WeSustain, das Unternehmen bei der Planung, Verfolgung und Verwaltung der unternehmerischen Nachhaltigkeit unterstützt und retraced, das Unternehmen dabei hilft, nachhaltige Lieferketten zu visualisieren und zu überprüfen.

Die Umsetzung einer nachhaltigen Lieferkette ist für global agierende Unternehmen, Großunternehmen, den Mittelstand sowie den öffentlichen Sektor besonders relevant. 

2. Green Office: Das umweltfreundliche Büro 

Was jedes Büro umsetzen kann, sind Maßnahmen um den Arbeitsplatz umweltfreundlich zu gestalten. Das beginnt bei einer sorgfältigen Mülltrennung, der Vermeidung von Papiermüll und dem Einsatz von ressourcenschonenden Materialien.

Der Begriff des sogenannten “Green Office” fasst Maßnahmen zur umweltfreundlichen Gestaltung des Büroalltags zusammen. Darunter fallen: 

  • Die nachhaltige Gestaltung und Einrichtung des Büros

Die nachhaltige Gestaltung des Gebäudes setzt bei der Gebäudeplanung auf Umweltfreundlichkeit: das betrifft das verwendete Baumaterial, erneuerbare Energien für die Stromversorgung usw. Die Einrichtung des Büros sollte auf Möbel setzen, die ressourcenschonend hergestellt und langlebig sind. 

Beispiel: BMW Welt, München

Das Gebäude dient nicht nur als Büro, sondern auch als Veranstaltungsraum und Vertriebszentrum. Sonnenkollektoren bedecken das gesamte Dach und tragen zur Beheizung des Gebäudes bei. Die filigrane Stahlfassade dient unter anderem der Klimatisierung des Gebäudes. Außerdem bindet die üppige natürliche Vegetation rund um das Gebäude Staub und hat zugleich einen kühlenden Effekt. Die Solaranlage produziert jährlich ca. 800.000 kWh Solarstrom, was einer Einsparung von etwa 500t CO2 entspricht.

BMW Welt München
Solaranlage der BMW Welt auf Baunetzwissen (Quelle)

Software 

Ein interessanter Anbieter aus Deutschland ist planetly. Planetly ist eine Energiemanagement-Plattform. Sie hilft Unternehmen, ihre Kohlenstoffemissionen zu messen, zu reduzieren und zu bilanzieren, sowie ihr Engagement für den Klimaschutz zu teilen. Das 5-Minuten-Kohlenstoffrechner-Tool liefert eine erste Einschätzung der Kohlenstoffemissionen des Unternehmens. Es gibt kleinen Unternehmen mit bis zu 150 Mitarbeitern die Möglichkeit, ihre Kohlenstoffemissionen aus Büro, Reisen und Fuhrpark abzuschätzen.

  • Green-IT 

Green-IT beschäftigt sich unter anderem mit der Optimierung des Ressourcenverbrauchs während der Herstellung, des Betriebs und der Entsorgung von Geräten. Ebenfalls unter Green-IT fallen Ressourceneinsparungen durch den Einsatz von IT.

Software

Unternehmen können Videokonferenz-Software einsetzen, um Dienstreisen zu ersetzen. Das papierlose Büro wird durch verschiedene Programme wie Dokumentenmanagement-Software, Software für die Zusammenarbeit im Team, Rechnungssoftware und viele weitere gefördert. Ebenfalls das Anbieten von mehr Home-Office-Plätzen und die Ausstattung mit der notwendigen IT sorgt für ein umweltfreundliches Verhalten (Verkehr, Strom, etc.).  

  • Ein nachhaltiges Verhalten im Büro

Ein nachhaltiges Verhalten im Büro umfasst viele Bereiche, so wie die Trennung von Müll, Reduzierung von Plastik, heizschonendes Verhalten, energiesparende Nutzung von Geräten, Gebrauch von ökologischen Lebensmitteln und Kaffee usw. Hier sind dem Management und den Mitarbeitern keine Grenzen gestellt und es gibt keinen Unterschied zu einem umweltschonenden Verhalten im Privathaushalt. 

Software

Unternehmen können das sogenannte “Green Gamification” mit Software spielerisch im Unternehmen implementieren. Gamification ist die Verwendung von Spielmechanismen, um Menschen zu engagieren und ihr Verhalten zu ändern. Wendest du Gamification Elemente auf Nachhaltigkeitsthemen an, gelangst du zu der grünen Gamification. 

Auf WeSpire können Mitarbeiter Punkte für die Durchführung bestimmter Nachhaltigkeitsmaßnahmen sammeln (wie Recycling oder die Verwendung umweltfreundlicherer Produkte). SAP nutzt Gamification, um den Schadstoffausstoß und die Ausgaben für Firmenwagen zu reduzieren. Das Unternehmen hat eine App namens TwoGo entwickelt. TwoGo ist eine Mitfahrlösung zur Organisation von Fahrgemeinschaften für Pendler auf dem Weg zur Arbeit. Mitfahrer können Punkte sammeln und den Fortschritt ihrer Freunde verfolgen.

3. Unterstützung von sozial engagierten Projekten

Neben Aktionen, die der Umwelt zugutekommen, bildet das soziale Engagement von Unternehmen eine der drei Säulen der Nachhaltigkeit. Vorzugsweise sucht sich das Unternehmen dabei ein lokales Projekt, dass es unterstützt. Dadurch wird ebenfalls das wirtschaftliche Umfeld des Unternehmens gestärkt. Das Engagement sollte zu den Unternehmenswerten und dessen Leitbild passen. Soziales Engagement hilft nicht nur dem wirtschaftlichen Umfeld und dem sozialen Projekt, sondern auch dem Unternehmen selbst. Die Reputation des Unternehmens wird dadurch maßgeblich gestärkt: und das auf Kunden sowie Mitarbeiterseite. 

Beispiel: Der Spendenmarathon der Volksbank Schweinfurt 

Die Volksbank Raiffeisenbank in Schweinfurt hat 2020 einen Online-Spendenmarathon ins Leben gerufen, um soziale Einrichtungen der Region zu unterstützen. Die unterstützten Projekte sind unter anderem die Tafel, Caritas, ein Jugendhilfezentrum und eine Frauenhilfsstelle, alle ansässig in Schweinfurt. Mit einem einfachen Klick auf die Organisation, welche du unterstützen möchtest, spendet die Volksbank 1 Euro. 

Spendenmarathon Volksbank Schweinfurt
Überblick über die gesammelten Spenden der VG-Bank Schweinfurt (Quelle)

Software

Es gibt Spendenverwaltungs-Software, die Unternehmen beim Sammeln von Spenden, bei Live-Auktionen, dem mobilen Bieten und bei der Zahlungsabwicklung per Kreditkarte unterstützen können. 

Neben Spenden gibt es viele weitere Maßnahmen, mit denen Unternehmen mit ihren Experten und ihrem Fachwissen soziale Projekte unterstützen können: diese reichen von Hilfe beim Optimieren der Webseite, über Social-Media-Marketingmaßnahmen, um die soziale Einrichtung bekannter zu machen, bis nach Einrichtung einer Software für die Zahlungsabwicklung, um Online-Spenden und Einkäufe zu ermöglichen. 

Willst du mehr erfahren? Dann wirf einen Blick auf unser Nachhaltigkeitssoftware Verzeichnis, um weitere Produkte zu entdecken.

So baust du 2021 einen erfolgreichen Marketing-Stack für dein kleines Unternehmen auf

Marketing-Stack für kleine Unternehmen

Bist du unsicher, wie du dich für die richtige Marketing-Software entscheidest? Wir zeigen auf, welche Tools du für deinen Marketing-Stack brauchst, was du von ihnen erwarten kannst und wie du die richtigen Tools auswählst.

Marketing-Stack für kleine Unternehmen

Für erfolgreiches Marketing braucht man mehr als auffällige Visitenkarten und ein „Wir haben geöffnet!“-Schild im Schaufenster. In Zeiten des digitalen Marketings hängt der Erfolg der Marketingstrategie eines Unternehmens direkt vom eingesetzten Marketing-Stack ab.

Was ist ein Marketing-Stack?

Der Marketing-Stack oder Martech-Stack (Marketing-Tech-Stack) ist die Kombination verschiedener Softwarelösungen, die Marketer zum Planen, Durchführen, Verfolgen und Optimieren ihrer Kampagnen und Maßnahmen nutzen. Dabei handelt es sich nicht um eine chaotische Sammlung von Tools, die unabhängig voneinander agieren, ganz im Gegenteil: Die Tools greifen ineinander und ermöglichen einen reibungslosen Prozessablauf.

Die meisten Martech-Tools lassen sich so ineinander integrieren, dass Daten nach Bedarf zwischen den Tools übertragen werden können. So könnten Marketingprozesse optimiert, die Kommunikation zwischen Stakeholdern gefördert und Möglichkeiten für Innovation und Automatisierung aufgezeigt werden.

Ein strategisch zusammengestellter Marketing-Stack ist eine solide Grundlage zum Organisieren und Nachverfolgen all deiner Marketingkampagnen. Die verschiedenen miteinander verknüpften Tools helfen, Brücken zwischen verschiedenen Abteilungen zu bauen und ein einheitliches Kundenerlebnis zu schaffen.

Wo sollen kleine und mittelgroße Unternehmen (KMU) also mit dem Aufbau ihres Marketing-Stacks beginnen? Wie findest du als Geschäftsinhaber*in oder Marketingprofi heraus, welche Lösungen du priorisieren solltest und welche sich eher für große Marketingunternehmen eignen?

In diesem Artikel zeigen wir auf, welche Tools du brauchst, was du von ihnen erwarten kannst und wie du die richtigen Tools auswählst.

Die Marketingprozesse deines Unternehmens analysieren

Bevor du dich auf Marketing-Buzzwords wie Automatisierung, Analytik oder Engagement stürzt, solltest du einmal genau analysieren, wie deine Marketingprozesse aktuell eigentlich funktionieren. Nur so kannst du herausfinden, welche Probleme die Tools lösen und welche Anforderungen sie erfüllen sollen, welche Art von Tools dir hilft, wie die verschiedenen Tools zusammenarbeiten sollen und welche Rolle der Faktor Mensch spielt (denn bei alledem wird der Mensch nicht ersetzt!).

Probier mit deinem Team die folgende Übung:

Versammelt euch in einem Raum und zeichnet euren Marketing-Workflow auf. Egal ob das Erstellen von E-Mail-Kampagnen oder eine neue Strategie zur Lead-Generierung: Schreibt jeden Schritt auf einen Post-It-Zettel und klebt alle Zettel in der Reihenfolge eurer Prozesse auf eine Wand oder einen Tisch.

So erkennt ihr mögliche Engpässe oder Lücken und fehlende Verbindungen sowie Stellen, an denen der Prozess verlangsamt wird. Möglicherweise stapeln sich die Zettel an Stellen, an denen Aufgaben optimiert werden müssten.

All diese Anhäufungen, Engpässe und Verlangsamungen sind geschäftliche Herausforderungen, denen du begegnen musst. Such also nach Tools, die diese Aktivitäten angehen und entweder komplett automatisieren oder einen optimierteren Prozessablauf ermöglichen.

Diese 3 Bereiche sind der Kern eines starken Marketing-Stacks

Ob Content Marketing, E-Mail-Marketing, Social Media Management, Web-Analysen oder Umfragesoftware: Es gibt Dutzende verschiedener Tools, die in die Kategorie der Marketingsoftware fallen. KMU sollten sich aber nicht zu schnell von wohlklingenden Tool-Bezeichnungen verleiten lassen, sondern sich zunächst auf die drei Kernbereiche konzentrieren: Engagement, Betrieb und Analysen.

  1. Engagement

Softwaretools aus der Kategorie Engagement sind laut Gartner die Technologien, auf denen die Touchpoints basieren, mit denen du deine Kunden/Interessenten erreichst. Häufig handelt es sich um kanalspezifische Systeme, die ausgehende Marketingbotschaften senden und die Ergebnisse dokumentieren (vollständiger Artikel für Gartner-Kund*innen verfügbar).

Zwei beliebte Arten von Engagement-Software, mit denen du effektive, zielgerichtete Marketing-Kampagnen erstellen kannst, sind E-Mail-Marketing-Software und Social-Media-Marketing-Software.

Was ist eine E-Mail-Marketing-Software?

E-Mail-Marketing-Software automatisiert die E-Mail-Kommunikation zwischen einem Unternehmen und seinen Interessent*innen und Kund*innen. Zu den Funktionen gehören der Massen-E-Mail-Versand, Kontaktdatenbanken, Abonnementverwaltung und Drag-and-Drop-E-Mail-Vorlagen.

Außerdem hilft die Software, die Effektivität des E-Mail-Marketings zu überwachen und mit handlungsrelevanten Einblicken in die Performance aktueller und vergangener Kampagnen die Effizienz zu steigern.

E-Mail-Marketing-Tools helfen mit Aufgaben wie den folgenden:

  • E-Mail-Vorlagen verwalten
  • Kunden-Newsletter erstellen
  • Umfrage-E-Mails versenden
  • Werbekampagnen durchführen
E-Mail-Marketing Software Sendinblue
Erstellen einer E-Mail-Kampagne in Sendinblue

Wann lohnt sich E-Mail-Marketing-Software? Dein Unternehmen sollte über E-Mail-Marketing-Software nachdenken, wenn dein Team nach einer Möglichkeit sucht, auf effektive Weise E-Mails an potenzielle und bestehende Kund*innen zu senden und den Erfolg der Interaktionen an einem zentralen Ort zu verfolgen.

 Was ist Social-Media-Marketing-Software?

Mit Social-Media-Marketing-Software können Marketingteams das Markenimage und die Kundenbindung stärken und dabei alle Social-Media-Aktivitäten und Outreach-Maßnahmen in einer Plattform bündeln. Üblicherweise bietet die Software Funktionen wie automatisierte Veröffentlichung, Content Management und Kunden-Targeting.

Social-Media-Tools helfen Marketing-Teams mit Aufgaben wie den folgenden:

  • Planung und Nachverfolgung von Beiträgen
  • Konversionstracking
  • Management mehrerer Konten
Social-Media-Marketing blog2social
Erstellen eines Content-Kalenders in Blog2Social

Wann lohnt sich Social-Media-Marketing-Software? Dein Unternehmen sollte über Social-Media-Software für seinen Marketing-Stack nachdenken, wenn du eine Social-Media-Präsenz aufbauen und darüber die Beziehungen zu bestehenden Kunden pflegen willst.

  1. Marketingmaßnahmen

Laut Gartner bieten Tools aus der Kategorie Marketingmaßnahmen (Operations) einen zentralen Ort zum Speichern und Verwalten deiner Marketinginhalte und helfen dir, deine Kampagnen auf Kurs zu halten. In diesen Tools kannst du alle Marketing-Ressourcen erfassen oder wiederkehrende Aufgaben und Prozesse automatisieren (vollständiger Artikel für Gartner-Kund*innen verfügbar).

Wir wollen uns zwei der häufigsten Betriebstools für den Marketing-Stack anschauen: Marketing-Automatisierungstools und Content Management-Software.

 Was ist Marketing-Automatisierungssoftware?

Marketing-Automatisierungssoftware hilft Unternehmen, Marketingprozesse und Marketingkampagnen über mehrere Kanäle wie E-Mail, Social Media und SMS hinweg zu optimieren. Außerdem ermöglicht sie die Automatisierung wiederkehrender Aufgaben wie dem durch Trigger ausgelösten Senden von E-Mails oder der Erfassung von Kundendaten.

Zu den Funktionen gehören üblicherweise ROI-Tracking, Lead-Management, Drip-Kampagnen, Lead Nurturing, Lead-Segmentierung und Channel-Management.

Marketing-Automatisierungstools helfen Marketing-Teams mit Aufgaben wie den folgenden:

  • Drip Kampagnen erstellen und starten
  • Lead-Scoring
  • A/B-Tests und Analysen
Marketing Automation EVALANCHE
Live-Ansicht in EVALANCHE

Wann lohnt sich Marketing-Automatisierungssoftware? Du solltest über die Investition in Marketing-Automatisierungssoftware nachdenken, wenn du deine Marketing-Abläufe optimieren und mit neuen Marketing-Technologien aus jeder Kundeninteraktion das Meiste herausholen möchtest.

 Was ist Content-Management-Software?

Content-Management-Software hilft Unternehmen bei der Verwaltung digitaler Inhalte und Ressourcen auf ihren Websites. Sie bietet ein kategorisiertes Repository von Inhalten und ermöglicht das Erstellen, Bearbeiten, Speichern und Löschen aller Arten digitaler Ressourcen wie Dokumente, Bilder und Videos.

Content-Management-Tools helfen mit Aufgaben wie den folgenden:

  • Vorlagen für Inhalte anpassen
  • Ressourcen nachverfolgen und indizieren
  • SEO-Management von Ressourcen
Content-Management-Software Redaxo
Verwaltung von Webseiten in Redaxo

Wann lohnt sich Content-Management-Software? Content-Management-Software lohnt sich, wenn du über eine große Sammlung an Inhalten und Marketingmaterialien verfügst oder diese Investition planst.

  1. Analysen und Einblicke

Hier geht es um Software, die nützliche Daten erfasst und wertvolle Erkenntnisse liefert, mit denen Strategien und Taktiken zum Erreichen von Geschäftszielen entwickelt werden können (vollständiger Artikel für Gartner-Kund*innen verfügbar).

Außerdem erhältst du wichtige Informationen dazu, wie Kund*innen mit deinen Marketingkampagnen interagieren, sodass du deine Maßnahmen auf Grundlage von echtem Kundenfeedback optimieren kannst.

 Was ist Umfragesoftware?

Umfragesoftware ermöglicht das Entwerfen, Durchführen, Planen und Veröffentlichen von Online-Umfragen, Abstimmungen und Fragebögen, um Marktforschung zu betreiben, die Kundenzufriedenheit zu messen, Mitarbeiterfeedback zu sammeln und mehr. Sie bietet zahlreiche Formate zum Erfassen von Nutzerfeedback wie Optionsfelder, Kontrollkästchen, Dropdown-Menüs und freie Textfelder.

Umfragetools helfen mit Aufgaben wie den folgenden:

  • Sentimentanalysen
  • Einholen von Kundenfeedback
  • Follow-up nach Veranstaltungen
easyfeedback Umfragesoftware
Erstellen einer Umfrage mit easyfeedback

Wann lohnt sich Umfragesoftware? Die Investition in Umfragesoftware ist sinnvoll, wenn du zu aktuellen Entwicklungen und Marketingaktivitäten oder auf regelmäßiger Basis Kundenfeedback einholen möchtest.

 Was ist Customer-Experience-Software?

Mit Customer-Experience-Software können Teams Interaktionen mit bestehenden und potenziellen Kund*innen verwalten, Sentimentanalysen durchführen und mehr. So können Marketer jeden wichtigen Moment der Customer Journey nachverfolgen und verbessern und im richtigen Augenblick reagieren sowie Kundenfeedback in Echtzeit in ihre Entscheidungsprozesse einbeziehen.

Customer-Experience-Tools helfen mit Aufgaben wie den folgenden:

  • Multichannel-Datenerfassung
  • Datenerfassung zur Entwicklung besserer Targeting-Strategien
  • Prädiktive Analysen
Beschwerdemanagement in turnfriendly
Beschwerdemanagement in TurnFriendly

Wann lohnt sich Customer-Experience-Software? Customer-Experience-Software lohnt sich, wenn dein Unternehmen aktiv überwachen will, wie Kund*innen mit deiner Website, E-Mails, Marketingaktivitäten und anderen digitalen Touchpoints interagieren.

Wie arbeiten die verschiedenen Tools im Marketing-Stack zusammen?

Ein wichtiger Punkt bei alledem ist: Marketing-Tools, die nur getrennt voneinander arbeiten, nützen deinem Unternehmen nicht viel. Daten und Ressourcen müssen in verschiedener Form zwischen den Tools hin- und herfließen.

Die über eine E-Mail-Marketing-Software gewonnenen Erkenntnisse sollten beispielsweise für eine bessere Lead-Segmentierung und -Qualifizierung an ein Marketing-Automatisierungstool weitergeleitet werden. Auch Inhalte aus deiner Content-Management-Software können von Tools für Social-Media-Marketing, Umfragen, E-Mail-Marketing und Customer Experience verwendet werden.

Damit dein Marketing-Stack den gewünschten Erfolg bringt, solltest du sicherstellen, dass die ausgewählten Tools miteinander kommunizieren können. Dies geht über einfache Integrationen hinaus und erfordert ein gründliches Verständnis davon, wie sich die jeweiligen Tools in den Marketing-Workflow einfügen.

Am besten erstellst du ein Flussdiagramm, in dem du darstellst, wie die Abläufe in deinem Unternehmen funktionieren und welche Daten von einem Tool zum anderen übergehen.

Nachfolgend siehst du, wie ein solches Workflow-Diagramm aussehen könnte. Die verschiedenen Marketing-Tools arbeiten zusammen und bilden ein Netzwerk aus Marketingprozessen und -aktivitäten.

Marketing-Stack wie die Tools zusammenspielen

Wichtige Faktoren bei der Auswahl von Marketingsoftware

Angesichts der vielen verschiedenen Tools auf dem Markt ist es wichtig, sich zu überlegen, wie man bei der Auswahl am besten vorgeht. Wir haben einige Fragen aufgelistet, die dir eine gute Grundlage bieten.

  • Wie weit hat sich die Technologie entwickelt? 

Wie in jedem anderen Bereich werden auch im Marketing immer neue technologische Entwicklungen übernommen. Blockchains für Werbung, Over-the-Top-TV-Werbung und visuelle Suchen sind nur einige Beispiele für Technologien, die in den letzten Jahren wachsendes Interesse geweckt haben. Als kleines oder mittelgroßes Unternehmen verfügst du allerdings üblicherweise nur über ein begrenztes Budget für solche Investitionen. Konzentriere dich also auf die Technologien, die bereits etabliert oder besonders vielversprechend sind und einen sofort messbaren Mehrwert für dein Unternehmen bieten.

  • Wie wichtig sind Integrationen? 

Erst durch Integrationsmöglichkeiten können deine Tools miteinander interagieren, sie sind also unverzichtbar für einen durchdachten Marketing-Stack. Die meisten Tools bieten integrierte Integrationen (d. H. direkte Verbindungen zwischen zwei oder mehr Anwendungen) oder Integrationen über Drittanbieter-Tools wie Zapier, IFTTT oder Automate.io.

Wenn die von dir gewählten Tools nicht direkt integriert werden können, stelle mindestens sicher, dass die Daten von einem zum anderen Tool übertragen werden können. Achte beispielsweise darauf, dass dein Umfragetool den Download von Daten per Excel- oder CSV-Datei ermöglicht, sodass du sie in dein Marketing-Automatisierungstool einpflegen kannst. Allerdings sollte das nur deine letzte Option sein: Integrationen sind immer ein großer Vorteil gegenüber der manuellen Datenübertragung.

  • Benötige ich branchenspezifische Software? 

Die kurze Antwort ist: Wahrscheinlich nicht. Die meisten Marketing-Tools wurden für bestimmte Funktionen und nicht für bestimmte Branchen entwickelt. Unabhängig von der Branche sollte beispielsweise jedes standardmäßige Social-Media-Management-Tool geeignet sein, wenn du deine sozialen Profile überwachen möchtest. Wenn du auch nach Tools für Projektmanagement, Buchführung oder Business Intelligence für deinen Marketing-Stack suchst, könnte es sich jedoch lohnen, auch branchenspezifische Lösungen zu erkunden.

  • Was denken andere aus der Branche?

Lies Rezensionen von anderen Nutzer*innen aus der Branche, um nicht nur Zeit bei der Recherche zu sparen, sondern auch zu vermeiden, Fehler zu wiederholen, die andere bereits gemacht haben. Plane etwas Zeit ein, um dich auf unabhängigen Plattformen wie unserer zu informieren. Du kannst auch noch einen Schritt weitergehen und den Kontakt mit einigen aktuellen Nutzer*innen deiner bevorzugten Software aufnehmen. Lies beispielsweise die Erfolgsberichte auf der Website des Anbieters und kontaktiere ein paar der dort aufgeführten Unternehmen. Dabei solltest du Unternehmen wählen, die eine ähnliche Branche, Größe, Kundenbasis und geografische Lage haben wie dein Unternehmen. Überlege dir im Voraus, welche Fragen du ihnen stellen willst, beispielsweise zum Implementierungsprozess, ihrer Erfahrung mit dem Kundensupport, den Kosten oder der Amortisierungszeit des Produkts.

  • Wird mein Unternehmen aus dieser Software herauswachsen?

Irgendwann bestimmt. Aber du solltest dennoch langfristig planen und die kommenden Monate und Jahre im Blick behalten. Nutze das Wissen, die Fachkompetenz und die Erfahrung deines Teams und beziehe es bei der Auswahl von Marketingtools mit ein. Belies dich ausführlich auf den Websites der Anbieter und finde heraus, welche Informationen sie in Thought Leadership-Artikeln, Blogbeiträgen, Webinaren und Social-Media-Beiträgen bieten. Achte auch darauf, wie häufig die Tools aktualisiert oder Upgrades veröffentlicht werden.

Bevor du dich für einen Jahresvertrag entscheidest und fest an ein Tool bindest, solltest du es zunächst ein paar Wochen lang testen. So siehst du genauer, welchen Mehrt es bietet und welche Herausforderungen möglicherweise entstehen.

Suchst du nach Software für das E-Mail-Marketing? Wirf einen Blick auf Capterras Liste der besten E-Mail-Marketing-Softwarelösungen!

Hinweis: Die in diesem Artikel ausgewählten Anwendungen dienen als Beispiele, um Funktionen im Kontext zu präsentieren. Dies stellt keine Empfehlung dar. Die Informationen stammen aus Quellen, die wir als vertrauenswürdig beurteilen.

La gestión de conocimiento en las empresas: definición y métodos de trabajo

qué es la gestión del conocimiento

Cada empresa tiene su propia base de conocimiento. En mayor o menor medida, el éxito de la empresa depende de esa base. Incluso a partir de ella pueden crearse ventajas competitivas, siempre que se gestionen con profesionalidad. Para lograrlo, se necesita un sistema que funcione y en este contexto entra en juego la llamada gestión del conocimiento. A continuación te mostraremos todo lo que necesitas saber: desde la definición hasta los métodos, y cómo el software de gestión del conocimiento puede ayudarte a aplicarlos.

qué es la gestión del conocimiento

Desde la definición hasta los métodos de gestión del conocimiento

Definición de la gestión del conocimiento

La gestión del conocimiento se considera por lo general uno de los factores más importantes del éxito empresarial. El acceso al conocimiento y su transferencia son requisitos básicos para la capacidad de innovar de las empresas.

Según su definición, la gestión del conocimiento se ocupa de la adquisición, el uso, la transferencia, el desarrollo y el almacenamiento del conocimiento con el fin de hacerlo transparente y accesible para la empresa y sus empleados.

Con este fin es preciso organizar el manejo y la reserva de conocimientos en el marco de una gestión profesional. La base es lo que se denomina conocimiento implícito, que se almacena en forma de patrones de pensamiento, vínculos complejos y experiencias en la mente de los empleados. Por tanto, es mucho más difícil de acceder a este que al conocimiento explícito, pero posee la ventaja decisiva de que se actualiza y amplía continuamente a través del trabajo diario y el intercambio permanente. 

Gartner la define de la siguiente manera: “la gestión del conocimiento es un proceso empresarial que formaliza la gestión y el uso de los recursos intelectuales de una organización. La gestión del conocimiento promueve un enfoque colaborativo e inclusivo para crear, recopilar, organizar, acceder y utilizar los activos de información, incluido el conocimiento implícito y no registrado de las personas”.

¿Qué es la gestión del conocimiento en las organizaciones?

Una vez hemos visto la definición nos gustaría adentrarnos en qué es la gestión del conocimiento en las organizaciones. La gestión del conocimiento, como ya hemos mencionado, no se centra tanto en el conocimiento explícito, sino en el expertise de las personas y en el cúmulo de experiencia de cada empleado. Este conocimiento implícito debe ponerse en red y estar accesible dentro de la empresa. Su transformación en conocimiento explícito, expresándolo o documentándolo, es solo una de las tareas de la gestión del conocimiento: también se trata de generar nuevos conocimientos y de transferir conocimientos externos. Para lograrlo, hay que diseñar la transferencia entre ellos de forma activa. En consecuencia, la gestión del conocimiento es un proceso integral que debe incorporarse de forma permanente en los procesos organizativos para identificar, usar productivamente y poner en red los conocimientos disponibles en la empresa. 

Esto es importante porque la gestión profesional del conocimiento hace que las empresas sean más competitivas en nuestra economía moderna del conocimiento. Además, aumenta la productividad, da como resultado productos de mayor calidad y mejores servicios y acentúa la satisfacción de los clientes. Al facilitar a los empleados la búsqueda de la información que necesitan, no solo se puede aumentar la productividad de forma sostenible, sino que también se puede conseguir que los procesos empresariales sean más eficientes en general.

Objetivos de la gestión del conocimiento

La gestión del conocimiento se basa en el supuesto fundamental de que el conocimiento es uno de los recursos más importantes de los que puede disponer una empresa. A diferencia de los bienes o la información, no puede adquirirse o incrementarse a través del comercio. Por esta razón, la gestión del conocimiento se distingue claramente de la gestión de la información. Sus objetivos son utilizar, adquirir, almacenar y desarrollar el conocimiento. 

A este respecto, la transferencia de conocimientos también desempeña un papel crucial. Se trata de transformar el conocimiento implícito en explícito, creando así una especie de conocimiento colectivo disponible en toda la empresa. Sin embargo, la gestión del conocimiento también pretende transformar el conocimiento explícito en implícito, por ejemplo, incorporándolo a la propia rutina. 

En principio se pueden distinguir entre tres objetivos de conocimiento diferentes: los objetivos normativos, que constituyen las directrices de la gestión del conocimiento; los objetivos estratégicos, en cuyo marco se formulan las medidas a largo plazo; y los objetivos operativos, que están orientados a medidas concretas de aplicación. Con la ayuda de estos, se creará un concepto integral que combine aspectos técnicos, humanos y organizativos. 

De este modo, que los conocimientos estén disponibles más rápidamente significa que el proceso de familiarizarse con nuevas áreas de especialización puede acortarse de forma considerable. En definitiva, las empresas que incorporan la gestión del conocimiento pueden aumentar significativamente su competitividad en muy poco tiempo.

Métodos de gestión del conocimiento

Para incorporar la gestión del conocimiento se pueden utilizar varios métodos. El objetivo es introducir instrumentos a medida que refuercen notablemente y desarrollen de forma eficaz el manejo empresarial del conocimiento. 

  • La primera pregunta debería ser siempre: ¿En qué momento se dispone de conocimientos relevantes en la empresa? Ya sea un chat en equipo o una discusión en grupo; existen numerosas formas de averiguar qué conocimientos están latentes en la empresa y en qué medida. 
  • Recopilar los conocimientos en la empresa de forma selectiva y registrarlos de forma lógica. Esto puede lograrse, por ejemplo, en el contexto de una presentación o entrevista en la que se expone brevemente la información más importante. Lo ideal es que los conocimientos recogidos se almacenen en formato digital para que todos los empleados puedan acceder a ellos en cualquier momento. 
  • Otro método eficaz: rondas de intercambio, en las que el equipo se pone al día. Para que no se pierda ningún conocimiento valioso, es aconsejable redactar siempre un acta breve de la reunión. 
  • También se puede traer el conocimiento exterior a la empresa para optimizarlo después. Los nuevos impulsos, por ejemplo en forma de vídeos, literatura especializada o seminarios web, ayudan a perfeccionar las habilidades internas a largo plazo. 
  • La creación de vínculos a través de las redes sociales también puede ayudar a obtener consejos valiosos y sugerencias útiles para tu propio negocio. 

El siguiente paso es crear una base de datos de conocimientos en la que se estructuren de forma lógica y sean accesibles. Esto no solo facilita la búsqueda de información relevante, sino también la transferencia interna de conocimientos, por ejemplo, cuando se incorporan nuevos empleados a la empresa. Las herramientas digitales tienen una clara ventaja en este contexto porque siempre están disponibles desde cualquier lugar. A la hora de elegir la solución adecuada, es importante escoger una herramienta que todos puedan usar con regularidad.

Software de gestión del conocimiento

Un software de gestión del conocimiento permite a las empresas almacenar y compartir los conocimientos que los empleados han adquirido a lo largo de los años en función de su experiencia. Con su ayuda, los datos pueden recogerse y almacenarse de forma estructurada. Asimismo, la información puede evaluarse a través de un software de gestión del conocimiento para facilitar a los empresarios la toma de decisiones importantes en este sentido. Una representación clara de conocimientos relevantes facilita a los empresarios la identificación de oportunidades y riesgos para sus productos y servicios. 

Además, los procesos internos de la empresa pueden estandarizarse mejor con la ayuda de este tipo de software; requisito básico si una compañía quiere obtener la certificación. Las ventajas derivadas parecen bastante obvias: el software de gestión del conocimiento no solo elimina los costes de impresión, sino que también mejora el control y la velocidad de la información, puesto que ahora las noticias pueden difundirse más rápidamente y de forma más específica. Las pérdidas de tiempo derivadas de la tediosa búsqueda de información relevante se reducen notablemente porque los conocimientos necesarios pueden encontrarse agrupados. También puede lograr que la formación de los empleados sea más eficiente, lo que contribuye a que las empresas sean más ágiles en general. 

Al ofrecer la posibilidad de debatir ideas y sugerencias de mejora, el software de gestión del conocimiento también aumenta la capacidad de innovación de la empresa. Esto es especialmente ventajoso para las empresas que desean ser capaces de reaccionar de forma más dinámica a los cambios del mercado en el futuro.

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Treinamento EAD: os softwares para treinar equipes remotas

As ferramentas para criar um treinamento EAD

As ferramentas para criar um treinamento EAD

Treinamento EAD (popularizado também como treinamento a distância) é um método para compartilhar conhecimento corporativo sem a necessidade de a equipe estar presente em um mesmo espaço, já que o evento se dá em ambiente virtual. 

Trata-se de uma prática indicada para empresas com equipes que trabalham sob modelos remoto ou híbrido –em que a jornada se divide entre presencial e a distância–, ou que possuem times distribuídos por diferentes fusos horários.

Pesquisa recente do Capterra com funcionários de pequenas e médias empresas (PMEs) aponta que 42% deles migraram para o modelo remoto com o início da pandemia –e dos que migraram, 66% disseram querer continuar na jornada híbrida no pós-pandemia. A estimativa é que o trabalho a distância cresça 30% quando a situação voltar à normalidade, com a redução dos casos de COVID-19 e a retomada das atividades, segundo um estudo da Fundação Getúlio Vargas (FGV).  

À medida que o teletrabalho se consolida na sociedade, as empresas também devem investir em novas práticas para capacitar funcionários, proporcionando uma experiência no treinamento EAD que se assemelhe a sessões em espaços físicos. Neste artigo, abordamos o porquê de organizar programas de capacitação e as principais ferramentas que podem melhorar o treinamento a distância.

A importância da capacitação contínua da sua equipe

O treinamento e desenvolvimento de pessoal refere-se a um conjunto de programas de capacitação oferecidos por uma empresa. O objetivo é melhorar o desempenho e os resultados dos funcionários. 

As empresas que seguem as melhores práticas para qualificação usam uma ampla variedade de programas e métodos educacionais, especialmente para a realização de um treinamento EAD. Investir na capacitação de funcionários serve como tática motivacional e ajuda a empresa a criar uma força de trabalho altamente qualificada.

Apesar de “treinamento” e “desenvolvimento” serem termos usados indistintamente, os dois conceitos são diferentes. Um programa de desenvolvimento foca na obtenção e no aprimoramento de características mais amplas, podendo ser aplicadas a diferentes habilidades, como em comunicação interpessoal, liderança e tomada de decisões. 

Já os programas de treinamento de pessoal envolvem objetivos específicos e mensuráveis; por exemplo, como executar um procedimento de entregas com maior precisão ou como usar um software específico.

Na pesquisa Panorama das pequenas e médias empresas (PMEs) pós-COVID-19, realizada pelo Capterra, 55% das PMEs brasileiras entrevistadas investiram em software como consequência da pandemia. Outro estudo recente, também liderado pelo Capterra, identificou que apenas 39% dos funcionários de PMEs receberam algum tipo de capacitação da empresa para o desenvolvimento de novas habilidades durante a pandemia.

Para montar um time eficiente e trabalhar a retenção dos funcionários, é essencial que os empregadores elaborem ciclos de aprendizado e forneçam treinamentos sobre como usar novas ferramentas.

Melhores softwares para treinamento EAD

As empresas podem configurar e executar o treinamento a distância de diferentes maneiras, dependendo de seus objetivos e necessidades. Apesar de ser possível executar sessões de treinamento remotas em plataformas online de comunicação interna, existem outros tipos de ferramentas que podem oferecer um melhor ambiente de aprendizagem para as equipes. 

Abaixo, descrevemos as ferramentas necessárias para cada estágio da organização e execução de uma sessão de treinamento online com funcionários.

1. Agendamento da sessão de treinamento

O sistema de agendamento permite que os gerentes automatizem parte da organização e da logística envolvida no planejamento do treinamento. O software normalmente inclui um recurso de visualização de calendário compartilhado que ajuda os gerentes a encontrar um horário comum a todos os participantes da sessão online. Isso é particularmente útil para equipes remotas.

2. Realização da sessão

Os programas de compartilhamento de tela são uma boa opção para realizar sessões de treinamento online. Como o nome sugere, esses softwares permitem que tanto quem apresenta quanto quem assiste ao treinamento compartilhe sua tela com os demais participantes. Além disso, também é possível que os funcionários remotos compartilhem documentos, apresentações e se comuniquem por chat em tempo real.

Muitos softwares de videoconferência oferecem recursos de compartilhamento de tela, permitindo que os usuários realizem sessões de treinamento online e se comuniquem de forma eficaz com os participantes. Da mesma forma, as ferramentas para webinar permitem que as empresas hospedem e compartilhem apresentações de vídeo educacionais interativas gravadas ou ao vivo com sua equipe remota.

Com softwares de sala de aula virtual, os instrutores podem interagir com funcionários remotos em um ambiente online. Programas para criação de cursos, sistemas de gestão de aprendizagem (LMS) e plataformas de experiência de aprendizagem (LXP) permitem que você crie módulos de cursos, com conteúdos interativos e envolventes, compartilhe documentos e acompanhe os resultados do treinamento.

3. Gravação da sessão de treinamento

Com softwares de gravação de tela, é possível capturar as transmissões de vídeo e áudio das sessões de treinamento EAD. Se alguém da equipe não puder estar presente, o recurso de gravação permite que você disponibilize o curso para funcionários acessarem posteriormente. Também é um recurso útil para quem quiser rever o conteúdo e retê-lo com mais eficácia. Dependendo da plataforma, os usuários podem editar, fazer anotações e converter os arquivos em diferentes formatos.

4. Análise de resultados e feedback

É importante enviar formulário de feedback sobre o treinamento para identificar a eficácia do programa no desenvolvimento das habilidades dos seus funcionários. 

Use uma ferramenta de pesquisa para criar e gerenciar pesquisas online com o objetivo de medir a satisfação da sua equipe. Os programas de pesquisa geralmente incluem diferentes formatos de perguntas e respostas, incluindo caixas de seleção, botões de opção, campos de texto e menus suspensos. Com um software de pesquisa eficiente e de alta qualidade, você pode avaliar quaisquer melhorias necessárias para obter o melhor impacto.

Também, esteja disponível para tirar dúvidas dos participantes, especialmente se o treinamento não for ao vivo. Um software de comunicação de equipe, com opção de bate-papo em tempo real, pode otimizar a dinâmica de tirar dúvidas.

Por que manter uma rotina de treinamento a distância nas empresas?

O treinamento e o desenvolvimento dos funcionários expande a base de conhecimento dos trabalhadores e oferece maior retorno sobre o investimento (ROI) para as organizações. Por isso é importante que, mesmo que a equipe não esteja no mesmo ambiente, se realize treinamento a distância

Estes programas ajudam a preparar melhor os funcionários para as habilidades necessárias e a preencher as lacunas existentes na empresa. Dessa forma, os trabalhadores obtêm uma maior compreensão de suas funções e responsabilidades, desempenhando melhor seu trabalho.

O investimento em treinamento de pessoal também mostra aos funcionários que a empresa os valoriza e os apoia. Sessões robustas de treinamento e desenvolvimento oferecem uma experiência consistente aos trabalhadores. Além disso, as empresas desfrutam de maior adesão aos padrões de alta qualidade e um aumento nas taxas de produtividade de sua força de trabalho. A qualificação e o treinamento contínuos da equipe estimulam a criatividade e a inovação, e reduzem a rotatividade de funcionários.

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CRM: cos’è? Ecco come funziona nella pratica

CRM: cos’è? Ecco come funziona nella pratica

CRM: cos’è? Ecco come funziona nella pratica

Partiamo dall’inizio. Cos’è un CRM? CRM è l’acronimo di Customer Relationship Management (CRM).

Ma come funziona esattamente un sistema CRM? Si tratta di una strategia di business in grado di ottimizzare la redditività e i ricavi del tuo business, promuovendo al contempo il livello di soddisfazione e la fidelizzazione dei tuoi clienti.

I software CRM forniscono alle aziende diverse funzionalità suddivise in quattro segmenti: vendite, marketing, assistenza clienti ed e-commerce. Grazie ai sistemi CRM è possibile gestire in modo strategico le relazioni con i clienti. Per numerose aziende, i sistemi CRM rappresentano una sorta di sinonimo della trasformazione digitale. Questo perché l’implementazione di un software CRM costituisce un grande passo avanti nel processo di digitalizzazione e automatizzazione aziendale.

Manuale utente per Software CRM

I 4 principali vantaggi di un sistema CRM

  1. Collaborazione semplificata: la cronologia delle interazioni con i clienti e i dati ad essi associati sono contenuti in un database condiviso e consultabile, facilitando pertanto la collaborazione.
  2. Aumento della produttività: i processi orientati ai clienti vengono automatizzati mediante soluzioni personalizzate. In questo modo si evita l’insorgere di errori e si aumenta l’efficienza.
  3. Miglioramento della gestione dei lead: il follow-up automatico, la segmentazione e il lead scoring aumentano il livello di soddisfazione dei clienti e la possibilità di chiudere più vendite.
  4. Procedura di comunicazione accelerata: i sistemi CRM consentono di prendere decisioni in base alle informazioni e le tendenze ottenute dai dati.

Come funziona un sistema CRM?

La maggior parte dei sistemi CRM è costituita dai seguenti cinque moduli di base: clienti potenziali (lead), account, contatti, attività e conclusione degli affari (deal). Il sistema è costituito da numerose funzionalità applicabili ai dati che consentono di ottimizzarne l’utilizzo e ottenere maggiori profitti.

  1. Clienti potenziali (lead): contatti di aziende con cui costruire una potenziale relazione aziendale.
  2. Account: organizzazioni con cui la tua azienda ha già relazioni di business.
  3. Contatti: le persone all’interno di queste organizzazioni con cui comunichi abitualmente in merito ai loro account.

Cos'è un CRM? Scheda dei contatti in Freshworks CRM

Scheda dei contatti in Freshworks CRM (fonte: Capterra)

4. Conclusione degli affari (deal): clienti potenziali che potrebbero diventare clienti a tutti gli effetti.

Come funziona un CRM? Visualizzazione di tutti i deal in Vtiger CRM

Visualizzazione di tutti i deal in Vtiger CRM (fonte: Capterra)

Per ciascun deal è possibile identificare la fase in cui si trova all’interno del processo di vendita, per poi stabilire quali fasi del deal visualizzare all’interno del sistema.

  1. Attività: tutti i meeting, le telefonate e le attività in genere con lo scopo di generare clienti potenziali, account o contatti.

Cos'è un CRM? Dashboard delle attività in Freshworks CRM

Dashboard delle attività in Freshworks CRM (fonte Capterra)

Questi cinque pilastri costituiscono le fondamenta di un sistema CRM, a partire dai quali è possibile applicare la tecnologia necessaria per eseguire ulteriori attività CRM.

Suggerimento: accertati che i team di vendita della tua azienda tengano traccia di tutte le informazioni pertinenti e configurino in modo appropriato le azioni automatiche. Queste procedure consentiranno di risparmiare una notevole quantità di tempo!

Quali sono le funzionalità principali di un sistema CRM?

Le applicazioni della tecnologia CRM riguardano principalmente le vendite, il marketing e l’assistenza clienti.

Funzionalità CRM per la gestione delle vendite

I sistemi CRM sono stati originariamente sviluppati dal punto di vista delle vendite. Per questo motivo offrono numerose soluzioni orientate ai team di vendita. L’impiego di un sistema CRM consente infatti di creare un metodo di lavoro comune e di definire i processi in modo chiaro. Le cifre relative alle vendite vengono facilmente individuate, ed è pertanto possibile stimare il valore delle relazioni in modo che i manager possano avere una visione d’insieme e adeguare gli obiettivi di vendita in base alle specifiche esigenze. Il sistema CRM garantisce la massima trasparenza dei dati grazie anche a dashboard personalizzati:

Cos'è e come funziona un CRM: dashboard dei deal in Zoho CRM Plus

Dashboard dei deal in Zoho CRM Plus (fonte: Capterra)

Le funzionalità CRM standardizzate per la gestione delle vendite sono le seguenti:

  • Salvataggio dei documenti
  • Calendario condiviso
  • Task management
  • Automazione dei processi
  • Elaborazione delle offerte
  • Reporting e analisi
  • Previsioni (mediante l’eventuale uso dell’intelligenza artificiale)
  • Chat interne (feed)

Funzionalità CRM per il marketing

Grazie ai software CRM e alle informazioni sui lead e i clienti in essi contenute, i dipartimenti di marketing possono impostare campagne di marketing mirate. Il sistema tiene traccia di tutte le interazioni dei lead e dei clienti, così quando un lead visita il tuo sito web puoi identificare esattamente quali pagine ha visualizzato e personalizzare di conseguenza l’invio delle tue e-mail. Potrai inoltre ottenere informazioni sull’età dei tuoi clienti, i prodotti o i servizi da essi acquistati e, infine, sulla loro spesa media. In base ai dati ottenuti, potrai suddividere i tuoi clienti in gruppi o segmenti, per poi qualificare i lead potenziali e le nuove opportunità di vendita assegnando loro un determinato punteggio. In questo modo potrai raggiungere i tuoi lead e i tuoi clienti nel momento opportuno, attraverso il canale giusto e con le informazioni appropriate. Potrai infine automatizzare processi di marketing aggiuntivi come ad esempio l’invio di e-mail di marketing o di follow-up, oppure di newsletter.

Le funzionalità CRM per il marketing sono le seguenti:

  • Segmentazione
  • Lead scoring
  • E-mail marketing
  • Automazione del marketing
  • Integrazione dei social media

CRM in azione

Dopo aver appreso le nozioni fondamentali sulla struttura e le funzionalità dei sistemi CRM, ti forniamo un esempio concreto di come metterli in pratica. Partiremo da un problema molto comune nel settore delle vendite, ovvero i clienti potenziali con comportamento procrastinante. In che modo utilizzare il tuo sistema CRM per trarre il massimo profitto da questi comportamenti?

Segmentazione dei clienti potenziali con comportamento procrastinante

Richiedi al tuo team delle vendite di tenere traccia di tutte le scuse fornite dai clienti e di elencare tutte le motivazioni per cui non hanno ancora effettuato i loro acquisti. Identifica quindi le obiezioni più comuni e associale ai clienti potenziali corrispondenti creando etichette specifiche. Otterrai una chiara segmentazione dei tuoi prospect con comportamento procrastinante, dalla quale potrai partire per elaborare una strategia più mirata.

Potrai quindi programmare il tuo software CRM in modo che esegua azioni per ciascun prospect sotto forma di invio di e-mail, messaggi di testo o aggiunta dei dati sui lead alle campagne pubblicitarie su Facebook o Google.

I professionisti delle vendite sanno che le promozioni personalizzate sono in grado di attirare un maggior numero di clienti rispetto ai messaggi generici. La segmentazione e l’identificazione tramite etichette dei clienti potenziali rappresentano pertanto un ottimo modo per aumentare i tassi di conversione.

Quale sistema CRM scegliere?

Per identificare il sistema CRM che meglio si adatta alle tue esigenze, dovrai innanzitutto stabilire gli obiettivi da raggiungere. Sarà quindi possibile identificare le funzionalità di cui hai bisogno e avviare la fase di ricerca in modo specifico.

Nella directory delle categorie di software di Capterra, potrai filtrare i diversi sistemi CRM in base alle funzionalità, il prezzo, l’implementazione e le recensioni dei clienti. In questo modo potrai effettuare la tua ricerca in base ai requisiti specifici della tua azienda.

Vuoi saperne di più? Visita il nostro catalogo completo di software CRM.

 

10 Canadian software companies to watch in 2021

Top software companies Canada

Thanks to its wide pool of technology talent, access to venture capital, and government backing, Canada is an attractive place to found a software startup. The software sector in the country is also growing healthily, consistently outperforming other ICT industry metrics and the overall national economy.

Top software companies Canada

Here, we showcase the young Candian software companies that have received the top ratings from our users, across a range of categories including employee recognition, telemedicine, and safety management. Our full selection criteria were based on the following:

  • Software created in Canada
  • Headquartered in Canada
  • Created in 2010 or later
  • Having received a minimum of 30 user reviews on Capterra
  • Having obtained a minimum overall rating of 4 out of 5 on Capterra

Applications are listed in alphabetical order:

  1. 7Shifts
  2. ClinicSense
  3. Guusto
  4. HiMama
  5. Jane
  6. Monclubsportif
  7. OnCall
  8. Plooto
  9. Showpass
  10. SiteDocs

Software companies to watch in Canada

1. 7shifts

Headquarters: Toronto, ON
Software Category: Time clock software
Founded: 2014
Founder: Jordan Boesch

7Shifts scheduling tool

What is 7shifts?

7shifts was founded by Jordan Boesch in 2014, in Saksatoon, Saskatchewan. Jordan noticed the difficulties his boss (and dad) was having in managing restaurant employees across two locations, so he began to create software that could help schedule shifts.

Today, 7shifts assists with schedule automation, task management, attendance and payroll tracking, cross-team communication, compliance management, and performance monitoring. It also integrates with other restaurant systems like point of sale (POS) and payroll solutions, enabling managers and owners to further automate processes.

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2. ClinicSense

Headquarters: Toronto, ON
Software Category: Massage therapy software
Founded: 2013
Founder: Daniel Ruscigno and Michael Vesia

ClinicSense calendar management

What is ClinicSense?

ClinicSense helps independent massage therapists manage their business digitally. The software includes a range of features that allow therapists to streamline administration including digital treatment notes, COVID-19 pre-screening, customizable consultation forms, and invoicing and payment tools – including integration with third-party apps such as Square and Stripe.

The app aims to reduce costly no-shows with appointment reminders and online booking facilities that can require clients to give credit card details when they book. Dashboards and reports help therapists maintain an overview of their entire business in real time.

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3. Guusto

Headquarters: Vancouver, BC
Software Category: Employee recognition software
Founded: 2013
Founders: Joe Facciolo and Skai Dalziel

Guusto activity dashboard

What is Guusto?

Childhood friends Joe and Skai founded Guusto in 2013 while working on a restaurant startup in Whistler, BC. Initially, the app enabled people to send drinks to friends or clients at a restaurant when they couldn’t be there in person. Eventually, the founders saw that HR professionals were using Guusto to send gifts to employees, and they reimagined the app as a fully-featured employee recognition platform.

With Guusto, companies can reward employees and customers to celebrate work achievements, life milestones, positive feedback, excellent performance, and more, and employees can redeem the gifts at more than 60,000 locations. 

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4. HiMama

Headquarters: Toronto, ON
Software Category: Daycare software
Founded: 2012
Founders: Ron Spreeuwenberg and Alana Frome

HiMama activity planner

What is HiMama?

HiMama is an app that helps childcare providers streamline operations and digitize many day-to-day tasks. The software lets teachers and daycare staff communicate with parents, check-in children securely and in a contactless manner, handle billing, and manage classrooms.

Teachers can save time on paperwork by filling out digital observation forms and completing digital daily sheets that they can share with parents or other members of staff. They can also use the app to plan lessons and activities and share videos and photos with parents.

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5. Jane

Headquarters: North Vancouver, BC
Software Category: Mental health software
Founded: 2014
Founder: Alison Taylor and Trevor Johnston

Jane exercise assignment

What is Jane?

Jane is a healthcare practice management platform that helps diverse practitioners streamline many of the tasks required to run a medical clinic.

The software was founded by Alison Taylor, a clinic manager, and Trevor Johnson, a marketing professional. Exasperated at the lack of suitable online booking systems, the pair collaborated to build one, which eventually became Jane in 2014.

Today, the app also offers additional features including electronic scheduling, billing, and charting, as well as online appointments. Pricing starts at CA$74 per month and is available in a range of plans according to clinic size and features required.

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6. MonClubSportif

Headquarters: Quebec City, QC
Software Category: Sports league software
Founded: 2014
Founders: Karl Demers and Dominic Bégin

MonClubSportif game calendar

What is MonClubSportif?

MonClubSportif helps coaches, managers, and players organize their sports team. The app was created in 2014 by Karl Demers and Dominic Bégin – executives from a web agency in Quebec City. 

Coaches can consolidate all player information into one space, manage player availability, and message teams about games or practice. Players can see all events in a calendar view, inform coaches of their availability, discuss tactics and games, and share pictures. The app also sends automatic reminders about events and collates player information and statistics. 

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7. OnCall

Headquarters: Toronto, ON
Software Category: Telemedicine software
Founded: 2016
Founder: Nicholas Chepesiuk

OnCall Health patient records

What is OnCall?

OnCall helps clinics and healthcare brands offer virtual care to patients. The company was founded in 2016 for a psychology clinic that wanted to provide online consultations. Today, it offers solutions for small clinics, as well as large healthcare companies, with a range of features and automation options.

The OnCall Health solution is built for healthcare organizations, startups, and clinics and enables users to launch and grow their own virtual care program. The PIPEDA and HIPAA-compliant solution offers a customizable interface and powers the entire virtual care experience with digital booking and intake, one-to-one and group videoconferencing, patient management, and analytics features. 

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8. Plooto

Headquarters: Toronto, ON
Software Category: Accounts payable software
Founded: 2014
Founders: Hamed Abbasi and Serguei Kloubkov

Plooto accounts payables

What is Plooto?

Plooto was founded with the aim of helping small businesses manage and streamline payments. The platform lets users approve invoices, pay suppliers, receive electronic payments, pay government remittances, and more.

Plooto integrates with customers’ banks, as well as common accounting tools like Xero and Quickbooks, so accountants, finance teams, and small business owners can automate workflows. The app costs CA$25 per month, which includes 10 domestic transactions. Further transactions incur a fee thereafter.

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9. Showpass

Headquarters: Calgary, AB
Software Category: Ticketing software
Founded: 2014
Founder: Lucas McCarthy

Showpass seat reservations

What is Showpass?

Showpass is a ticket and event management platform founded in 2014. Organizers and promoters can use the app to set up events and sell tickets via a range of online and offline outlets through Showpass’s integrations with platforms including Facebook, WordPress, and Squarespace.

Showpass also offers features for managing merchandising, add-ons, early check-in, event marketing, seat assignment, and ticket packaging. The solution scales to accommodate all event sizes from small, in-person workshops to large music festivals. Showpass pricing is based on a per-ticket model, but solutions for free events and customized packages for large events are also available.

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10. SiteDocs

Headquarters: Vancouver, BC
Software Category: Safety management software
Founded: 2012
CEO: Kent Bergstrom

SitDocs document reports

What is SiteDocs?

SiteDocs helps companies manage safety processes and maintain compliance. Designed for industries such as construction, engineering, oil and gas, and mining, SiteDocs reduces the need for paper forms and provides the tools for creating, storing, and auditing safety documentation. 

On-site workers can fill out forms using the mobile app and employees in offices can manage and monitor that information centrally in real time. In areas with poor cell coverage, workers can utilize the offline mode and sync data when they get back online. Users can also create custom forms, add images and annotations, capture digital signatures and GPS stamps, track certifications, and create reports on any data point.

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Methodology

  • Software created in Canada
  • Headquartered in Canada
  • Created in 2010 or later
  • Having received a minimum of 30 user reviews on Capterra
  • Having obtained a minimum overall rating of 4 out of 5 on Capterra